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mercoledì 23 dicembre 2015

Basta Vittime Sulla S.S.106: gli Auguri di Buone Feste del Presidente Fabio Pugliese




A nome dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, che ho l’onore di presiedere, intendo rivolgere a tutti gli Auguri di Buone Feste raccomandando, soprattutto ai più giovani, il massimo dell’attenzione sulla S.S.106 in questi giorni di festività.

L’occasione è utile anche per far notare che l’anno che volge ormai al termine lascia in noi grandi speranze: l’intervento sul Ponte Molinella a Cariati (CS), i tanti cantieri aperti tra Sibari e Crotone per le rotatorie di nuova costruzione, l’allargamento della sede viaria poco dopo il bivio di Cutro (KR), l’intervento sui ponti tra Soverato e Badolato (CZ), le nuove rotatorie in provincia di Reggio Calabria e l’inaugurazione del nuovo tratto ammodernato, due corsie per senso di marcia e spartitraffico centrale, tra Riace e Locri evidenziano dei fatti che non avvenivano da oltre 40 anni e ci convincono della bontà e dello straordinario contributo della nostra Associazione.

L’anno che verrà probabilmente, lo speriamo tutti, sarà anche migliore: molti sono gli interventi previsti che sono necessari per ridurre l’incidentalità e la mortalità sulla “strada della morte” ed, insieme, per avviare quelle infrastrutture necessarie ed imprescindibili per il progresso e lo sviluppo della nostra Calabria.

Ovviamente non dimentico quanti non sono contenti dei risultati straordinari fin qui ottenuti. Quanti avanzano critiche senza però riuscire mai a dare un contributo fattivo e propositivo. Quanti, invece, criticano ma contestualmente propongono. Quanti, invece, sono oppressi da altre logiche: d’interesse, di partito, ecc. A quest’ultimi spero che il Natale possa concedere il massimo della Pietà e del Perdono.

Voglio rivolgere un pensiero sincero e profondo ad alcune Famiglie che tra qualche giorno trascorreranno un Natale poco felice. Sono le Famiglie delle vittime della S.S.106 nel 2015. Le Famiglie di: Matteo Brigandì, Giuseppe Leonardo Farini, Sing Jaswinder, Paolo Foti, Maria Grillone, Giovanni Zappavigna, Malena Simona, Nicastro Maria, Grasso Caterina, Malena Giuseppe, Luigi Caliò, Giuseppe Petitto, Gaetano Aiello, Bandi Maddalena, Giuseppe Alosa, Giampiero Scalercio, Salvatore Mammone, Andrea Battaglia.

Un pensiero più speciale alle Famiglie di Antonio Pugliese di 24 anni, Ilaria Geremicca di 22 anni, Francesco Paparo di 24 anni e di Claudio Modafferi di 33 anni. Alla moglie di quest’ultimo ed alla piccola bambina di due anni il mio più sincero abbraccio e le mie scuse per non poter essere stato presente alla commemorazione di Claudio dopo aver ricevuto l’invito a partecipare dall’amico Peppe Marra.

Lavoreremo affinché la loro memoria sia onorata ma soprattutto affinché ciò che è accaduto ad ognuno di loro possa non succedere ancora. Sarà difficile, ma dobbiamo provarci, possiamo riuscirci, ce la faremo.

Auguri di Buone Feste
Fabio Pugliese
Presidente dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”

domenica 20 dicembre 2015

Il Nuovo Treno sulla ferrovia Jonica nel ricordo e nel nome di Franco Nisticò




L'Associazione "Basta Vittime Sulla Strada Statale 106" ha assistito alla prima corsa prova del nuovo treno ATR 220 destinato al servizio Regionale sulla ferrovia Jonica. Quello che è accaduto oggi "ha lasciato incredule centinaia di cittadini" che hanno finalmente visto un treno di ultima generazione solcare i binari da Reggio Calabria a Catanzaro Lido.

I nostri complimenti, quindi, agli amici dell'Associazione Ferrovie in Calabria per questa straordinaria battaglia vinta che loro hanno voluto dedicare al nostro "compianto attivista badolatese Franco Nisticò, il capostipite della difesa della linea ferroviaria Jonica e della SS 106: una grande persona, per noi una guida, che ha dedicato tantissimi anni al perseguimento di quell'obiettivo...che oggi si è in parte realizzato".

Il presidente dell'Associazione "Basta Vittime Sulla Strada Statale 106" a nome del Direttivo e di tutti gli iscritti saluta con soddisfazione e con gioia incontenibile la prima corsa dei nuovi treni ATR 220 sulla linea ferrata della costa jonica calabrese.

Auspichiamo che questa sia la prima di una lunga serie di grandi iniziative che possano riuscire a riportare una delle aree più emarginate e povere d'Europa ai fasti antichi dell'era pitagorica quando questi luoghi furono la culla della civiltà europea.

Siamo, in ultimo commossi, dalla dedica che l'Associazione Ferrovie in Calabria ha voluto rivolgere al Compagno Franco Nisticò, già indimenticato sindaco di Badolato, primo presidente di un Comitato Pro S.S.106 e grande attivista nella difesa della linea ferrata jonica e del diritto alla mobilità di tutti i cittadini.

Alla Famiglia Nisticò, alle sofferenze, alle privazioni ed all'affetto nei confronti di Franco che nessuno potrà mai restituirgli possa andare l'assoluta riconoscenza di una comunità, di una Associazione, che ho l'onore di presiedere e che oggi è contenta particolarmente perché finalmente iniziano ad arrivare i primi frutti della sua memorabile, eroica ed importante battaglia.

venerdì 18 dicembre 2015

Pugliese: «Oggi in Calabria sulla S.S.106 rispende il sole»




«Finalmente i risultati dopo anni di lavoro e d’impegno». Esordisce così il Presidente dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” Fabio Pugliese dopo aver letto i dettagli relativi al Piano Pluriennale degli Investimenti di Anas Spa 2015-1019 sulla “strada della morte”. Si tratta di 2,2 miliardi di euro che nei prossimi 4 anni saranno avviati e contribuiranno a cambiare la S.S.106 rendendola più moderna, più sicura e certamente più facilmente percorribile.

«Al netto degli interventi programmati – afferma Pugliese – ho molto apprezzato anche il fatto che l’Anas Spa ha anticipato gli interventi previsti per il periodo successivo al Piano: nel 2020 prevedono di avviare l’appalto del Megalotto 6 per un investimento di 1.000 milioni di euro), e nel 2021 prevedono di avviare il Megalotto 11 per un importo di 440 milioni di euro)».

