La "strada della morte" in Calabria...

La S.S. 106 in calabrese, dal '96 ad oggi con oltre 600 vittime e circa 24.000 feriti costituisce la più grande strage di Stato dell'Italia repubblicana.

Una strada rimasta ferma nel passato.

La strada Statale 106 ionica è stata concepita negli '20 dal fascismo: da allora è rimasta grosso modo invariata!

Sui guard-rail cippi funerei ovunque!

Come un ricordo indelebile che non si può scordare, come un monito a chi resta affinchè qualcosa possa cambiare!

Una strada che impedisce il progresso.

Sulla strada dello sviluppo la S.S. 106 da sempre costituisce per la Calabria un divieto, un impedimento!

Onorare la memoria delle vittime...

L'Ammodernamento della S.S. 106 in Calabria mai come oggi è necessario soprattutto per onorare la memoria delle tante, troppe vittime...

sabato 27 dicembre 2014

Pugliese: «La rivoluzione sulla S.S.106 non si fa con gli Asini»




L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” nei giorni scorsi ha diffuso i dati relativi al Primo Rapporto sulla Mortalità ed Incidentalità stradale in Calabria e sulla S.S.106 nel tratto cosentino. Un lavoro elaborato dal Centro Analisi e Ricerca dell’Associazione in collaborazione con gli ingegneri civili dei trasporti Antonio Cioni e Ortensia Tucci.

Sui dati ha espresso alcune osservazioni Fabio Pugliese presidente dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” il quale dichiara che «dai dati, purtroppo, emerge chiaramente che la S.S.106 è la strada con il più alto indice di mortalità. Basti pensare che un quinto delle vittime della strada nel 2013 in Calabria sono sulla S.S.106. Così come sono incredibili – continua Pugliese – i dati relativi alla S.S.106 nel tratto cosentino dove registriamo 35 vittime dal 2010 al 2013 e 572 feriti con valori come l’indice di Mortalità, l’indice di Lesività e l’indice di Gravità di molto maggiori (anche più di venti volte), rispetto alla media nazionale».

«Anche gli incidenti del 2014 – continua Pugliese – confermano che il tratto cosentino è particolarmente pericoloso a Corigliano (dove abbiamo la frequenza incidentale più alta con 30 incidenti/anno), e Rossano (con 17 incidenti/anno). Infatti nel 2014, infatti, abbiamo avuto cinque vittime sulla S.S.106 nel tratto cosentino e di queste tre le abbiamo a Rossano e due a Corigliano Calabro».

«Ciò che colpisce ed indigna – commenta Pugliese – oltre ogni misura è l’aspetto legato ai costi sociali. A causa dei sinistri avvenuti solo nel tratto cosentino della S.S.106 dal 2010 al 2013 lo Stato paga un importo pari a € 80.601.060. Ci chiediamo – continua Pugliese – quante e quali opere di messa in sicurezza della S.S.106 in provincia di Cosenza avrebbero potuto realizzare con questa somma evitando vittime e feriti che purtroppo, invece, abbiamo avuto».

«Dall’analisi effettuata – continua Pugliese – si evince che sulla base della sua pericolosità la S.S.106 è un’arteria sulla quale occorre, per diversi fattori, un intervento immediato e prioritario per raggiungere gli obiettivi di riduzione degli incidenti stradali ed individuare e promuovere interventi che, in relazione allo stato attuale delle conoscenze, risultano più urgenti ed efficaci».

«Tuttavia – dichiara il Presidente Pugliese – non credo sia possibile dare vita ad interventi immediati e prioritari sulla S.S106 per ridurre vittime e feriti fino a quando avremo rappresentanti delle istituzioni che sono “veloci con le parole” solo quando nei loro comuni si verifica un incidente mortale mentre sono “terribilmente lenti con i fatti” quando c’è da operare ed operare bene per creare quelle condizioni tali per dare vita ad un cambiamento reale che possa portare alla messa in sicurezza subito ed all’ammodernamento della “strada della morte”».

