La "strada della morte" in Calabria...

La S.S. 106 in calabrese, dal '96 ad oggi con oltre 600 vittime e circa 24.000 feriti costituisce la più grande strage di Stato dell'Italia repubblicana.

Una strada rimasta ferma nel passato.

La strada Statale 106 ionica è stata concepita negli '20 dal fascismo: da allora è rimasta grosso modo invariata!

Sui guard-rail cippi funerei ovunque!

Come un ricordo indelebile che non si può scordare, come un monito a chi resta affinchè qualcosa possa cambiare!

Una strada che impedisce il progresso.

Sulla strada dello sviluppo la S.S. 106 da sempre costituisce per la Calabria un divieto, un impedimento!

Onorare la memoria delle vittime...

L'Ammodernamento della S.S. 106 in Calabria mai come oggi è necessario soprattutto per onorare la memoria delle tante, troppe vittime...

sabato 22 febbraio 2020

L'Associazione chiede conto all'Anas degli interventi di messa in sicurezza sulla S.S.106



Inviato un primo pacchetto di richieste che riguardano la S.S.106 in provincia di Cosenza
L’ASSOCIAZIONE CHIEDE CONTO ALL’ANAS DEGLI INTERVENTI DI MESSA IN SICUREZZA SULLA S.S.106
MARINO: «NELLE PROSSIME SETTIMANE INVIEREMO LE RICHIESTE CHE RIGUARDANO GLI INTERVENTI GIÀ PREVISTI NELLE PROVINCE DI CROTONE, CATANZARO E REGGIO»


COMUNICATO STAMPA


Nei giorni scorsi l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ha presentato formalmente al Coordinamento Territoriale Calabria di Anas Gruppo FS Italiane un primo pacchetto di richieste che riguardano interventi urgenti di messa in sicurezza già programmati e finanziati negli anni precedenti oppure in attesa di essere finanziati dalla nuova programmazione.

L’Associazione ha chiesto in ordine agli interventi di messa in sicurezza della S.S.106 Jonica esistente tra il Km 19 ed il Km 11 con particolare riferimento agli svincoli ricadenti nel comune di Corigliano Rossano quando saranno avviati i lavori per lo Svincolo di Santa Lucia posto alla progressiva 15+600 e per lo Svincolo della “Zona Industriale” posto alla progressiva 19+500 considerato che  l’EX comune di Corigliano Calabro, mediante delibera di Consiglio Comunale il 31 marzo del 2018 ha approvato il Progetto Preliminare redatto dall’Area Compartimentale Calabria di Anas Spa.

Inoltre, si è chiesto quali siano, se esistono, gli investimenti e le progettazioni esistenti per la realizzazione dell’impiantistica tecnologica necessaria ad illuminare lo Svincolo del “Porto di Corigliano Rossano” posto alla progressiva 16+400 in considerazione della elevata pericolosità esistente per i cittadini conducenti e fruitori della strada.

Quando sarà riattivata l’illuminazione dei Led luminosi posti alla progressiva 12+650 atteso che non risultano funzionanti da mesi e quali sono i tempi previsti per il ripristino e l’attivazione dell’illuminazione dello “Svincolo Enel di Rossano” posto alla progressiva 7+300 sulla Statale 106, atteso che non risultano funzionanti da mesi, anche e soprattutto in considerazione dell’alto rischio e della estrema pericolosità che ciò determina per i cittadini conducenti e fruitori della strada.

L’Associazione ha chiesto anche di poter conoscere quali siano i tempi per il completamento delle rotatorie di “Aranceto” posta alla progressiva 329+300 e “Zolfara” posta alla progressiva 327+350, atteso che ove mai dovessero non essere ultimate prima dell’estate potrebbero causare notevoli pericoli e criticità dovute alla congestione della strada Statale 106 in ordine alle specificità esistenti in quell’area e da sempre rappresentate ai diversi Dirigenti dell’Anas Spa Calabria.

Per lo Svincolo di “Calopezzati”, posto alla progressiva 317+050, si chiede per quanto è previsto l’avvio dei lavori e quando sarà riparato il muro di protezione sulla S.S.106 alla progressiva 316+00 atteso che, ormai da mesi, sono stati allocati dei new jersey plastica che risulterebbero inadatti a poter trattenere un mezzo in transito ove mai dovesse verificarsi un sinistro stradale e, considerato il dislivello con la strada comunale sottostante, che da accesso al mare e che viene percorsa da pedoni in particolare nel periodo estivo, assume un grado di pericolosità molto elevato poiché potrebbe determinare certamente una corresponsabilità evidente nel caso di sinistri stradali provocando danni a cose e, soprattutto, all’incolumità delle persone.

