La "strada della morte" in Calabria...

La S.S. 106 in calabrese, dal '96 ad oggi con oltre 600 vittime e circa 24.000 feriti costituisce la più grande strage di Stato dell'Italia repubblicana.

Una strada rimasta ferma nel passato.

La strada Statale 106 ionica è stata concepita negli '20 dal fascismo: da allora è rimasta grosso modo invariata!

Sui guard-rail cippi funerei ovunque!

Come un ricordo indelebile che non si può scordare, come un monito a chi resta affinchè qualcosa possa cambiare!

Una strada che impedisce il progresso.

Sulla strada dello sviluppo la S.S. 106 da sempre costituisce per la Calabria un divieto, un impedimento!

Onorare la memoria delle vittime...

L'Ammodernamento della S.S. 106 in Calabria mai come oggi è necessario soprattutto per onorare la memoria delle tante, troppe vittime...

sabato 27 dicembre 2014

Pugliese: «La rivoluzione sulla S.S.106 non si fa con gli Asini»




L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” nei giorni scorsi ha diffuso i dati relativi al Primo Rapporto sulla Mortalità ed Incidentalità stradale in Calabria e sulla S.S.106 nel tratto cosentino. Un lavoro elaborato dal Centro Analisi e Ricerca dell’Associazione in collaborazione con gli ingegneri civili dei trasporti Antonio Cioni e Ortensia Tucci.

Sui dati ha espresso alcune osservazioni Fabio Pugliese presidente dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” il quale dichiara che «dai dati, purtroppo, emerge chiaramente che la S.S.106 è la strada con il più alto indice di mortalità. Basti pensare che un quinto delle vittime della strada nel 2013 in Calabria sono sulla S.S.106. Così come sono incredibili – continua Pugliese – i dati relativi alla S.S.106 nel tratto cosentino dove registriamo 35 vittime dal 2010 al 2013 e 572 feriti con valori come l’indice di Mortalità, l’indice di Lesività e l’indice di Gravità di molto maggiori (anche più di venti volte), rispetto alla media nazionale».

«Anche gli incidenti del 2014 – continua Pugliese – confermano che il tratto cosentino è particolarmente pericoloso a Corigliano (dove abbiamo la frequenza incidentale più alta con 30 incidenti/anno), e Rossano (con 17 incidenti/anno). Infatti nel 2014, infatti, abbiamo avuto cinque vittime sulla S.S.106 nel tratto cosentino e di queste tre le abbiamo a Rossano e due a Corigliano Calabro».

«Ciò che colpisce ed indigna – commenta Pugliese – oltre ogni misura è l’aspetto legato ai costi sociali. A causa dei sinistri avvenuti solo nel tratto cosentino della S.S.106 dal 2010 al 2013 lo Stato paga un importo pari a € 80.601.060. Ci chiediamo – continua Pugliese – quante e quali opere di messa in sicurezza della S.S.106 in provincia di Cosenza avrebbero potuto realizzare con questa somma evitando vittime e feriti che purtroppo, invece, abbiamo avuto».

«Dall’analisi effettuata – continua Pugliese – si evince che sulla base della sua pericolosità la S.S.106 è un’arteria sulla quale occorre, per diversi fattori, un intervento immediato e prioritario per raggiungere gli obiettivi di riduzione degli incidenti stradali ed individuare e promuovere interventi che, in relazione allo stato attuale delle conoscenze, risultano più urgenti ed efficaci».

«Tuttavia – dichiara il Presidente Pugliese – non credo sia possibile dare vita ad interventi immediati e prioritari sulla S.S106 per ridurre vittime e feriti fino a quando avremo rappresentanti delle istituzioni che sono “veloci con le parole” solo quando nei loro comuni si verifica un incidente mortale mentre sono “terribilmente lenti con i fatti” quando c’è da operare ed operare bene per creare quelle condizioni tali per dare vita ad un cambiamento reale che possa portare alla messa in sicurezza subito ed all’ammodernamento della “strada della morte”».