«Certo – continua Pugliese – è anche vero che l’ipotesi d’intervento avanzata da Anas Spa è quella di realizzare una sola carreggiata del tracciato previsto con sezione di tipo C1 però credo che ciò rappresenti un buon inizio e soprattutto l’avvio di un processo di ammodernamento complessivo che la Calabria sulla S.S.106 aspetta dal ventennio fascista».

«Questo risultato – dichiara il Presidente – è il risultato dell’impegno e del lavoro di quella fetta maggioritaria di popolo calabrese che ha sempre creduto che bisognava fare qualcosa che era possibile fare e che noi, tutti insieme, abbiamo fatto nonostante le straordinarie resistenze che abbiamo incontrato. Perché se è vero che i cambiamenti in Italia non sono facili è altrettanto vero che in Calabria sono ancora meno facili».

«Lavoreremo – conclude Pugliese – per ottenere di più e meglio ma soprattutto vigileremo affinchè questi lavori – che ormai saranno certamente ed indiscutibilmente avviati – saranno realizzati bene: li controlleremo con gli occhi aperti ed un telefono in mano pronto per telefonare l’Autorità Nazionale Anticorruzione. Troppe vite sono state spazzate via su una strada che ora deve diventare la “Strada della Vita” ma anche della bellezza, del rispetto della legge e dell’esecuzione a regola d’arte!»

giovedì 17 dicembre 2015

La Nostra Vittoria Sulla S.S.106: 2.200 milioni di euro per la Strada della Vita




In riferimento al Piano Pluriennale degli investimenti dell’Anas Spa 2015 – 2019 l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” segna la sua prima grande vittoria. L’Associazione intende esprimere soddisfazione poiché l’Anas Spa ha accolto molte delle richieste relative alle tante segnalazioni inviate negli anni scorsi anche grazie al nostro straordinario Comitato Scientifico oggi presieduto dal Prof. Giuseppe Tucci, ordinario in Diritto presso l’Università di Bari (e fino ieri dall’Ass. Regionale alle Attività Portuarie Prof. Francesco Russo, ordinario in Logistica e Trasporti presso l’Università di Reggio Calabria).

Nello specifico l’Anas Spa ha determinato dal 2016 fino al 2019 un piano di investimenti di 1.500 milioni di euro che si aggiungono ai 970 già disponibili per il 3° Megalotto della S.S.106 tra Sibari e Roseto per un investimento complessivo, sulla famigerata e tristemente nota “strada della morte”, di circa 2,5 miliardi di euro.

Nel 2016 si interverrà nelle province di Cosenza e Reggio Calabria: previsto il completamento del finanziamento del 3° Megalotto attualmente in fase di esecuzione (circa 512,5 milioni di euro), e di arrivare all'appalto per il completamento della Variante all'Abitato di Palizzi - Lotto 2 - Secondo Stralcio Funzionale - Carreggiata Sud (circa 97 milioni di euro).

Nel 2017 inizierà un corposo investimento da Sibari a Crotone: è previsto l'appalto della tratta Crotone - Sibari - Messa in Sicurezza Primo Tronco (circa 290 milioni di euro) che continuerà fino nel 2018 con l’avvio dell'appalto della tratta Crotone - Sibari Messa in Sicurezza Secondo Tronco (circa 200 milioni di euro), e Terzo Tronco (circa 150 milioni di euro). Per finire, nel 2019, si prevede di avviare all'appalto la Variante di Crotone (ipotesi di realizzare una sola carreggiata del tracciato previsto nel Megalotto 9, con sezione tipo C1, per un importo di circa 250 milioni di euro).

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” nel ricordare che prima del 2014 sulla “strada della morte” si contavano le vittime e da circa un anno si contano i lavori già ultimati, quelli in via di realizzazione e quelli che stanno per essere finalmente avviati intende ringraziare quanti da sempre hanno creduto nella possibilità di un cambiamento che oggi, grazie anche e soprattutto a noi, inizia ad essere concreto e reale.

L’Associazione dedica idealmente questo primo importante risultato a tutte le vittime della “strada della morte”, alle loro Famiglie, ai parenti ed agli amici che non dimenticheranno mai i tanti caduti sull’asfalto di quella Strada che noi, con le nostre lotte, con le nostre capacità, con la nostra volontà e con l’aiuto di Dio faremo diventare la STRADA DELLA VITA E DEL PROGRESSO!

Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”

martedì 15 dicembre 2015

Nasce a Melito l'idea di un Tavolo Istituzionale Permanente sulla S.S.106




Si è svolto ieri presso la Sala Multiculturale ex mercato coperto di Melito di Porto Salvo l’Osservatorio sulla S.S.106 organizzato dall’Associazione  “Amici di Raffaele Caserta” con il contributo delle Associazioni Ancadic, l’Associazione Codici e l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” e il patrocinio del Comune di Melito di Porto Salvo.

All’iniziativa hanno partecipato il Presidente della Provincia di Reggio Calabria On. Giuseppe Raffa, il comandante della Polstrada Franco Seminara, il Sindaco di Melito di Porto Salvo Giuseppe Meduri insieme con i sindaci di Roghudi, Motta San Giovanni,  Palizzi, Condofuri, Montebello Ionico, all’Anas Spa di Catanzaro e di Reggio Calabria e alle Associazioni “Stefania Sità”,  “Amici del Lupo” e Volontariato Pensionati di Palizzi.

L’iniziativa è stata molto partecipata e ha visto interventi appassionati e specifici sulla famigerata “strada della morte” suscitando grande interesse tra i partecipanti che si sono intrattenuti fino alla fine del dibattito, moderato egregiamente dal dott. Domenico Altomonte durato oltre due ore. Sono stati messi a nudo problemi e criticità, elencati dati e punti critici, possibili interventi, difficoltà e soluzioni necessarie e ormai improcrastinabili.

Le Associazioni organizzatrici dell’iniziativa hanno proposto la realizzazione di un Tavolo Istituzionale Permanente sulla S.S.106 nel tratto reggino guidato dal Presidente della Provincia On. Raffa e composto da tutti i sindaci dei comuni interessati dalla “strada della morte” ma anche dalle forze dell’Ordine, dall’Anas Spa e dalle Associazioni. Un tavolo “politico” dove occorre insieme valutare problematiche e soluzioni necessarie affinché sia affrontato e risolto il problema dell’incidentalità e della mortalità stradale legato alla S.S.106 nel tratto reggino che nel 2015 risulta peraltro il più colpito con 9 vittime su 22 totali.  