L’Associazione, infine ha chiesto di poter conoscere quali siano i tempi per il completamento della rotatoria dello “Svincolo di Mandatoriccio” posta alla progressiva 307+550, atteso che i lavori di realizzazione sono iniziati ormai da anni e quando saranno avviati i lavori per la realizzazione della Passerella Pedonale + Impalcato sul Ponte Molinalla posto nel centro abitato di Cariati in considerazione degli impegni assunti dal Compartimento Territoriale Calabria di Anas Spa a seguito degli incontri e dei sopralluoghi avuti sia a Catanzaro che a Cariati, anche alla presenza del Sindaco e degli Assessori dell’Amministrazione Comunale di Cariati.

«Non sono più tollerabili – dichiara Tino Marino, vice Presidente dell’Associazione – i ritardi o, ancora peggio, i tentativi di revisione delle progettazioni o degli interventi già concordati con le Amministrazioni locali negli anni passati, da parte di Anas. Ciò, infatti, diventa la ragione per cui i cittadini non hanno risposte peraltro su “interventi urgenti” di messa in sicurezza. A ciò dobbiamo, infine, rilevare che al momento non si riesce più ad essere tempestivi, efficaci ed efficienti neanche nelle piccole cose quali possono essere il ripristino di una illuminazione in disfunzione da mesi».

«Siamo certi – conclude Marino – che il nostro lavoro volontario sarà percepito da Anas come l’ennesimo atto d’amore per la nostra Calabria ed è per questo che guardiamo fiduciosi alla risoluzione immediata di queste e di altre problematiche che riguardano le province di Crotone, Catanzaro e Reggio Calabria e che saranno oggetto di prossimi imminenti richieste già in fase di elaborazione da parte delle nostra Associazione».

Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – 22 Febbraio 2020



giovedì 20 febbraio 2020

Sul 3° Megalotto della S.S.106 la Storia con il tempo ci spiegherà molte cose



Il Direttivo dell’Associazione stigmatizza l’iniziativa organizzata per oggi a Villapiana
SUL 3° MEGALOTTO DELLA S.S.106 LA STORIA CON IL TEMPO CI SPIEGHERÀ MOLTE COSE
TURISTI DI FERRARA ED ARSENICO NEI TERRENI DELL’ALTO JONIO: L’ASSOCIAZIONE SPERA DI POTER AVERE UN BRICIOLO DI VERITÀ E CONFIDA NEL DOTT. GRATTERI



È davvero singolare che oggi, alle 18:30, si riunisca a Villapiana una pseudo congregazione che si spaccia “per l’autotutela” della Sibaritide e Pollino e che, vogliamo ricordarlo, era tra le firmatarie di un “APPELLO DI ADESIONE ALLA MOBILITAZIONE CONTRO IL 3° MEGALOTTO DELLA S.S.106" promosso dall’Avv. Rinaldo Chidichimo e firmato anche dal Movimento 5 Stelle - Italia e Sinistra Italiana − Calabria.

Il Direttivo dell’Associazione, in tutta onestà, si aspettava un convegno in cui si discutesse delle osservazioni contrarie al progetto che furono firmate da alcuni componenti della confraternita “per l’autotutela” della Sibaritide e Pollino e che erano l’esatta fotocopia di centinaia e centinaia di osservazioni che furono inviate da “Turisti di Ferrara” e su cui la Procura di Castrovillari non ha mai aperto alcuna inchiesta.

Ancor più stucchevole appare la scelta di non affrontare nel convegno il tema dell’arsenico nei terreni dell’alto jonio cosentino; delle loro concentrazioni; delle voci presunte per cui sarebbe in terreni dove si coltivano prodotti commestibili che vanno sui mercati e che sarebbero stati coltivati, fra l’altro, per merito di finanziamenti pubblici…

Insomma, la cooperativa “per l’autotutela” della Sibaritide e Pollino si riunisce in un convegno per interrogarsi se è vero oppure è falso che una strada moderna, veloce e sicura può determinare benessere, ricchezza, lavoro, prosperità per l’intero territorio calabrese ignorando che tutto ciò è dimostrato dalla scienza oltreché dalla storia dell’uomo.