«Non è necessario – conclude Pugliese – lavorare in fretta per creare le condizioni necessarie alla messa in sicurezza e all’ammodernamento della S.S.106 ma è necessario lavorare senza pause! Noi abbiamo voluto diffondere i dati emersi dal nostro lavoro per informare, per documentare, per far capire ciò di cui siamo convinti, ovvero, che – come diceva Mao Tse Tung – “la rivoluzione non si fa con gli asini”».

giovedì 25 dicembre 2014

Salgono a quattordici la vittime sulla S.S.106 nel silenzio inquietante della Chiesa calabrese




L'Associazione "Basta Vittime Sulla Strada Statale 106" con profonda tristezza e grande sgomento, apprende della morte del ciclista Francesco De Simone, 42 anni, di Cassano allo Jonio, in un incidente stradale avvenuto sulla statale 106, nei pressi di Corigliano.

Francesco De Simone era in sella ad una bicicletta che è stata investita da una Fiat Panda ed è la quattordicesima vittima della S.S.106 in Calabria nel 2014 insieme a Vincenzo Fiorita di 68 anni deceduto l’1 febbraio a Strongoli (KR), Egidio Aloisio di 19 anni deceduto il 23 febbraio a Rossano (CS), Nicola Renda di 28 anni deceduto l’11 luglio a Guardavalle (CZ), Pasquale Pastore di 71 anni deceduto il 2 agosto a Cassano All'Ionio (CS), Spina Aldo di 59 anni deceduto il 3 agosto a Corigliano Calabro, Bruno Lepori di 45 anni deceduto il 15 agosto, Silvana Catania di 49 anni deceduta il 24 agosto e Adrian Bodgan, di 24 anni deceduto il 5 settembre a Isola di Capo Rizzuto (KR), Ion Stelea di 46 anni deceduto il 14 novembre a Rossano (CS) Aziz Mohamed di 49 anni e 25 Aziz Habdel Kadez di 48 anni deceduti il 25 novembre a Melito Porto Salvo (RC), Mario De Gennaro di 62 anni deceduto il 2 dicembre a Rossano (CS) e Andrea Mandile deceduto il 23 dicembre a Davoli (CZ).

Numeroso – come è possibile notare – il tributo di sangue versato nel 2014 sulla S.S.106 nel tratto cosentino: ben sei delle quattordici vittime della S.S.106 in Calabria nel 2012 le abbiamo avute in provincia di Cosenza.

L’Associazione "Basta Vittime Sulla Strada Statale 106" nel giorno in cui si festeggia il Natale non vuole dimenticare il silenzio assordante della Chiesa calabrese circa il problema della S.S.106. Così come non dimentica di ricordare che nel 2013 il Presidente dell’Associazione Fabio Pugliese inviò a tutti gli alti prelati delle diocesi attraversate dalla S.S.106 un a lettera che ancora oggi non ha ottenuto una risposta. Infine, intende ricordare quanto questo incomprensibile silenzio concorre ad accrescere le distanze che esistono tra la Chiesa calabrese e quella di Francesco.

Auspichiamo, inoltre, un piano di emergenza immediato che possa prevedere la messa in sicurezza subito e l’utilizzo dei fondi europei (e non solo!), affinché sia ammodernata la S.S.106 e con essa sia cancellata l’onta della vergogna della “strada della morte”: la più grande strage di Stato nella storia repubblicana!

L'Associazione "Basta Vittime Sulla Strada Statale 106", infine, è vicina ai Familiari di Francesco De Simone, ai parenti ed agli amici tutti ai quali esprimiamo i sentimenti più sinceri di cordoglio e di vicinanza. Perdere un proprio affetto sulla "strada della morte" pochi il giorno in cui è nato il Signore è ancora più difficile e doloroso.

martedì 23 dicembre 2014

Sulla S.S.106 trionfi la Giustizia e si onori la memoria delle giovani vittime




L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” è decisamente soddisfatta della sentenza emessa venerdì 19 dicembre dal Tribunale di Castrovillari che ha ritenuto colpevole il camionista Valiantisin Skramblavich, bielorusso di 34 anni, che il 28 luglio 2013 si scontrò con un autobus partito dal Varesotto e diretto a Mesoraca. Il pullman era pieno di ticinesi e varesini che tornavano al paese d'origine per le vacanze estive. A causa dello schianto, avvenuto nella notte a Villapiana (Cosenza), morirono Leonardo Gualandris, 12 anni e Clelia Andali, 56enne mentre un'altra dozzina di persone rimase ferita più o meno gravemente.