«Non è necessario – conclude Pugliese – lavorare in fretta per creare le condizioni necessarie alla messa in sicurezza e all’ammodernamento della S.S.106 ma è necessario lavorare senza pause! Noi abbiamo voluto diffondere i dati emersi dal nostro lavoro per informare, per documentare, per far capire ciò di cui siamo convinti, ovvero, che – come diceva Mao Tse Tung – “la rivoluzione non si fa con gli asini”».

giovedì 25 dicembre 2014

Salgono a quattordici la vittime sulla S.S.106 nel silenzio inquietante della Chiesa calabrese




L'Associazione "Basta Vittime Sulla Strada Statale 106" con profonda tristezza e grande sgomento, apprende della morte del ciclista Francesco De Simone, 42 anni, di Cassano allo Jonio, in un incidente stradale avvenuto sulla statale 106, nei pressi di Corigliano.

Francesco De Simone era in sella ad una bicicletta che è stata investita da una Fiat Panda ed è la quattordicesima vittima della S.S.106 in Calabria nel 2014 insieme a Vincenzo Fiorita di 68 anni deceduto l’1 febbraio a Strongoli (KR), Egidio Aloisio di 19 anni deceduto il 23 febbraio a Rossano (CS), Nicola Renda di 28 anni deceduto l’11 luglio a Guardavalle (CZ), Pasquale Pastore di 71 anni deceduto il 2 agosto a Cassano All'Ionio (CS), Spina Aldo di 59 anni deceduto il 3 agosto a Corigliano Calabro, Bruno Lepori di 45 anni deceduto il 15 agosto, Silvana Catania di 49 anni deceduta il 24 agosto e Adrian Bodgan, di 24 anni deceduto il 5 settembre a Isola di Capo Rizzuto (KR), Ion Stelea di 46 anni deceduto il 14 novembre a Rossano (CS) Aziz Mohamed di 49 anni e 25 Aziz Habdel Kadez di 48 anni deceduti il 25 novembre a Melito Porto Salvo (RC), Mario De Gennaro di 62 anni deceduto il 2 dicembre a Rossano (CS) e Andrea Mandile deceduto il 23 dicembre a Davoli (CZ).

Numeroso – come è possibile notare – il tributo di sangue versato nel 2014 sulla S.S.106 nel tratto cosentino: ben sei delle quattordici vittime della S.S.106 in Calabria nel 2012 le abbiamo avute in provincia di Cosenza.

L’Associazione "Basta Vittime Sulla Strada Statale 106" nel giorno in cui si festeggia il Natale non vuole dimenticare il silenzio assordante della Chiesa calabrese circa il problema della S.S.106. Così come non dimentica di ricordare che nel 2013 il Presidente dell’Associazione Fabio Pugliese inviò a tutti gli alti prelati delle diocesi attraversate dalla S.S.106 un a lettera che ancora oggi non ha ottenuto una risposta. Infine, intende ricordare quanto questo incomprensibile silenzio concorre ad accrescere le distanze che esistono tra la Chiesa calabrese e quella di Francesco.

Auspichiamo, inoltre, un piano di emergenza immediato che possa prevedere la messa in sicurezza subito e l’utilizzo dei fondi europei (e non solo!), affinché sia ammodernata la S.S.106 e con essa sia cancellata l’onta della vergogna della “strada della morte”: la più grande strage di Stato nella storia repubblicana!

L'Associazione "Basta Vittime Sulla Strada Statale 106", infine, è vicina ai Familiari di Francesco De Simone, ai parenti ed agli amici tutti ai quali esprimiamo i sentimenti più sinceri di cordoglio e di vicinanza. Perdere un proprio affetto sulla "strada della morte" pochi il giorno in cui è nato il Signore è ancora più difficile e doloroso.

martedì 23 dicembre 2014

Sulla S.S.106 trionfi la Giustizia e si onori la memoria delle giovani vittime




L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” è decisamente soddisfatta della sentenza emessa venerdì 19 dicembre dal Tribunale di Castrovillari che ha ritenuto colpevole il camionista Valiantisin Skramblavich, bielorusso di 34 anni, che il 28 luglio 2013 si scontrò con un autobus partito dal Varesotto e diretto a Mesoraca. Il pullman era pieno di ticinesi e varesini che tornavano al paese d'origine per le vacanze estive. A causa dello schianto, avvenuto nella notte a Villapiana (Cosenza), morirono Leonardo Gualandris, 12 anni e Clelia Andali, 56enne mentre un'altra dozzina di persone rimase ferita più o meno gravemente.