A questo punto il Direttivo dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” continua a sperare che prima o poi sull’alto jonio cosentino possa finalmente aprire una inchiesta il Dott. Nicola Gratteri al fine di chiarire e far luce su quanto di più oscuro è stato ordito (e continua…), da quelle menti raffinatissime che tra i “Turisti di Ferrara” ed i terreni infarciti di arsenico hanno difeso gli interessi di qualcuno anteponendoli agli interessi della collettività.


Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – 21 Febbraio 2020

Sulla Statale 106 è rimasto tutto come quando ha perso la vita mio fratello. Le luci? Mai viste



COMUNICATO STAMPA

“SULLA STATALE 106 E’ RIMASTO TUTTO COME QUANDO HA PERSO LA VITA MIO FRATELLO. LE LUCI? MAI VISTE”

Parla la sorella di Vincenzo Perna all’indomani della condanna dell’investitore del fratello a 2 anni e 4 mesi. Ma a fare più male è l’immobilismo sulla Strada della Morte

Qui è rimasto tutto come prima, come quando è morto mio fratello. Hanno promesso, ma non hanno fatto nulla”. E’ l’amaro commento di Anna Rita, la sorella di Vincenzo Perna, il 40enne di Crotone rimasto incolpevole vittima, l’1 luglio 2019, dell’ennesimo, tragico incidente sulla Strada Statale 106, nel quale ha rischiato di perdere la vita anche il figlioletto di oggi 12 anni. Nei giorni scorsi si è chiuso anche il capitolo penale della vicenda, dopo quello civile: i genitori e le sorelle della vittima, per essere assistiti, tramite il consulente personale dott. Giuseppe Cilidonio, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e della tutela dei diritti de cittadini, e sono già stati pienamente risarciti.

Nell’udienza tenutasi martedì 18 febbraio 2020, in Tribunale a Crotone, avanti il giudice dott. Michele Ciociola, Maikol Maria Nebbioso, l’automobilista di (oggi) 23 anni che ha travolto con la sua Alfa Romeo Giulietta lo scooter di Perna, ha patteggiato una pena di due anni e quattro mesi, con la condizionale, ammettendo la sua piena responsabilità dell’accaduto: il giovane era stato subito indagato dal Pubblico Ministero della Procura di Crotone titolare del relativo procedimento penale, il dott. Giampiero Golluccio, e poi rinviato a giudizio per i reati di omicidio stradale e di lesioni personali stradali gravissime.

Quella sera, alle 23.40, Cece’, com’era soprannominata la vittima, conosciutissimo in città per la passione per il calcio (era uno dei fedelissimi della “curva” del Crotone e tifosissimo della Juventus), stava rincasando con il figlio dopo aver arbitrato una partita e percorreva la SS 106 in direzione Taranto-Crotone, quando il suo Yamaha Neos è stato tamponato con violenza dall’auto condotta da Nebbioso che procedeva nella stessa direzione, a velocità molto sostenuta, a detta degli stessi carabinieri del nucleo Radiomobile di Crotone, che hanno effettuato il rilievi e lo hanno subito sanzionato per tale violazione: padre e figlio sono stati trascinati per oltre cento metri, lo scooter per ben 133. Il ragazzo è stato trasportato in codice rosso e in prognosi riservata all’ospedale con un trauma cranico e varie lesioni polmonari, addominali, eccetera, e ha subìto tre interventi al capo, nel nosocomio di Crotone e Catanzaro: gli hanno applicato 60 punti in testa. Alla fine se l’è cavata per miracolo ed è potuto tornare a casa da mamma Chiara, ma con postumi fisici e psicologici pesanti avendo perso e visto morire il padre. Non c’è stato nulla da fare, infatti, per Cece’ che, caricato sul cofano, ha sfondato il parabrezza e poi, prima di rovinare a terra, ha salvato la vita al figlio facendogli da scudo col suo corpo nella rovinosa caduta sull’asfalto: il quarantenne, pur indossando regolarmente il casco, come il minore, è deceduto sul colpo per i gravi politraumi riportati.