Secondo la sentenza di primo grado dovrà scontare una condanna di 14 anni di reclusione per omicidio colposo plurimo aggravato dalla guida in stato di ebbrezza. Quattordici anni sono quasi il massimo della pena per questo tipo di reato, visto che il codice penale stabilisce in quindici anni la reclusione più lunga in caso di riconoscimento di tutte le aggravanti.

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” pertanto si ritiene soddisfatta dall’esito della sentenza di primo grado ed è fiduciosa nella conferma della sentenza anche per il secondo grado che si svolgerà nei prossimi mesi, davanti alla Corte di Appello di Catanzaro. Non si capiscono, infatti, quali possano essere le attenuanti tali da permettere una riduzione della pena rispetto a quella già stabilità dal Tribunale di Castrovillari nel merito di un incidente che per inciso è evidentemente un omicidio stradale!

Così come l’Associazione si aspetta dalla Corte di Appello di Catanzaro lo stesso ed identico metro di giudizio adottato da Castrovillari nel caso relativo a Matteo Battaglia, un giovane calabrese di dodici anni e di tante belle speranze, che il 24 agosto del 2013 perse la vita travolto ed ucciso da un Suv a Sellia Marina mentre era seduto davanti al negozio dei nonni. Ad uccidere Matteo fu il conducente del Suv, un operaio rumeno di 26 anni, domiciliato a Botricello, Andrei Valentin Epure. Egli, perdendo il controllo del veicolo mentre guidava sulla Statale 106, è finito fuori strada, riportando anch'egli ferite ma solo lievi. Secondo gli accertamenti il guidatore era privo di patente perché gli era stata ritirata nei mesi scorsi dai carabinieri che lo avevano scoperto alla guida in stato d'ebbrezza.

Sulla “strada della morte” ci aspettiamo che trionfi la giustizia e che si onori la memoria di queste giovani vittime e si rispetti il dolore dei famigliari, dei parenti e degli amici che hanno perso i propri cari sulla S.S.106 in Calabria.

Andrea Mandile tredicesima vittima della S.S.106 nel 2014



L'Associazione "Basta Vittime Sulla Strada Statale 106" apprende con profonda tristezza e sgomento, della morte di Andrea Mandile, di 25 anni (ne avrebbe compiuti 26 il prossimo 28 dicembre), in un incidente stradale a Davoli.

Andrea è la tredicesima vittima della S.S.106 in Calabria nel 2014 insieme a Vincenzo Fiorita di 68 anni deceduto l’1 febbraio a Strongoli (KR), Egidio Aloisio di 19 anni deceduto il 23 febbraio a Rossano (CS), Nicola Renda di 28 anni deceduto l’11 luglio a Guardavalle (CZ), Pasquale Pastore di 71 anni deceduto il 2 agosto a Cassano All'Ionio (CS), Spina Aldo di 59 anni deceduto il 3 agosto a Corigliano Calabro, Bruno Lepori di 45 anni deceduto il 15 agosto, Silvana Catania di 49 anni deceduta il 24 agosto e Adrian Bodgan, di 24 anni deceduto il 5 settembre a Isola di Capo Rizzuto (KR), Ion Stelea di 46 anni deceduto il 14 novembre a Rossano (CS) Aziz Mohamed di 49 anni e 25 Aziz Habdel Kadez di 48 anni deceduti il 25 novembre a Melito Porto Salvo (RC) e Mario De Gennaro di 62 anni deceduto il 2 dicembre a Rossano (CS).

L’Associazione nel ricordare che nei giorni scorsi ha diramato i dati relativi alla mortalità ed incidentalità sulla S.S.106, ovvero sulla strada più pericolosa d’Italia, intende denunciare lo stato comatoso in cui versa una strada indegna di un Paese civile. La “strada della morte” è, nell’indifferenza generale delle istituzioni politiche calabresi e nazionali, la più grande strage di Stato nella storia repubblicana e noi, siamo i soli a dirlo da più tempo.

Auspichiamo, pertanto, un piano di emergenza immediato che possa prevedere la messa in sicurezza e l’utilizzo dei fondi europei (e non solo!), affinchè sia ammodernata la S.S.106 e con essa sia cancellata l’onta della vergogna della “strada della morte”: una mulattiera che ormai non si trova più neanche i paesi sottosviluppati.