Pace e Crea – tra gli organizzatori dell’iniziativa – si dicono “soddisfatti da una iniziativa che ha visto le Istituzioni interessate alle problematiche della S.S.106, le Forze dell’Ordine come sempre presenti e l’Anas Spa sensibile alle nostre istanze” mentre Fabio Pugliese ritiene “importante che il Presidente della Provincia ed i Sindaci siano favorevoli all’istituzione di un tavolo permanente sulla S.S.106 che in provincia di Reggio possa finalmente vedere unite tutte quelle forze interessate a far diventare la “strada della morte” una strada “della vita”.

venerdì 11 dicembre 2015

Aderiamo alla Manifestazione del 14 per il mancato ammodernamento della S.S.106




Il Direttivo dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” aderisce alla Manifestazione organizzata dalla CGIL, CISL e UIL il 14 dicembre 2015 a Trebisacce ed invita tutti gli iscritti e simpatizzanti a partecipare ad una mobilitazione che ha, tra gli altri, l’obiettivo di sensibilizzare il Governo rispetto alle questioni legate alla S.S.106.

Abbiamo letto il manifesto degli organizzatori in cui si chiedono subito i cantieri con lo “sblocco del macrolotto Roseto – Sibari”. Questa affermazione, unita alle più recenti dichiarazioni del Vice Ministro alle Infrastrutture Nencini che ha dichiarato che l’ammodernamento della S.S.106 non è in discussione configurano un quadro secondo cui questa importante infrastruttura non è ancora persa.

L’Associazione auspica che tutto ciò sia vero pur sottolineando che siamo gli unici ed i soli che ribadiscono ormai da settimane che questa importante e fondamentale infrastruttura non si farà; che non sussistono le volontà politiche necessarie all’avvio di questa importante opera viaria per la Calabria; che l’Ammodernamento della Sibari – Roseto per l’importo complessivo di 1,5 miliardi di euro è saltato per aria grazie solo e soltanto all’impegno considerevole di cittadini ed amministratori dell’alto jonio cosentino da sempre contrari all’opera senza se e senza ma.

Per questa ragione riteniamo che sia ancora più importante partecipare alla Manifestazione del 14 dicembre: siamo convinti che è necessaria la più larga e partecipata azione di protesta e di dissenso per far comprendere al Governo ed alla politica locale la nostra indignazione dovuta al mancato avvio dei lavori del 3° Megalotto della S.S.106.

Rispetto alla politica locale, inoltre, ci auguriamo che la Manifestazione non diventi l’inutile e ridicola passerella per qualche dirigente politico locale che sale sul palco per le solite ovvie e vacanti promesse ma possa, invece, essere il luogo in cui con serietà si dicono le cose come stanno: evitando di illudere i cittadini oppure indicando date certe e precise in cui saranno avviati i lavori perché la Calabria è stanca di essere continuamente tradita dalle solite promesse puntualmente disattese.

Occorre serietà, equilibrio e buon senso da parte della politica locale che a nostro avviso non può e non deve strumentalizzare la Manifestazione del 14 dicembre per dichiarare le solite “certezze” infondate o, peggio, per assumere impegni che di certo non saranno mantenuti. Ben venga, invece, l’impegno con date precise, riscontri reali e fatti alla mano rispetto a quello che si dirà al popolo presente alla Manifestazione.




lunedì 7 dicembre 2015

Autovelox mimetizzati e/o fuori norma: e-mail certificata alla Procura della Repubblica




Nella mattinata di oggi l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ha inviato una semplice comunicazione alla Procura di Castrovillari e per conoscenza al Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, al Dipartimento Affari Interni Territoriali del Ministero degli Interni, al Prefetto di Cosenza ed alla Procura di Roma nell’ambito della quale ha voluto far rilevare l’ennesima installazione di rilevatori di velocità stradali “imboscati” e pericolosi ai fini della sicurezza stradale ad opera della Polizia Municipale del Comune di Mandatoriccio.

L’episodio è avvenuto venerdì 4 dicembre ed è stata ampiamente documentata dagli automobilisti che hanno inviato tutto il materiale necessario a rappresentare ed evidenziare le diverse e svariate illegalità circa l’istallazione del suddetto autovelox questa volta anche attraverso la produzione di video filmati.

L’Associazione ha inteso comunicare la gravità di quanto accaduto convinta che una Istituzione dello Stato debba essere la prima a rispettare la legge ed a dare il buon esempio: diversamente c’è il rischio che ciò possa provocare una confusione ed un imbarbarimento generale le cui responsabilità andrebbero certamente rintracciate nell’agire illecito delle Istituzioni.

A ciò si aggiunge il mancato rispetto dei diritti del cittadino. Quest’ultimo ha certamente dei doveri, tra i tanti il rispetto di tutte le leggi in vigore nello Stato italiano, ma ha anche il diritto di essere sanzionato secondo i principi e, appunto, le leggi previste dallo Stato e non in modo illecito, fuori dalla norma e, ci sia consentito, furtivo.

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, ritenendo doveroso segnalare quanto accaduto ha chiesto, inoltre, alle autorità in indirizzo di verificare se nei fatti esposti si ravvisino gli estremi di fattispecie penalmente ed amministrativamente perseguibili.

L’Associazione, infine, ha dichiarato alle autorità in indirizzo di essere a completa disposizione per ogni eventuale chiarimento nonché per l'esibizione della documentazione in nostro possesso, comprovante l'illegittima ed irregolare installazione dell'autovelox nonché le comunicazioni dei cittadini richiamate ed auspica che quanto accaduto possa non ripetersi mai più.

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ricorda inoltre che ogni cittadino automobilista che rileva una istallazione di rilevazione della velocità stradale abusivo può segnalarlo all’indirizzo e-mail info@bastavittime106.it mediante foto, video e dichiarazioni firmate.

venerdì 4 dicembre 2015

Drammatico impatto sulla S.S.106: 10 feriti (due gravi) e tragedia sfiorata




A distanza di 24 ore circa dalla morte di Andrea Battaglia, ventiduesima vittima della famigerata “strada della morte” a 75 anni in un incidente avvenuto a Santa Caterina dello Jonio in provincia di Catanzaro si è verificato l’ennesimo terribile scontro sulla S.S.106 in provincia di Cosenza.