La giustizia è questa - commenta oggi la sentenza la sorella Anna Rita Perna - Del resto, anche se l’investitore di mio fratello fosse andato in carcere, questo non ci avrebbe restituito Cecè”, che manca tanto, soprattutto al figlio. “Mio nipote - continua la sorella della vittima - adesso fisicamente sta abbastanza bene, ma per lui non è facile: chiede sempre del papà, ma noi purtroppo non possiamo ridarglielo”.

L’amarezza più grande nella vicenda per Anna Rita resta quella legata alla Statale 106, la “Strada della morte” come viene definita per il suo tragico bilancio di vittime: tra il 2014 e il 2018, ben 107 nella sola parte Ionica, come risulta dall’ultimo rapporto dell’Associazione “Basta vittime sulla Strada Statale 106”, con cui Studio3A collabora attivamente anche nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica per sollecitare interventi da parte degli Enti preposti. Infatti, è indubbio che prima di tutto, in queste tragedie, ci sia il fatale mancato rispetto delle regole del codice della strada da parte di chi guida, nello specifico i limiti di velocità e la scarsa attenzione, ma è altrettanto chiaro che se vi fossero adeguati presidi di sicurezza l’incidentalità verrebbe ridotta: il tratto di Statale dove ha perso la vita Vincenzo Perna è del tutto privo di pubblica illuminazione, il che acuisce i pericoli soprattutto per motociclisti, ciclisti e pedoni, ossia l’utenza debole. Non a caso gli amici del quarantenne, all’indomani dell’ennesima morte, hanno promosso anche una manifestazione in piazza a Crotone per ricordare la vittima ed esprimere la loro vicinanza ai familiari, ma soprattutto per tornare a denunciare l’improrogabile necessità di mettere concretamente in sicurezza la 106, dove però si continua ad assistere ad una situazione di drammatico stallo.

In quasi due anni sulla 106 non è cambiato nulla - constata amaro Anna Rita Perna -: è rimasto tutto, esattamente come prima. Avevano promesso e promesso, assicurato che avrebbero messo le luci, ma non è stato fatto niente”. 

“La sentenza stabilita dal giudice cristallizza due posizioni: quella di un ragazzo di 23 anni che, oltre alla pena, dovrà per sempre convivere col rimorso di aver ucciso Cecè, certo avendo sbagliato ma probabilmente non avendolo visto, e quella della moglie di Cecè, suo figlio, i suoi familiari oltre agli amici più cari, che dalla sua morte sono costretti ormai a convivere con un dolore fortissimo” dichiara l’Ing Fabio Pugliese, Presidente dell’Associazione Basta Vittime sulla Strada Statale 106. E conclude: “Ha ragione Anna Ritache voglio abbracciare idealmente con solidarietà e sincero affetto – a lamentarsi perché da quel tragico incidente non è cambiato nulla e continuano a persistere gli stessi pericoli legati anche alla mancanza dell’illuminazione.”.

Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – 20 Febbraio 2020

mercoledì 19 febbraio 2020

Illuminazione attiva ma solo dopo che il sinistro è avvenuto sulla S.S.106



L’Associazione denuncia lo stato di stallo che determinano disagi e pericoli esistenti sulla 106
ILLUMINAZIONE ATTIVA MA SOLO DOPO CHE IL SINISTRO È AVVENUTO SULLA S.S.106
L’ASSOCIAZIONE INDIGNATA  ANNUNCIA L’AVVIO DELLA STAGIONE DEGLI ESPOSTI ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PER TUTELARE I DIRITTI DEI CITTADINI



Nella giornata di oggi l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106 ha inteso inviare una comunicazione all’Ing. Matteo Castiglioni, Direttore Operation e Coordinamento Territoriale di Anas e per conoscenza alla Direzione Generale ed al Responsabile Struttura Territoriale oltreché a tutti i parlamentari calabresi eletti alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica.

L’Associazione, nella missiva, ha voluto evidenziare quanto accaduto nell’incidente stradale autonomo avvenuto nella notte tra il 15 ed il 16 di febbraio 2020 allorquando un autoarticolato si è ribaltato sulla rotatoria dello “Svincolo di Scala Coeli” (posto alla progressiva 306+250), la cui illuminazione non risultava non funzionante da settimane (disagio, questo, che molto spesso accade anche per altre rotatorie), provocando non pochi pericoli ai cittadini conducenti e fruitori della strada.