Secondo la sentenza di primo grado dovrà scontare una condanna di 14 anni di reclusione per omicidio colposo plurimo aggravato dalla guida in stato di ebbrezza. Quattordici anni sono quasi il massimo della pena per questo tipo di reato, visto che il codice penale stabilisce in quindici anni la reclusione più lunga in caso di riconoscimento di tutte le aggravanti.

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” pertanto si ritiene soddisfatta dall’esito della sentenza di primo grado ed è fiduciosa nella conferma della sentenza anche per il secondo grado che si svolgerà nei prossimi mesi, davanti alla Corte di Appello di Catanzaro. Non si capiscono, infatti, quali possano essere le attenuanti tali da permettere una riduzione della pena rispetto a quella già stabilità dal Tribunale di Castrovillari nel merito di un incidente che per inciso è evidentemente un omicidio stradale!

Così come l’Associazione si aspetta dalla Corte di Appello di Catanzaro lo stesso ed identico metro di giudizio adottato da Castrovillari nel caso relativo a Matteo Battaglia, un giovane calabrese di dodici anni e di tante belle speranze, che il 24 agosto del 2013 perse la vita travolto ed ucciso da un Suv a Sellia Marina mentre era seduto davanti al negozio dei nonni. Ad uccidere Matteo fu il conducente del Suv, un operaio rumeno di 26 anni, domiciliato a Botricello, Andrei Valentin Epure. Egli, perdendo il controllo del veicolo mentre guidava sulla Statale 106, è finito fuori strada, riportando anch'egli ferite ma solo lievi. Secondo gli accertamenti il guidatore era privo di patente perché gli era stata ritirata nei mesi scorsi dai carabinieri che lo avevano scoperto alla guida in stato d'ebbrezza.

Sulla “strada della morte” ci aspettiamo che trionfi la giustizia e che si onori la memoria di queste giovani vittime e si rispetti il dolore dei famigliari, dei parenti e degli amici che hanno perso i propri cari sulla S.S.106 in Calabria.

Andrea Mandile tredicesima vittima della S.S.106 nel 2014



L'Associazione "Basta Vittime Sulla Strada Statale 106" apprende con profonda tristezza e sgomento, della morte di Andrea Mandile, di 25 anni (ne avrebbe compiuti 26 il prossimo 28 dicembre), in un incidente stradale a Davoli.

Andrea è la tredicesima vittima della S.S.106 in Calabria nel 2014 insieme a Vincenzo Fiorita di 68 anni deceduto l’1 febbraio a Strongoli (KR), Egidio Aloisio di 19 anni deceduto il 23 febbraio a Rossano (CS), Nicola Renda di 28 anni deceduto l’11 luglio a Guardavalle (CZ), Pasquale Pastore di 71 anni deceduto il 2 agosto a Cassano All'Ionio (CS), Spina Aldo di 59 anni deceduto il 3 agosto a Corigliano Calabro, Bruno Lepori di 45 anni deceduto il 15 agosto, Silvana Catania di 49 anni deceduta il 24 agosto e Adrian Bodgan, di 24 anni deceduto il 5 settembre a Isola di Capo Rizzuto (KR), Ion Stelea di 46 anni deceduto il 14 novembre a Rossano (CS) Aziz Mohamed di 49 anni e 25 Aziz Habdel Kadez di 48 anni deceduti il 25 novembre a Melito Porto Salvo (RC) e Mario De Gennaro di 62 anni deceduto il 2 dicembre a Rossano (CS).

L’Associazione nel ricordare che nei giorni scorsi ha diramato i dati relativi alla mortalità ed incidentalità sulla S.S.106, ovvero sulla strada più pericolosa d’Italia, intende denunciare lo stato comatoso in cui versa una strada indegna di un Paese civile. La “strada della morte” è, nell’indifferenza generale delle istituzioni politiche calabresi e nazionali, la più grande strage di Stato nella storia repubblicana e noi, siamo i soli a dirlo da più tempo.

Auspichiamo, pertanto, un piano di emergenza immediato che possa prevedere la messa in sicurezza e l’utilizzo dei fondi europei (e non solo!), affinchè sia ammodernata la S.S.106 e con essa sia cancellata l’onta della vergogna della “strada della morte”: una mulattiera che ormai non si trova più neanche i paesi sottosviluppati.