L'Associazione "Basta Vittime Sulla Strada Statale 106", infine, è vicina ai Familiari, ai parenti ed agli amici tutti ai quali esprimiamo i sentimenti più sinceri di cordoglio e di vicinanza. Perdere un proprio affetto sulla "strada della morte" pochi giorni prima delle Feste di Natale è ancora più difficile e doloroso.

lunedì 22 dicembre 2014

Il Ponte Molinello sulla S.S.106 presenta lesioni e rotture localizzate nelle superfici murarie




L’Associazione “Basta Vittime sulla Strada Statale 106” rende noto di aver ricevuto una comunicazione da parte dell’Anas Spa Compartimento della Viabilità per la Calabria nell’ambito della quale si evince la straordinaria pericolosità relativa al Ponte Molinello sulla S.S.106 a Cariti.

In questa si legge che “a seguito della segnalazione pervenuta dal Presidente dell’Associazione “Basta Vittime sulla Strada Statale 106” si evidenzia che all’attualità il Ponte Molinello presenta diffusi e vistosi fenomeni di degrado delle superfici murarie di intradosso delle campate a sesto ribassato in forma di svuotamento dei giunti di malta, di lesioni e rotture localizzate, oltre alla corrosione in molti punti delle ringhiere e dei montanti verticali in ferro tubolare a protezione marginale del manufatto”.

Per queste ragioni continua la nota “è stata redatta la perizia dei lavori urgenti di mitigazione dei fenomeni di polverizzazione e disgregazione delle superfici murarie e di prima messa in sicurezza del Ponte Molinello. Tale perizia, insieme al verbale di urgenza è stata inoltrata alla Direzione Generale di Anas Spa per la copertura della spesa e l’autorizzazione dei lavori”.

In questa situazione di forte pericolo strutturale del Ponte Molinello pertanto – conclude la nota – si è “resa necessaria con decorrenza immediata e fino a nuove disposizioni legate all’esecuzione dei predetti lavori la necessità di istituire un senso unico alternato regolamentato da un impianto semaforico con un limite massimo di velocità di 30 Km/h e divieto di sorpasso allo scopo di ridurre le sollecitazioni dinamiche dovute al continuo passaggio di mezzi pesanti lungo il manufatto stesso”. 

I dati parlano chiaro: S.S.106 in Provincia di Cosenza sempre di più Strada della Morte




Il problema della sicurezza stradale è enormemente sottovalutato, eppure i costi umani, sociali ed economici sono insostenibili. Il Centro Analisi e Ricerca dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” in collaborazione con l’Ing. Civile Trasporti Ortensia Tucci e la consulenza dell’Ing. Civile Trasporti Antonio Cioni (due giovani neolaureati calabresi), rende noti i risultati dello studio relativo solo alla S.S.106 nella provincia di Cosenza sulla base dei dati sull’incidentalità forniti dalla Polizia Stradale, esaminando l’intervallo temporale dal 2010 al 2013.

In questo intervallo, infatti, la SS106 in provincia di Cosenza ha registrato un numero totale di incidenti stradali pari a 347, con 35 persone decedute e 572 persone ferite. Merita una grande attenzione l’andamento, negli anni, di questi valori: tra il 2011 ed il 2010 la variazione percentuale di incidenti stradali è del +25,7%, del numero di morti del +28,6% e del numero di feriti del +27,3%. Nel 2012 rispetto al 2011 si osserva una diminuzione del numero di incidenti del -4,3%, del numero di morti del -22,2% e del numero di feriti del -39,6%. Tuttavia, nel 2013 rispetto al 2012 l'incremento è del +2,2% per gli incidenti stradali, +14,3% del numero di morti e del +28,2% del numero di feriti.

Un'analisi più dettagliata dei dati relativi al tronco stradale della S.S.106 in provincia di Cosenza dal 2010 al 2013 è possibile attraverso i principali indicatori di incidentalità stradale: Indice di Mortalità medio pari a 40,2 (decessi ogni 100 incidenti), Indice di Lesività medio pari a 663,1 (feriti ogni 100 incidenti), e Indice di Gravità medio pari a 23,4 (dato dal rapporto tra il numero delle vittime ed il numero degli infortunati.