Stupisce come l’Anas Gruppo FS Italiane sia intervenuta tempestivamente – si legge nella nota – «nella mattina di lunedì 17 febbraio 2020” per ripristinare “in tempi record e, soprattutto, nella prima giornata lavorativa utile (il 16 febbraio era domenica), l’illuminazione della suddetta rotatoria e delle vie circostanti da settimane non illuminate». Non solo. Nel pomeriggio di martedì 18 febbraio 2020 alle ore 15:34, l’Anas Gruppo FS Italiane era di nuovo sulla rotatoria con i propri cantonieri per una migliore pulizia del luoghi (l’autoarticolato trasportava dei finocchi rimasti in pratica quasi ovunque), e per valutare eventuali e necessari interventi di pulizia sull’isola centrale della rotatoria che è invasa da erbe infestanti.

È inaccettabile che l’Anas Gruppo FS Italiane sia intervenuta per ripristinare l’illuminazione mal funzionante da settimane solo a seguito di un incidente. Tutto ciò poteva assumere – afferma l’Associazione – «risvolti inquietanti se considerate ciò che sarebbe potuto accadere se, alla guida, vi erano dei giovani (magari poco lucidi), e certamente incapaci di poter accorgersi della presenza di una rotatoria nascosta nel buio della notte più profonda».

L’Associazione conclude la missiva ribadendo la ferma volontà di chiedere conto all’Anas Gruppo FS Italiane «nel prossimo mese di ottobre allorquando sarà necessario un giudizio sereno sull’operato del responsabile della Struttura Territoriale Calabria, del responsabile dell’Area Nuove Opere e del responsabile dell’Area Gestione Rete Catanzaro». Nel frattempo l’Associazione conferma che da oggi, per casi analoghi, non esiterà a «presentare un regolare Esposto alla Procura della Repubblica competente al fine di tutelare i diritti di tutti i cittadini calabresi».


Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – 19 Febbraio 2020

martedì 18 febbraio 2020

Abate, Forciniti e Sapia da una parte; Scutellà dall'altra, in mezzo Conte: sulla 106 è un caos mai visto prima!



L’Associazione diffonde il “Piano Sud 2030 Sviluppo e Coesione per l’Italia” e promuove verità
ABATE, FORCINITI E SAPIA DA UNA PARTE; SCUTELLÀ DALL’ALTRA, IN MEZZO CONTE: SULLA 106 È UN CAOS TOTALE MAI VISTO PRIMA!
NEI PROSSIMI 10 ANNI IN CALABRIA SULLA STRADA STATALE 106 NON È PREVISTO ALCUN INVESTIMENTO PER L’AMMODERNAMENTO A 4 CORSIE CON SPARTITRAFFICO CENTRALE



Venerdì 14 febbraio, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha presentato il documento “Piano Sud 2030 Sviluppo e Coesione per l’Italia” che l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” riporta in allegato al fine di promulgarne la massima diffusione.

Nel documento sono riportati gli investimenti previsti in grandi opere infrastrutturali nel prossimo decennio nel Sud Italia. In Calabria è prevista solo l’alta velocità ferroviaria tra Reggio Calabria e Salerno (3.030 milioni di euro di cui peraltro, ad oggi, non è stata stanziata nessuna risorsa; il 3° Megalotto della strada Statale 106 per un investimento di 1.335 milioni di euro peraltro già finanziata – come è noto a tutti – dai precedenti governi del passato.

Pertanto sono confermate le dichiarazioni dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” che nel maggio 2019 ha denunciato la scelta politica dell’allora Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Mario di confermare le coperture economiche solo per una unica grande opera infrastrutturale prevista a Sud di Roma: il 3° Megalotto della strada Statale 106.

Allo stesso modo risulta evidente dai fatti che – ad oggi e per i prossimi dieci anni fino al 2030 – non è stata finanziata nessun’altra grande opera infrastrutturale in Calabria e, meno che meno, sulla Statale 106 come da sempre sostenuto nel corso del 2019 dalla nostra Associazione.

Per queste semplici motivazioni appaiono irreali le affermazioni dell’on. Elisa Scutellà secondo cui «il prossimo obiettivo sarà proprio quello di avviare la programmazione per l’ammodernamento di quest’ultima tratta, che serve Corigliano-Rossano». Verrebbe da chiedergli: come mai non è allora nel “Piano Sud 2030 Sviluppo e Coesione per l’Italia”?

