Un documento firmato da tutti i
massimi responsabili di Anas Calabria racconta la verità
CHI OSTACOLA DAVVERO LA ROTATORIA DI CALOPEZZATI? LA RISPOSTA
ARRIVA DA ANAS
ANAS ESCLUDE
RESPONSABILITÀ PER ALLAGAMENTI E GUASTI ALLA RETE IDRICA E RICHIAMA RITARDI,
INTERFERENZE E CRITICITÀ RICONDUCIBILI AL COMUNE DI CALOPEZZATI
CALOPEZZATI, 23 giugno 2026
– Per mesi i cittadini di Calopezzati hanno assistito ad una narrazione
precisa: alcuni disagio, alcuni problemi, alcuni inconvenienti verificatosi nel
territorio del borgo marino venivano, direttamente o indirettamente, associati
ai lavori di realizzazione della rotatoria sulla Strada Statale 106. Una
strategia comunicativa che ha finito inevitabilmente per coinvolgere anche l’Organizzazione
di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, indicata da
molti cittadini come una delle principali sostenitrici dell’opera.
Proprio
per questo motivo l’Organizzazione ha deciso di fare ciò che dovrebbe sempre
fare chi ha a cuore la verità: chiedere chiarimenti ufficiali, nero su bianco,
ad Anas S.p.A. La risposta è arrivata. Ed è una risposta destinata a far
discutere.
LE
ACCUSE CHE CADONO UNA DOPO L’ALTRA
Il
documento ufficiale trasmesso da Anas e firmato dal Direttore dei Lavori
Arch. Michele Pangaro, dal Responsabile del Procedimento Ing.
Salvatore Rigoli, dal Responsabile Area Nuove Opere Ing.
Alessandro Malizia e dal Responsabile della Struttura
Territoriale Calabria Ing. Luigi Mupo, contiene affermazioni
estremamente significative.
Innanzitutto
Anas chiarisce che l’episodio del cosiddetto “fiume d’acqua sul piazzale
della chiesa”, che l’amministrazione comunale aveva pubblicamente
ricondotto alla rottura di un argine artificiale realizzato nell’ambito dei
lavori della rotatoria, «non appare in alcun modo riconducibile al
cantiere». Anzi, secondo Anas, proprio le opere già realizzate
avrebbero consentito il corretto deflusso di ingenti quantità d’acqua evitando
conseguenze peggiori.
Una smentita netta. Una smentita che assume un peso ancora maggiore perché proviene dall’ente proprietario dell’infrastruttura e dai massimi responsabili tecnici dell’intervento.
IL
CASO DELLA CONDOTTA IDRICA
Non
meno significativa è la posizione espressa da Anas sulla rottura della
condotta idrica verificatasi il 27 maggio scorso. Anche in questo caso
il documento esclude qualsiasi responsabilità riconducibile ai lavori della
rotatoria. Secondo quanto riportato, la tubazione interessata era già
stata oggetto di precedenti riparazioni effettuate prima dell’apertura del
cantiere, mediante soluzioni tecniche ritenute non idonee e ormai vetuste.
Non solo. Anas evidenzia come l’impresa esecutrice, pur non avendo responsabilità nell’accaduto, abbia comunque fornito supporto tecnico per consentire la riparazione della condotta. Anche questa è una circostanza che merita attenzione.
LE
RESPONSABILITÀ CHE EMERGONO DALLE CARTE
Ma
è probabilmente un altro passaggio del documento quello destinato ad aprire le
riflessioni più profonde. Anas afferma infatti che durante i lavori sono
emersi sottoservizi e reti comunali che non risultavano nel censimento
effettuato in fase progettuale. Sono state individuate ulteriori
interferenze non segnalate e si è reso necessario effettuare diversi
sopralluoghi con l’Ufficio Tecnico Comunale.
Il
documento ricorda inoltre che il Comune di Calopezzati, richiamando il
proprio dissesto finanziario, ha chiesto ad Anas di farsi carico dello
spostamento delle reti comunali interferenti con l’opera.
Ancora
più rilevante è il fatto che Anas dichiari di avere richiesto formalmente
all’Ufficio Tecnico Comunale informazioni necessarie per individuare le utenze
autorizzate e quelle eventualmente da regolarizzare, precisando che tale
richiesta risulta ancora oggi inevasa.
CHI
STA DAVVERO RALLENTANDO L’OPERA?
Da
anni l’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”
si batte per la realizzazione della rotatoria di Calopezzati. Una battaglia
lunga, difficile, spesso combattuta nell’indifferenza generale.
Oggi,
però, emerge un dato politico e amministrativo impossibile da ignorare: le
criticità segnalate da Anas riguardano principalmente interferenze,
sottoservizi, reti comunali e procedure riconducibili all’ente locale.
Per
questo motivo diventa legittimo chiedersi se i ritardi accumulati e le
difficoltà incontrate nella realizzazione dell’opera non abbiano avuto origine
proprio da problematiche che nulla hanno a che vedere con Anas o con l’impresa
esecutrice.
I
CITTADINI HANNO DIRITTO ALLA VERITÀ
La
questione non riguarda una polemica politica. Riguarda il diritto dei
cittadini ad essere informati correttamente. Riguarda il rispetto dovuto ad
un’opera che nasce per salvare vite umane in uno degli incroci più pericolosi
della Statale 106.
Riguarda
il dovere di non trasformare una infrastruttura attesa da anni in un terreno di
propaganda.
Le
carte ufficiali oggi raccontano una storia diversa da quella che per mesi è
stata rappresentata all’opinione pubblica. Ed è per questo che l’Organizzazione
di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ritiene di aver fatto
bene a pretendere chiarimenti ufficiali.
Perché
quando si parla di sicurezza stradale, di opere pubbliche e di vite umane, non
possono esistere illazioni, scorciatoie comunicative o mezze verità.
Esistono
soltanto i fatti. E i fatti, questa volta, sono scritti nero su bianco nelle
comunicazioni ufficiali firmate dai massimi responsabili tecnici di Anas
Calabria.
Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada
Statale 106” – 23 giugno 2026





0 commenti:
Posta un commento