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” rende noto che questa mattina, alle 05:20 abbiamo avuto l'ennesimo gravissimo incidente stradale con feriti sulla maledetta S.S.106, all'altezza del chilometro 378+400. Un autocarro ha invaso la corsia opposta ed è entrato in collisione con un Fiat Ducato con all'interno 9 braccianti agricoli.

Nello scontro il Ducato è stato sventrato ed il bilancio è di ben 10 feriti, tra i quali due versano in condizioni decisamente gravi. Per fortuna pare che nessuno di loro ha perso la vita anche se, data la dinamica, sarebbe potuto accadere il peggio. Sul luogo dell’incidente, in località Pantano nel territorio del comune di Villapiana, per fortuna è stato immediato e provvidenziale l’intervento delle forze dell’ordine e dei soccorsi sanitari.

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” non intende assolutamente commentare il vergognoso silenzio che tutta la carta stampata calabrese ha destinato e destina ai nostri comunicati mai presenti nelle prime pagine regionali. Ciò serve, tuttavia, ad evidenziare quanto anche l’informazione, in Calabria, sia relegata ad una sudditanza politica e non solo che non aiuta la nostra regione a crescere e non permette ai cittadini di potersi elevare attraverso una corretta e libera informazione.

L’Associazione vuole, invece, rimarcare la gravità assoluta di quanto accaduto questa mattina, ribadire che la Strada Statale 106 jonica in Calabria rappresenta la più grande Stage di Stato della storia della Repubblica italiana ed, infine, evidenziare le responsabilità di chi vuole nascondere con il silenzio l’incapacità politica di una intera classe dirigente che in Calabria non riesce e non vuole iniziare ad affrontare e risolvere i problemi legati alla “strada della morte” a partire dall’alto jonio cosentino dove – lo ricordiamo – è stato definitivamente perso un miliardo e mezzo di euro per l’ammodernamento della Sibari – Roseto.

Contro questa vergogna, contro ogni diritto negato e, soprattutto, contro ogni sopruso l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” rilanciare l’invito a tutti gli onesti cittadini di Calabria a partecipare alla Campagna “NO S.S.106 – NO VOTO” per ribadire che fino a quando non avremo l’ammodernamento della S.S.106 non intenderemo partecipare alla vita democratica di uno Stato assassino che uccide i calabresi sulla “strada della morte”.

giovedì 3 dicembre 2015

Andrea Battaglia 22esima vittima della Strage di Stato sulla S.S.106




L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” apprende con dolore è sgomento della morte di Andrea Battaglia, 74 anni di Badolato, rimasto coinvolto nell'incidente stradale che si è verificato nel pomeriggio di ieri 2 dicembre nel comune di Santa Caterina dello Jonio in provincia di Catanzaro. Andrea, a seguito dell’impatto, è stato estratto dal proprio mezzo grazie all’intervento dei vigili del fuoco ed è stato subito condotto presso l’ospedale dove ha perso la vita questa mattina all’alba.

Andrea Battaglia è la ventiduesima vittima della S.S.106 nel 2015 ed è la quinta vittima della provincia di Catanzaro, prima di lui Maria Grillone (61 anni), Francesco Paparo (24), Luigi Caliò (90), Giuseppe Petitto (45). Nelle province più colpite seguono Reggio Calabria con nove vittime: Matteo Brigandì (38 anni), Giuseppe Leonardo Farini (47), Sing Jaswinder (36), Antonio Pugliese (24), Paolo Foti (59), Giovanni Zappavigna (57), Bandi Maddalena (72), Claudio Modafferi (33) e Salvatore Mammone (77); Crotone con sette vittime: Ilaria Geremicca (22 anni), Malena Simona (45), Nicastro Maria (81), Grasso Caterina (93), Malena Giuseppe (79), Giuseppe Alosa (60), Giampiero Scalercio (55);  e Cosenza con una vittima: Gaetano Aiello di 80 anni. Sulla famigerata “strada della morte” in Calabria, dall’1 gennaio 2015, si muore in ogni provincia e, purtroppo, si registra in media una vittima ogni 15 giorni.

L’Associazione intende ribadire e sottolineare che tutto ciò rappresenta la più grande Strage di Stato della storia della Repubblica italiana ed intende evidenziare, inoltre, che quanto accade purtroppo da sempre sulla S.S.106 ha delle chiare ed evidenti responsabilità politiche: il Governo nazionale e regionale, la classe parlamentare calabrese a Roma, le amministrazioni locali e provinciali, le forze sindacali. Tutti, nessuno escluso, coloro i quali rivestono ruoli istituzionali sono moralmente responsabili dell’olocausto sulla S.S.106.

È grave ciò che accade da sempre sulla S.S.106 ma è gravissimo il silenzio e l’indifferenza delle istituzioni che non riescono ad affrontare e risolvere con determinazione e volontà la strage infinita delle vittime e dei feriti sulla tristemente nota “strada della morte”: mentre in altri luoghi del Paese già dotati di infrastrutture si continua ad investire nella realizzazione di nuove opere che non servono qui in Calabria si lasciano morire i cittadini nel silenzio di un sistema viario che versa in condizioni comatose!

L’Associazione  “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” pertanto nel rilanciare l’invito a tutti gli onesti cittadini di Calabria a partecipare alla Campagna “NO S.S.106 – NO VOTO” per ribadire che fino a quando non avremo l’ammodernamento della S.S.106 non intenderemo partecipare alla vita democratica di uno Stato assassino che uccide i calabresi sulla “strada della morte” esprime i più sinceri e sentiti sentimenti di vicinanza e cordoglio alla Famiglia Battaglia, ai parenti ed gli amici tutti.

lunedì 30 novembre 2015

Anas e Governo nel vergognoso teatrino delle approssimazioni sulla S.S.106




Nei giorni scorsi abbiamo appreso notizie circa i diversi investimenti previsti dal Piana Pluriennale Anas 2015-2019. Si tratta di 20 miliardi di euro per le infrastrutture e di questi 1,5 sono destinati alla S.S.106. Su internet è stata pubblicato il video della conferenza stampa di presentazione (sito Ministero delle Infrastrutture): 38 minuti e 42 secondi in cui imperversa il nulla assoluto.