L'Associazione "Basta Vittime Sulla Strada Statale 106", infine, è vicina ai Familiari, ai parenti ed agli amici tutti ai quali esprimiamo i sentimenti più sinceri di cordoglio e di vicinanza. Perdere un proprio affetto sulla "strada della morte" pochi giorni prima delle Feste di Natale è ancora più difficile e doloroso.

lunedì 22 dicembre 2014

Il Ponte Molinello sulla S.S.106 presenta lesioni e rotture localizzate nelle superfici murarie




L’Associazione “Basta Vittime sulla Strada Statale 106” rende noto di aver ricevuto una comunicazione da parte dell’Anas Spa Compartimento della Viabilità per la Calabria nell’ambito della quale si evince la straordinaria pericolosità relativa al Ponte Molinello sulla S.S.106 a Cariti.

In questa si legge che “a seguito della segnalazione pervenuta dal Presidente dell’Associazione “Basta Vittime sulla Strada Statale 106” si evidenzia che all’attualità il Ponte Molinello presenta diffusi e vistosi fenomeni di degrado delle superfici murarie di intradosso delle campate a sesto ribassato in forma di svuotamento dei giunti di malta, di lesioni e rotture localizzate, oltre alla corrosione in molti punti delle ringhiere e dei montanti verticali in ferro tubolare a protezione marginale del manufatto”.

Per queste ragioni continua la nota “è stata redatta la perizia dei lavori urgenti di mitigazione dei fenomeni di polverizzazione e disgregazione delle superfici murarie e di prima messa in sicurezza del Ponte Molinello. Tale perizia, insieme al verbale di urgenza è stata inoltrata alla Direzione Generale di Anas Spa per la copertura della spesa e l’autorizzazione dei lavori”.

In questa situazione di forte pericolo strutturale del Ponte Molinello pertanto – conclude la nota – si è “resa necessaria con decorrenza immediata e fino a nuove disposizioni legate all’esecuzione dei predetti lavori la necessità di istituire un senso unico alternato regolamentato da un impianto semaforico con un limite massimo di velocità di 30 Km/h e divieto di sorpasso allo scopo di ridurre le sollecitazioni dinamiche dovute al continuo passaggio di mezzi pesanti lungo il manufatto stesso”. 

I dati parlano chiaro: S.S.106 in Provincia di Cosenza sempre di più Strada della Morte




Il problema della sicurezza stradale è enormemente sottovalutato, eppure i costi umani, sociali ed economici sono insostenibili. Il Centro Analisi e Ricerca dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” in collaborazione con l’Ing. Civile Trasporti Ortensia Tucci e la consulenza dell’Ing. Civile Trasporti Antonio Cioni (due giovani neolaureati calabresi), rende noti i risultati dello studio relativo solo alla S.S.106 nella provincia di Cosenza sulla base dei dati sull’incidentalità forniti dalla Polizia Stradale, esaminando l’intervallo temporale dal 2010 al 2013.

In questo intervallo, infatti, la SS106 in provincia di Cosenza ha registrato un numero totale di incidenti stradali pari a 347, con 35 persone decedute e 572 persone ferite. Merita una grande attenzione l’andamento, negli anni, di questi valori: tra il 2011 ed il 2010 la variazione percentuale di incidenti stradali è del +25,7%, del numero di morti del +28,6% e del numero di feriti del +27,3%. Nel 2012 rispetto al 2011 si osserva una diminuzione del numero di incidenti del -4,3%, del numero di morti del -22,2% e del numero di feriti del -39,6%. Tuttavia, nel 2013 rispetto al 2012 l'incremento è del +2,2% per gli incidenti stradali, +14,3% del numero di morti e del +28,2% del numero di feriti.

Un'analisi più dettagliata dei dati relativi al tronco stradale della S.S.106 in provincia di Cosenza dal 2010 al 2013 è possibile attraverso i principali indicatori di incidentalità stradale: Indice di Mortalità medio pari a 40,2 (decessi ogni 100 incidenti), Indice di Lesività medio pari a 663,1 (feriti ogni 100 incidenti), e Indice di Gravità medio pari a 23,4 (dato dal rapporto tra il numero delle vittime ed il numero degli infortunati.