Nell’intervallo temporale considerato (2010-2013), appare scioccante il confronto tra l’Indice di Mortalità medio sulla S.S.106 in provincia di Cosenza (40,2) ed il valore medio calcolato sulle strade italiane (1,91): venti volte maggiore. Così come per l’Indice di Lesività che sulla S.S.106 è di 662,1 mentre sulle strade italiane è di 142,2: circa cinque volte maggiore. L’Indice di Gravità sulla S.S.106 è pari a 23,4: circa diciassette volte maggiore al dato delle strade nazionali (1,325).

Il Costo sociale medio per incidente mortale rappresenta il danno economico subito dalla società, e derivante dall’evento incidente stradale mortale. Si tratta della quantificazione economica degli oneri principali che a diverso titolo gravano sulla società italiana per un incidente mortale. Il costo sociale per Incidentalità Stradale riguardante la S.S.106 dal 2010 al 2013 è pari a 80.601.060 euro.

La frequenza incidentale si basa sul criterio di identificazione dei siti pericolosi che, prevede principalmente l’esatta localizzazione di ciascun incidente nella sezione della rete stradale dove esso è accaduto, con la relativa localizzazione dei punti critici della rete dove si verificano maggiormente gli incidenti stradali. Per la SS106 il territorio con elevato valore di frequenza incidentale è Corigliano Calabro (con 30 incidenti/anno) , seguito da Rossano Calabro (con 17 incidenti/anno).

Dall’analisi effettuata si evince che sulla base della sua pericolosità la SS106 è un’arteria sulla quale occorre, per diversi fattori, un intervento immediato e prioritario per raggiungere gli obiettivi di riduzione degli incidenti stradali ed individuare e promuovere interventi che, in relazione allo stato attuale delle conoscenze, risultano più urgenti ed efficaci.

Come definito dalla Normativa Nazionale, nel “Piano delle Priorità”, nei tratti stradali con elevato rischio incidentale, si devono realizzare misure e interventi puntuali, con carattere di particolare urgenza e relativi alle situazioni note di massimo rischio, ove si determinano il maggior numero di vittime da incidenti stradali e gli interventi devono raggiungere livelli di efficacia particolarmente elevati.

Inoltre come definito dalla Commissione Europea “nell’Orizzonte 2020 per la Sicurezza Stradale”, si configura l’obiettivo del dimezzamento del numero totale di vittime della strada nell’Unione tra il 2010 e il 2020, contenendo numerose proposte di azioni concrete nel campo della sicurezza dei veicoli, delle infrastrutture e degli utenti: la SS106 presenta tutte le caratteristiche per essere oggetto di intervento urgente.

sabato 20 dicembre 2014

Apprezziamo interventi di messa in sicurezza sulla S.S.106





L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” non può che essere soddisfatta degli interventi che l’Anas Spa sta eseguendo sulla S.S.106 tra Mandatoriccio e Cariati per merito delle istanze avanzate dalla nostra Associazione. Tutto ciò è certamente merito di quanto hanno voluto segnalarci delle anomalie e poi è frutto di un accurato ed attento studio dei problemi. Elemento, questo, imprescindibile per creare i presupposti affinché siano affrontati e risolti i problemi.

È evidente che la nostra Associazione si batte per l’Ammodernamento della S.S.106 in Calabria ma è opportuno segnalare quanto – anche attraverso queste istanze – sia attenta alla messa in sicurezza subito della famigerata “strada della morte”. Questi sono assolutamente da considerare interventi risolutivi ma è certamente vero che saranno significativi affinchè possano diminuire anche sensibilmente incidenti, vittime e feriti.

Siamo certi, inoltre, che l’Anas Spa concluderà nel minor tempo possibile e bene questi interventi che ci riserviamo di monitorare e non siamo particolarmente tristi per tutti i disagi che in questi giorni dovranno vivere i cittadini a causa di questi interventi perché convinti che i cambiamenti necessari ad introdurre miglioramenti non sono mai privi di qualche disagio sempre utile a risvegliare le coscienze più illuminate.

Invitiamo, infine, i cittadini calabresi a segnalarci, da qualsiasi provincia, inviando foto e documenti e quanto necessario a far emergere anomalie e pericoli sulla S.S.106. Sarà compito della nostra Associazione segnalare alle autorità preposte ogni intervento utile al fine di diminuire ogni rischio.