Armani, che a Ciucci non è degno neanche di legare i lacci delle scarpe, ha indetto una conferenza stampa per non comunicare niente! Non ha detto quanti soldi impegnerà anno per anno (dal 2015 fino al 2019): avremmo voluto sapere quanti dei 1500 milioni di euro previsti per la S.S.106 saranno impegnati da Anas Spa nel 2016, nel 2017, nel 2018 e nel 2019! Avremmo voluto capire se i 970 milioni già disponibili per il 3° Megalotto della S.S.106 sono compresi in questi 1500 milioni di euro oppure sono un’altra cosa! Avremmo voluto sapere se questi 1500 milioni di euro saranno impiegati per iniziare l’ammodernamento della S.S.106 nella nostra regione oppure se, invece, intende investirli per la pulizia dell’erbetta al bordo di una strada che in Calabria si estende per 415 chilometri.

Quello che però non è stato detto nella conferenza stampa e che nel CIPE del 6 agosto scorso il Governo ha deciso di realizzare il 3° lotto costruttivo dell’opera ferroviaria del “Terzo valico dei Giovi”, con un costo di 607 milioni di euro in Liguria; di assegnare circa 76 milioni di euro per i porti di Genova, Trieste e La Spezia; di destinare al collegamento autostradale Bre.Be.Mi 260 milioni di euro; di approvare il progetto definitivo del collegamento ferroviario Arcisate-Stabio (in Lombardia), del costo aggiornato di 261 milioni di euro e che nel CIPE del 16 ottobre ha determinato la Copertura finanziaria del concorso al risanamento della finanza pubblica della Regione Sicilia e la Riqualificazione dei Porti di Bari; mentre è sempre rimasto fuori l’ammodernamento del 3° Megalotto della S.S.106 nonostante l’iter procedurale era concluso già al 30 luglio con il parere favorevole (e peraltro non vincolante), del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici.

In buona sostanza, per restare alla S.S.106, accade ciò che Armani aveva già da tempo anticipato in una intervista sul numero 42 del 2015 dell’Espresso quando disse che sulla “strada della morte” l’intendo è quello di “mettere in sicurezza con la manutenzione straordinaria i tratti che hanno più bisogno”. Quindi si passa dall’eliminazione dell’ammodernamento del 3° Megalotto della S.S.106 che avrebbe collegato Sibari a Roseto ed avrebbe finalmente sancito l’inizio della Nuova S.S.106 in Calabria già ultimata e presente in Puglia ed in Basilicata all’ennesima rovinosa e disastrosa distribuzione a pioggia di denari che forse serviranno a “tappare” le falle di una arteria viaria che versa in uno stato comatoso da ormai circa un secolo.

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” pertanto evidenzia le responsabilità di una azienda, l’Anas Spa, che da oggi ha scelto di non realizzare il 3° Megalotto della S.S.106 insieme ad un Governo che ha da sempre dimostrato nei fatti una volontà politica chiara nel non voler iniziare in Calabria la Nuova S.S.106; l’incapacità e la mancanza di peso politico di tutti i rappresentanti politici calabresi che, a tutti i livelli, non sono riusciti ad ottenere infrastrutture che, invece, altre regioni hanno ottenuto; l’immobilismo ed il silenzio di quegli amministratori locali che davanti all’ennesimo scippo invece di intraprendere azioni eclatanti hanno scelto il silenzio.

Ricorderemo tutto ciò quando sulla “strada della morte” sarà purtroppo versato altro sangue per l’irresponsabilità, il menefreghismo e l’incompetenza di questi signori!

mercoledì 25 novembre 2015

Presentato a Terranova da Sibari “Chi è Stato?”, il libro sulla famigerata S.S.106




Si è svolta ieri a Terranova da Sibari la presentazione del libro denuncia “Chi è Stato?” di Fabio Pugliese organizzata dal Movimento Civico “Io, Artefice del mio futuro” con la collaborazione dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ed il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Terranova da Sibari.

L’incontro, che si è svolto nella Sala Consiliare ed ha visto la partecipazione attiva delle scuole medie, è stato egregiamente coordinato dal Prof. Francesco Cassiano ed ha registrato, dopo i saluti del Sindaco di Terranova da Sibari Luigi Lirangi, gli interventi di Fernando Romeo (presidente “Io Artefice del mio futuro”), Simona Di Stasi (Assessore alle Pubblica Istruzione e Cultura), Gennaro De Biasi (Titolare Scuola guida “Genny”), e Fabio Pugliese (autore del libro e presidente dell’Ass. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”).

Interessanti gli spunti emersi dall’iniziativa che ha coinvolto i giovani studenti delle scuole medie i quali hanno avuto modo di leggere i propri interventi sul tema della sicurezza stradale, della mortalità e dell’incidentalità stradale.

Pugliese nella sua presentazione del libro “Chi è Stato?” ha lungamente parlato soprattutto ai ragazzi invitandoli a leggere il libro (è gratuito e si può scaricare da internet dal sito www.chiestato.it), ricordando loro quanto sia necessario guidare con prudenza e nel rispetto del codice della strada su tutte le arterie viarie della nostra regione e, soprattutto, sulla “strada della morte”.

“Anche a Terranova da Sibari – ha esordito Pugliese – abbiamo avuto vittime sulla “strada della morte”, io oggi sono venuto qui per ricordarle insieme a voi e per dirvi che il mio ruolo, oggi, è quello di farvi riflettere sulla possibilità che anche in questo comune in futuro nessuno possa mai più perdere la vita sulla famigerata “strada della morte”.

Pugliese, infine, ha ringraziato “il Movimento Civico “Io Arteficie del mio futuro, l’Amministrazione Comunale di Terranova da Sibari e tutti gli intervenuti poiché non sono molti coloro i quali organizzano, favoriscono e partecipano ad iniziative che puntano a evidenziare, approfondire e sottolineare i temi legali alla S.S.106, alla mortalità ed all’incidentalità ed alla sicurezza stradale.

lunedì 23 novembre 2015

Petizione contro i Tutor con limite di velocità a 60 Km orari: invitiamo tutti all’adesione




Nelle scorse settimane l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” è stata l’unica e la sola ad intervenire sulla stampa entrando nel merito dell’iniziativa del Comune di Cariati d’installare e rendere operativo un Turor per il rilevamento della velocità sulla S.S.106 tra il chilometro 305 ed il chilometro 306 all’interno del proprio territorio comunale.