Nell’intervallo temporale considerato (2010-2013), appare scioccante il confronto tra l’Indice di Mortalità medio sulla S.S.106 in provincia di Cosenza (40,2) ed il valore medio calcolato sulle strade italiane (1,91): venti volte maggiore. Così come per l’Indice di Lesività che sulla S.S.106 è di 662,1 mentre sulle strade italiane è di 142,2: circa cinque volte maggiore. L’Indice di Gravità sulla S.S.106 è pari a 23,4: circa diciassette volte maggiore al dato delle strade nazionali (1,325).

Il Costo sociale medio per incidente mortale rappresenta il danno economico subito dalla società, e derivante dall’evento incidente stradale mortale. Si tratta della quantificazione economica degli oneri principali che a diverso titolo gravano sulla società italiana per un incidente mortale. Il costo sociale per Incidentalità Stradale riguardante la S.S.106 dal 2010 al 2013 è pari a 80.601.060 euro.

La frequenza incidentale si basa sul criterio di identificazione dei siti pericolosi che, prevede principalmente l’esatta localizzazione di ciascun incidente nella sezione della rete stradale dove esso è accaduto, con la relativa localizzazione dei punti critici della rete dove si verificano maggiormente gli incidenti stradali. Per la SS106 il territorio con elevato valore di frequenza incidentale è Corigliano Calabro (con 30 incidenti/anno) , seguito da Rossano Calabro (con 17 incidenti/anno).

Dall’analisi effettuata si evince che sulla base della sua pericolosità la SS106 è un’arteria sulla quale occorre, per diversi fattori, un intervento immediato e prioritario per raggiungere gli obiettivi di riduzione degli incidenti stradali ed individuare e promuovere interventi che, in relazione allo stato attuale delle conoscenze, risultano più urgenti ed efficaci.

Come definito dalla Normativa Nazionale, nel “Piano delle Priorità”, nei tratti stradali con elevato rischio incidentale, si devono realizzare misure e interventi puntuali, con carattere di particolare urgenza e relativi alle situazioni note di massimo rischio, ove si determinano il maggior numero di vittime da incidenti stradali e gli interventi devono raggiungere livelli di efficacia particolarmente elevati.

Inoltre come definito dalla Commissione Europea “nell’Orizzonte 2020 per la Sicurezza Stradale”, si configura l’obiettivo del dimezzamento del numero totale di vittime della strada nell’Unione tra il 2010 e il 2020, contenendo numerose proposte di azioni concrete nel campo della sicurezza dei veicoli, delle infrastrutture e degli utenti: la SS106 presenta tutte le caratteristiche per essere oggetto di intervento urgente.

sabato 20 dicembre 2014

Apprezziamo interventi di messa in sicurezza sulla S.S.106





L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” non può che essere soddisfatta degli interventi che l’Anas Spa sta eseguendo sulla S.S.106 tra Mandatoriccio e Cariati per merito delle istanze avanzate dalla nostra Associazione. Tutto ciò è certamente merito di quanto hanno voluto segnalarci delle anomalie e poi è frutto di un accurato ed attento studio dei problemi. Elemento, questo, imprescindibile per creare i presupposti affinché siano affrontati e risolti i problemi.

È evidente che la nostra Associazione si batte per l’Ammodernamento della S.S.106 in Calabria ma è opportuno segnalare quanto – anche attraverso queste istanze – sia attenta alla messa in sicurezza subito della famigerata “strada della morte”. Questi sono assolutamente da considerare interventi risolutivi ma è certamente vero che saranno significativi affinchè possano diminuire anche sensibilmente incidenti, vittime e feriti.

Siamo certi, inoltre, che l’Anas Spa concluderà nel minor tempo possibile e bene questi interventi che ci riserviamo di monitorare e non siamo particolarmente tristi per tutti i disagi che in questi giorni dovranno vivere i cittadini a causa di questi interventi perché convinti che i cambiamenti necessari ad introdurre miglioramenti non sono mai privi di qualche disagio sempre utile a risvegliare le coscienze più illuminate.