Mentre sembrerebbero più realistiche le affermazioni della Scutellà sul reale utilizzo dei 772,5 milioni di euro già stanziati sulla S.S.106 quando afferma che con queste risorse «saranno effettuati degli interventi di messa in sicurezza mirati a diminuire il tasso di pericolosità e mortalità di quella tratta» se non fossero poi viziate dall’ennesime affermazioni irreali che assumono le sembianze della solita promessa politica secondo cui «questo non significa che non lavoreremo, ancora con più attenzione e caparbietà, già da subito per avviare la fase progettuale del nuovo tracciato».


Alla Scutellà, in modo separato e distinto, si uniscono gli onorevoli Abate, Forciniti e Sapia, i quali, questa mattina hanno incontrato il viceministro Giancarlo Cancelleri. L’on. Forciniti dichiara sulla sua bacheca Facebook: «per un focus sulle infrastrutture della costa ionica calabrese. Abbiamo valutato diverse ipotesi di intervento per una strada a 4 corsie anche a sud di Sibari», salvo poi specificare tra i commenti che addirittura una parte di 772,5 milioni di euro già stanziati sulla Statale 106 nel tratto Sibari – Crotone «non possono essere spostati perché sono interventi urgenti e improcrastinabili, ma un'altra parte può essere senz'altro rimodulata per iniziare la progettazione di un tratto ex novo».

Insomma, l’unica certezza che emerge oltre al fatto che sulla Statale 106 “Jonica” per i prossimi 10 anni nel “Piano Sud 2030 Sviluppo e Coesione per l’Italia” non vi è neanche un centesimo di euro oltre a ciò che è già disponibile da anni per il Megalotto 3 è che vi è una gran confusione. Un caos mai visto prima….


Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – 18 Febbraio 2020

lunedì 17 febbraio 2020

Il Coordinamento Territoriale di Anas Calabria è un disastro



L’Associazione denuncia lo stato di stallo che determinano disagi e pericoli esistenti sulla 106
IL COORDINAMENTO TERRITORIALE DI ANAS CALABRIA È UN DISASTRO
L’ASSOCIAZIONE CHIEDE UN INTERVENTO FORTE E DIRIMENTE ALLA DIREZIONE GENERLE DI ANAS GRUPPO FS ITALIENE SULL’INCREDIBILE CONDIZIONE IN CUI VERSA IL COORDINAMENTO TERRITORIALE DI ANAS CALABRIA. IL DIRETTIVO CHIEDE CHE SI RITORNI SULLO STANDARD DI INTERVENTI AVUTI SULLA S.S.106 NEGLI ULTIMI ANNI


Il Direttivo dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” denuncia l’immobilismo ed i ritardi del Coordinamento Territoriale Calabria di Anas Gruppo FS Italiane che si traduce nell’incapacità di far fronte ai diversi e svariati problemi esistenti sulla famigerata e tristemente nota “strada della morte” e, ancor più grave, nei ritardi che si registrano nel merito dell’avvio di interventi di messa in sicurezza già finanziati ed approvati.

Giusto a titolo di esempio riteniamo doveroso evidenziare che non sono pochi i tratti di Statale 106 “Jonica” dove è presente uno stato di pulizia che versa in condizioni indecorose. La scorsa settimana è stata pulita la Statale 106 alla chilometrica 152+700, nel comune di Badolato (CZ), laddove un canneto aveva letteralmente nascosto il guard-rail dal 10 agosto 2019 mentre non risultano, ancora oggi, interventi di pulizia per quanto riguarda le cunette che, in caso di pioggia, saranno determinanti nel creare allagamenti e, quindi, disagi e pericoli ai cittadini automobilisti.

Nella notte tra il 15 ed il 16 febbraio, invece, si è ribaltato un autoarticolato nei pressi della rotatoria dello “Svincolo di Scala Coeli” (posta alla progressiva 306+250), laddove rileviamo che l’illuminazione non risulta funzionante da settimane determinando disagi e pericoli ai cittadini ed, inoltre, non è un caso isolato atteso che risulta ormai frequente il malfunzionamento dell’illuminazione su diverse rotatorie.