In quella nota argomentavamo le ragioni per le quali, a nostro giudizio, l’intervento punta squisitamente a fare casse e non, invece, a ridurre l’incidentalità e mortalità stradale nell’ambito di un tratto di S.S.106 dove è già stato effettuato un intervento di sicurezza stradale da circa un anno con un restringimento della carreggiata, dovuto all’adozione dei nuovi guard rail a norma, che di fatto, costringono gli automobilisti a diminuire la velocità in quel tratto.

L’Associazione, evidenziava inoltre, la propria contrarietà non solo rispetto al limite di velocità del Tutor di Cariati ma anche rispetto a quello già esistente da anni di Crosia: gli unici due comuni che nello jonio cosentino hanno adottato questo strumento con un limite di velocità fissato a 60 Km ma anche gli unici a versare in condizioni economiche estremamente complicate (sono rispettivamente in Pre-Dissesto Economico).

Abbiamo descritto quanto tutto ciò costringe gli automobilisti e, soprattutto i turisti, a viaggiare in una sorta di terno a lotto per evitare multe e verbali tra autovelox mobili e spesso imboscati, posti di blocco, Tutor a Cariati ed a Crosia. Invischiati tra limiti di 60 chilometri l’ora, gli automobilisti debbono anche decifrare, o conoscere, qual è il sistema di rilevamento e la sua funzionalità ed alla fine invitavamo tutte le forze sociali e sindacali, le associazioni, le forze politiche ed i cittadini del territorio e le silenti associazioni in difesa dei consumatori ad unirsi a noi in una battaglia di civiltà e giustizia che restituisca al territorio un diritto alla mobilità più giusto ed, insieme, una corretta ed efficace messa in sicurezza della S.S.106.

Non avendo ricevuto nessun riscontro intendiamo avviare una Petizione da inviare al Capo Compartimento dell’Anas Spa della Calabria ed al Signor Prefetto di Cosenza ai quali chiediamo di mantenere vive le installazioni dei Tutor atteso che la Nostra Associazione non è assolutamente contraria (anzi!), ma di provvedere all’adeguamento di un più consono limite di velocità: riteniamo che a Crosia ed a Cariati possa andar bene 80Km. Tale limite, infatti, risulterebbe un ottimo compromesso tra l’indecenza dei 60 chilometri orari che servono, appunto, ai comuni per fare cassa ed una velocità più alta che, a nostro giudizio, aumenterebbe, nei tratti considerati, l’incidentalità e la mortalità.

Pertanto, l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” invita le forze sociali, i sindacati, le forze politiche del territorio, le associazioni, ecc. ad esprimere la loro adesione convinta alla Nostra proposta di Petizione e, soprattutto, la loro disponibilità ad attivarsi insieme a noi per una raccolta firme utile a far capire alle Istituzioni preposte che è necessario unire alla sicurezza stradale anche un po’ di buon senso e di ragionevolezza.

Aspettiamo adesioni pubbliche per l’organizzazione e l’avvio della raccolta firme su tutto il territorio. Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Associazione all’indirizzo: info@bastavittime106.it

mercoledì 18 novembre 2015

Senza la Nuova S.S.106 più emigrazione, spopolamento, disoccupazione, povertà e sottosviluppo





L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” invia l’articolo dal titolo “La Calabria che verrà senza più la Nuova S.S.106” scritto dal presidente Ing. Fabio Pugliese e pubblicato dal settimanale “L’Eco dello Jonio”. L’articolo nasce dall’incrocio tra i dati Istat sull’emigrazione interna, il rapporto dell’ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo) del 2015 ed i dati del Rapporto Svimez del 2015 ed ambisce ad indicare quella che sarà la prospettiva dell’alto jonio cosentino (che comunque non divergono dalle prospettive dell’intera regione), per i prossimi 15 anni.

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La Calabria nel 2015: Le strade sono sempre state sinonimo di civiltà, progresso ed economia florida. La Calabria ed alcuni calabresi (cittadini ma, spesso, anche politici), non possono pensare di fare un turismo degno di questo nome senza creare infrastrutture stradali, portuali ed aeroportuali. La strada si deve fare! Si deve fare per il lavoro che manca e che ora potrebbe ripartire. I comuni dell’alto jonio avranno 30 milioni di euro da spendere in opere compensative, manodopera della zona, possibilità di crescita per le imprese locali, ecc…
La Calabria nei primi mesi del 2016: È ufficiale: abbiamo perso un'opera nevralgica per lo sviluppo economico, turistico, socio-culturale della zona. E poi ci lamentiamo che non c è economia e lavoro. C’è almeno una buona notizia: abbiamo salvato i "pianori" (nonostante il tracciato passasse in 7 Km di galleria).
La Calabria nel 2025: Le prime pagine dei quotidiani locali sono dedicate alla devastante alluvione avvenuta nell’alto jonio cosentino. Oltre 600 millimetri d’acqua hanno dato vita ad una azione dirompente del mare e dei fiumi: spazzata via in diversi punti la linea ferroviaria e la strada Statale 106. Sembra di essere tornati all’ottobre 2015 quando una precipitazione analoga colpì la locride. Il sindaco di Amendolara (città più colpita), dichiara: “una sola nota positiva. Per fortuna non abbiamo costruito la nuova S.S.106 raddoppiando l’esistente altrimenti ora sarebbe in mare”.
La Calabria nel 2030: Interessante lo speciale della RAI andato in onda ieri sera sul primo canale e dedicato all’alto jonio cosentino. È un miracolo: finalmente i media nazionali si occupano di noi e parlano di ciò che oggi c’è in questa fetta di Calabria. Ho ascoltato con attenzione le parole del sindaco di Trebisacce: “l'emigrazione giovanile, in questa area, ha ormai raggiunto il 90%; l’ospedale di Trebisacce è definitivamente chiuso ma, almeno grazia alla nostra amministrazione, sono state confermate le uniche tre fermate dei treni nella nostra stazione (chissà ancora per quanto!), e siamo l’unico comune ad avere ancora un ufficio postale attivo tutto l’anno e non solo nella stagione estiva. Inoltre le nostre scuole hanno perso tre classi ma per fortuna resta vivo il plesso scolastico anche se tutto ciò che oggi c'è, domani rischia fortemente di non esserci più e la colpa, non c’è dubbio, non è nostra ma di chi ci ha preceduti”.
Avremmo dovuto puntare sul turismo di buona qualità - aggiunge il sindaco di Roseto Capo Spulico – che da noi non cresce anche per via della carente rete infrastrutturale mentre cresce a dismisura nelle regioni vicine. L’eccellenza a Castellaneta (Puglia), e poi a Policoro e Scanzano (Basilicata), dove ogni anno si registrano maggiori presenze turistiche anche di provenienza internazionale mentre da noi, anche per l’assenza di ferrovie e strade non solo non arriva più nulla da anni ma quello che abbiamo ogni anni continua a diminuire: segno evidente che anche il turismo cede il passo...”.
Eloquente anche l’intervista al dirigente dell’istituto omnicomprensivo: “l’alto jonio negli ultimi 5 anni ha perso 5 comuni nelle aree interne, ha un’età media per abitanti tra le più alte d’Italia e gli ultimi giovani sopravvissuti, quelli che quest’anno vanno per la maturità, appena conseguiranno il diploma andranno via per non ritornare mai più se non per qualche periodo dell’anno: le vacanze per le feste comandate e qualche giorno ad agosto fino a quando qui resteranno in vita i genitori. Credo di poter dire, che tra altri 5 anni, sarà difficile per le nostre scuole poter resistere in una terra di vecchi dove non nascono più giovani.”.

Il servizio della TV si chiude con una immagine eloquente: un sindacalista che urla e protesta con quattro vecchi in piazza Rinaldo Chidichimo, mentre il sindaco del M5S viene rimproverato per non aver rimesso la fascia nelle mani del Prefetto dai propri cittadini-attivisti (tutti uguali questi: una volta conquistata la sedia non la mollano e si dimenticano degli impegni presi!), e poco distante un deputato del Pd avanza promesse, rasserena tutti e dice “devo scappare a Roma” mentre sulla strada, un bambino, osserva un cippo funereo che ricorda una vittima della S.S.106: aveva 15 anni ed era uno dei tantissimi turisti di Ferrara.

martedì 17 novembre 2015

II° Rapporto sull’incidentalità e la mortalità stradale: Calabria e S.S.106 maglia nera d’Italia.




Nel 2014, secondo il rapporto ACI-ISTAT presentato a Roma il 3 Novembre, si sono registrati in Italia 177.031 incidenti stradali che hanno causato la morte di 3.381 persone ed il ferimento di 257.147. Rispetto al 2013, il numero di incidenti in Italia è diminuito del 2,5% con una flessione dello 0,6% del numero di morti ed un aumentato del 16% dei feriti gravi. Il costo sociale dei sinistri stradali è stato di circa 18 miliardi di euro. La fascia di età più a rischio resta sempre quella dei giovani tra 20 e 24 anni con 268 vittime, ma aumentano i decessi tra gli over 75 che fanno registrare un +11,1%.

Dall’analisi del medesimo rapporto emerge che sono state 101 le vittime della strada in Calabria nel 2014. Esse fanno rilevare un indice di mortalità stradale di 3,8 decessi ogni 100 sinistri, in leggero aumento rispetto al 2013 con 3,5 decessi; pari al doppio della media nazionale (1,91%). Il numero totale degli incidenti sulle strade Calabresi è pari a 2.659 che hanno provocato 4.428 feriti.

In Calabria, rispetto al 2010, anno di riferimento dell’obiettivo ONU per il dimezzamento del numero di vittime sulla strada, si è avuta una diminuzione del 27% del numero di morti. Le strade calabresi con il più alto indice di mortalità (7,14 ogni 100 sinistri) sono le Strade Comunali Extraurbane, seguite dalle Statali (6,4) e dalle Provinciali (6,64).

Nel 2014, rimane pressoché invariato il numero di vittime nella provincia di Cosenza con ben 42 morti, seguita da Reggio 24, Crotone 14, Catanzaro 11 e Vibo Valentia 10. Negli ultimi 5 anni la Provincia di Cosenza non è mai andata al di sotto delle 40 vittime per incidente stradale. Dei 42 decessi in provincia di Cosenza, 7 sono quelli dovuti ad incidenti avvenuti sulla Strada Statale 18 e 6 sulla Strada Statale 106.

La S.S. 106 rimane l’arteria che fa registrare il numero più alto di incidenti con danni alle persone, ben 345 nel 2014, che hanno provocato 14 morti e 672 feriti. Entrando nel dettaglio dello studio eseguito sulla “strada della morte”, emerge che tra le province calabresi che attraversa, quella di Crotone presenta il più alto indice di mortalità (8,5 decessi ogni 100 incidenti), seguita da Cosenza (8,1), Catanzaro (2,4) e Reggio Calabria (1,4). Corigliano risulta essere il comune con il più alto numero di incidenti (30) e feriti (75).

Tra tutti, il dato più allarmante, è il seguente: il 44% degli incidenti avviene con uno scontro frontale-laterale, senza dubbio riconducibile agli innumerevoli accessi lungo l’infrastruttura o da uno scontro frontale-laterale che provoca l’80% degli incidenti mortali.

Nell’anno 2014 la SS106 in provincia di Cosenza ha registrato un numero totale di incidenti stradali pari a 89. Tra questi abbiamo avuto 6 incidenti mortali che hanno provocato 6 vittime, 52 incidenti con feriti che hanno provocato 131 feriti e 31 incidenti che hanno provocato danni a cose.

Rispetto all’anno precedente nel 2014 si ha avuto una leggera diminuzione del numero di incidenti stradali pari a solo 2 incidenti (-2,2%), più rilevante, invece, il dato sugli incidenti mortali che sono pari all’anno precedente, con un aumento del numero di incidenti con danni a cose che cresce dell’82,4%.

I mesi dell’anno più critici perché presentano gli indici di mortalità e gravità con valori notevolmente alti sono: Agosto e Dicembre, invece per l’indice di lesività è Ottobre.

Considerando la data dei sinistri, si possono analizzare i giorni della settimana in cui si registra il più alto numero di incidenti stradali, essi risultano essere il Mercoledì e la Domenica.

Il Costo sociale medio per incidente mortale rappresenta il danno economico subito dalla società, e derivante dall’evento incidente stradale mortale. Si tratta della quantificazione economica degli oneri principali che a diverso titolo gravano sulla società italiana per un incidente mortale. Dai calcoli effettuati si osserva che il numero di incidenti avvenuti nel 2014 ha causato alla comunità un costo sociale che ammonta all’incirca a 15,5 milioni di euro.