Questi due esempi rappresentano uno spaccato decisamente allarmante ma, allo stesso tempo, contenuto rispetto ai tantissimi problemi ancor più seri legati a decine e decine di interventi di messa in sicurezza già finanziati e programmati che registrano rallentamenti o, ancora peggio, versano in una fase di stallo. Si tratta di milioni di euro di interventi che il Coordinamento Territoriale Calabria di Anas Gruppo FS Italiane non è capace di avviare in breve tempo per via d’incomprensibili motivazioni.

Per il Direttivo dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” il Coordinamento Territoriale Calabria di Anas Gruppo FS Italiane versa in uno stato di complessivo stallo ed è necessario un intervento delle forze politiche di Governo e di minoranza parlamentare al fine di far comprendere alla Direzione Generale la necessità di avviare subito un’azione dirimente che possa, in tempi rapidissimi e con la massima sollecitudine, riportare la produzione d’interventi sulla Statale 106 “Jonica” sugli standard avuti negli ultimi 3 anni.

Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – 17 Febbraio 2020

venerdì 14 febbraio 2020

S.S.106 SIBARI - CROTONE: Chi è causa del suo mal, pianga se stesso



L’Associazione ribadisce che il progetto previsto di 772,5 milioni di euro è inutile e dannoso
S.S.106 SIBARI – CROTONE: CHI È CAUSA DEL SUO MAL, PIANGA SE STESSO
IL DIRETTIVO RITIENE PRINCIPALMENTE RESPONSABILI GLI ATTORI ISTITUZIONALI CHE RAPPRESENTANO IL TERRITORIO AD OGNI LIVELLO CON INDIFFERENZA E DISINTERESSE


 Nel merito del comunicato stampa emesso oggi dagli amici del Comitato Magna Grecia il Direttivo dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” vuole far notare che sulla tratta di strada Statale 106 compresa tra Sibari e Crotone, ad oggi, vi è solo un investimento già stanziato di 772,5 milioni di euro dal Governo Gentiloni con Ministro On. Graziano Delrio.

Tale investimento è stato suddiviso in due lotti: uno relativo alla provincia di Cosenza e l’altro a quella di Crotone. L’aggiudicazione della progettazione dei due lotti si è avuta rispettivamente ad agosto del 2018 alla Lotti Costruzioni Srl ed a settembre 2018 a Bonifiche Srl per merito del Governo Lega-M5S con Ministro On. Danilo Toninelli.

Non si condivide, nel comunicato suddetto, il passaggio in cui “tutti tacciono di fronte” alle scelte del Governo, dal momento che il Direttivo dell’Associazione, con a capo il Presidente Fabio Pugliese, sono ormai da oltre un anno che denunciano, da soli, l’impiego di denaro pubblico per un intervento complessivo che non può non essere considerato inutile e dannoso.

Denunciamo altresì la scelta ormai evidente del Governo di voler utilizzare questo investimento per la realizzazione di un intervento considerato “definitivo” nel tratto di strada Statale 106 compreso tra Sibari e Crotone e condivide l’appello che il Comitato della Magna Graecia rivolge ai sindaci delle aree interessate, al movimentismo civico, ai partiti, alle organizzazioni sindacali, alla società civile tutta, fin qui responsabili di un atteggiamento indifferente e disinteressato che non può avere certamente alcuna giustificazione e deve essere stigmatizzato quale causa principale di quanto sta avvenendo.

La scelta di isolare la costa jonica calabrese è ormai consolidata nel tempo ed è frutto della incapacità politica dei tanti Governi del passato. Oggi non possiamo tacere rispetto alle responsabilità precise di una classe parlamentare a sostegno del Governo Conte che sembra inetta e inadatta a rappresentare la complessità dei problemi esistente sulla strada Statale 106 e paghiamo il presso del commissariamento del Comune di Crotone oltre all’immobilismo del Comune di Corigliano Rossano da cui attendiamo ormai da mesi l’istituzione del Tavolo Tecnico Operativo Permanente sulla S.S.106…

Il Direttivo confida, infine, nella possibilità di avviare una azione legale in difesa dei diritti dei cittadini jonici e conferma pubblicamente la disponibilità ad agire in sinergia con il Comitato Magna Grecia e con quanti volessero unirsi in una battaglia contro l’ingiustizia e le disuguaglianze ed a favore del progresso e dello sviluppo del versante jonico crotonese-sibarita.


Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – 14 Febbraio 2020