Analizzando i tratti con maggior numero di incidenti risulta evidente che i “punti critici” sulla S.S.106 nella provincia di Cosenza li abbiamo:
 dal km 12 al km 16 che è localizzato nel tratto stradale del comune di Corigliano Calabro;
 dal km 5 al km 6 che riguarda un tratto nel comune di Rossano Calabro;
 dal km 23 al km 25 che comprende il comune di Cassano allo Ionio.

venerdì 13 novembre 2015

Giustizia per Franco Nisticò eroico presidente del Comitato per la S.S.106




L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” apprende con grande soddisfazione il dispositivo della sentenza relativa al processo per la morte del compianto Franco Nisticò, eroe calabrese ed indimenticato Presidente del primo Comitato per la S.S.106 in Calabria, ma anche di ex Sindaco di Badolato (CZ). L’Associazione abbraccia idealmente la Famiglia Nisticò e gioisce insieme a loro per una sentenza che finalmente ridà giustizia ad una delle vicende più tristi della storia della Calabria dopo una lunga fase processuale durata quasi 5 anni.

Rimaniamo addolorati solo per aver dovuto constatare che il Tribunale di Reggio Calabria ha riconosciuto l’impianto accusatorio e, quindi, ha confermato che Franco Nisticò, un uomo che ha trascorso la vita a lottare per l’interesse generale di tutti i cittadini calabresi, è deceduto per colpa dell’incomprensibile rifiuto di un operatore sanitario – oggi condannato per delitto colposo – che avrebbe potuto salvargli la vita semplicemente adoperandosi al meglio nel fare il suo dovere al quale però è venuto meno nonostante fosse stato tempestivamente e ripetutamente sollecitato da un Vigile Urbano.

Questa vicenda non può lasciarci indifferenti: Franco Nisticò, conosciuto da tutti per la passione politica e per le battaglie combattute in favore dell’ammodernamento e della messa in sicurezza della S.S.106 e dei diritti e dei bisogni delle popolazioni del Sud è deceduto per colpa di quella che notoriamente è vista dall’opinione pubblica come “la Calabria peggiore”. Fatta di superficialità, di irresponsabilità e, molto spesso, di sofferenza nei confronti del proprio lavoro.

Resta, infine, il rammarico per ciò che Franco Nisticò avrebbe potuto dire e dare oggi alla Calabria ed a chi – come noi – lotta per una nuova e sicura S.S.106, quali considerazioni e riflessioni avrebbe espresso sulle condizioni in cui versa oggi la strada Statale 106 nella locride e nel resto della Calabria jonica e, soprattutto, quale manifestazione avrebbe suggerito di organizzare per far capire al Governo Renzi che il Ponte sullo Stretto non serve perché nella nostra regione abbiamo priorità infrastrutturali più urgenti.  

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ricorda con commozione Franco Nisticò, esulta per una sentenza che da giustizia anche a chi, come noi, sente di aver perso il più valido e preparato punto di riferimento nelle battaglie per una S.S.106 diversa e migliore e conferma la massima stima ed il rispetto più assoluto per l’operato di un uomo che ha condotto una battaglia dura ma necessaria creando le condizioni necessarie affinché anche altri oggi potessero continuare il suo percorso nel suo esempio.

giovedì 12 novembre 2015

Basta Vittime Sulla Strada Statale 106: al Movimento 5 sberle




Non accettiamo che i diversi Meetup del Movimento 5 Stelle diano lezione in materia di confronto civile e propositivo mentre l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” è quella che “offende ed insulta” perché nei fatti avviene esattamente il contrario atteso che sia il nostro sodalizio che il presidente (quest’ultimo sul piano squisitamente personale), ed, insieme, tutto ciò che riteniamo di rappresentare, sono ormai da diversi giorni oggetto di critiche ed insulti che sono sulla linea sottile della querela.

Ovviamente il senso altamente democratico della Nostra Associazione ci impone di evitare di rivolgerci alla Procura della Repubblica per queste ragioni: perché normalmente agli organi di giustizia ci rivolgiamo per fatti ben più importanti e che riguardano la tutela dei diritti del cittadino.

Siamo convinti che il problema vero del M5S è semplicemente e squisitamente politico: sono ormai drammaticamente contrari ad una Associazione che non solo ha fatto della Campagna “NO S.S.106 – No VOTO!” una propria bandiera ma che conta ad oggi oltre 5.000 adesioni e continua imperterrita a crescere di numero.

Così come siamo convinti che fa male al M5S la verità che l’Associazione ha semplicemente dichiarato informando come sempre e bene i cittadini spiegando loro che il Signor Cioffi (parlamentare penta stellato), ha preso posizioni nettamente contrarie al 3° Megalotto in Commissione Trasporti e Lavori Pubblici mentre la Signora Laura Ferrara ha addirittura ammesso che il M5S non ha mai “preso posizione” su una infrastruttura per la quale invece avremmo voluto che proprio questo partito, che si dice diverso, avrebbe intrapreso una battaglia di civiltà, di progresso e di buon senso prima ancora che politica.

Sorvoliamo, infine, sull’incapacità degli autorevoli Meetup del territorio di ricevere una critica – soprattutto quando essa è evidentemente fondata – a differenza di altre forze politiche che Blog e comunicati alla mano di critiche dalla Nostra Associazione ne hanno subite di più e con più costanza: restiamo impalliditi dalle reazioni così violente nei confronti della Nostra Associazione da parte di chi sostiene di essere a favore del cittadino e nel mentre, sul tema della S.S.106, non ha assolutamente mai fatto nulla di concreto proprio per difendere i diritti e gli interessi dei cittadini.

A tal proposito l’Associazione intende esprimere solidarietà e rispetto al Presidente Ing. Fabio Pugliese per le critiche e le offese ricevute dagli “attivisti” del Movimento 5 Stelle (alcune delle quali riportiamo in allegato), ai quali ricordiamo che senza le azioni, l’impegno ed i fatti concreti di quest’uomo, dell’Associazione che presiede e di tutti gli iscritti la strada Statale 106 non sarebbe, oggi, oggetto di lavori di messa in sicurezza (rotatorie, allargamenti, ponti, guard-rail, ecc.), e più in generale in uno stato di interventi diffusi in più parti ed in diverse province dopo 50 anni di immobilismo e di silenzio.