Invitiamo, infine, i cittadini calabresi a segnalarci, da qualsiasi provincia, inviando foto e documenti e quanto necessario a far emergere anomalie e pericoli sulla S.S.106. Sarà compito della nostra Associazione segnalare alle autorità preposte ogni intervento utile al fine di diminuire ogni rischio.

giovedì 18 dicembre 2014

Senso unico alternato sul Ponte Molinello sulla S.S.106 a Cariati: ora però avviare i lavori presto.




L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ha appreso dell’intervento immediato con il quale l’Anas ha voluto istituite un senso unico alternato sul ponte Molinello a Cariati dove insistono precarie condizioni di stabilità per le barriere di protezione.

Apprendiamo che l’intervento si è reso necessario dopo numerosi e precedenti interventi tampone che di fatto hanno accelerato le precarie condizioni in cui versano entrambe le barriere a protezione del ponte e che creavano un pericolo per la circolazione veicolare e pedonale. Tale struttura risulta peraltro in difformità con le normative in materia stradale.

Tuttavia intendiamo sottolineare che oggi su una strada Statale – classificata E90 – insiste un senso unico alternato: ciò non solo ci lascia basiti ma ci permette di ribadire la necessità che siano adottati tutti i rimedi più opportuni affinchè sia superato ogni problema sul ponte Molinello ed è, inoltre, importantissimo che ciò avvenga in tempi rapidissimi.

Siamo convinti, infatti, che seppure l’utilizzo del senso unico alternato sul ponte Molinello è necessario per ragioni di sicurezza esso crea un evidente e considerevole disagio ai cittadini pedoni ed automobilisti. Pertanto siamo certi che già dai prossimi giorni vedremo l’avvio dei lavori necessari alla messa in sicurezza di un ponte che purtroppo in passato ha provocato vittime e feriti.

Domani a Villa San Giovanni per onorare il ricordo di Franco Nisticò




L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” rende nota la partecipazione all’importante iniziativa che si terrà domani 19 dicembre alle ore 17:30 presso la sede del c.s.c. Nuvola Rossa di Villa San Giovanni per ricordare il combattivo Presidente del Comitato per la S.S.106 Franco Nisticò.

Siamo convinti, infatti, che intere generazioni debbano onorare la memoria di Franco Nisticò per l’impegno che ha sempre speso per l’interesse generale della regione Calabria, per il superamento di problemi legati all’intera regione, per l’ammodernamento della S.S.106.

Quest’ultimo tema, insieme alla battaglia di civiltà per dire no al ponte sullo stretto, pongono Franco Nisticò irrimediabilmente nel “Pantheon ideale” dell’impegno civile del popolo calabrese. Quel popolo che Franco sapeva guidare lontano dal malaffare e dalla criminalità organizzata e sempre più vicino ai temi più importanti legati al progresso ed allo sviluppo della nostra regione.

L’Associazione parteciperà all’iniziativa anche per sottolineare quanto siano rimaste pressoché immutate le problematiche affrontate da Franco Nisticò dalla sua scomparsa: soprattutto sulla S.S.106 registriamo una drammatica situazione di stallo ed in qualche circostanza persino dei peggioramenti.

La presenza dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, infine, sarà importante insieme anche a quella di altri, poiché testimonierà quanto i problemi affrontati da Franco Nisticò siano ancora vivi nella nostra coscienza e, quando, il suo straordinario apporto sia stato utile affinché le questioni legate all’ammodernamento della S.S.106 riuscisse oggi ad emergere dal dimenticatoio nella quale era stata relegata da quel drammatico 19 dicembre del 2009.

lunedì 15 dicembre 2014

Ennesimo primato negativo per la Calabria: nel 2013 seconda in Italia per mortalità stradale




Il  Centro Analisi e Ricerca dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” con la collaborazione dell’Ing. Civile Trasporti Antonio Cioni a seguito della pubblicazione dei dati ACI-ISTAT, avvenuta poche settimane fa, ha esposto i numeri emersi dall’analisi.

La sicurezza stradale, ad oggi, è considerata una delle maggiori emergenze nazionali, basti ricordare che la mortalità stradale in Italia è la prima causa di morte dopo quella dovuta a patologie. Nel 2013 si sono registrati in Italia 181.227 incidenti stradali che hanno causato la morte di 3.385 persone ed il ferimento di 257.421. Rispetto al 2012, il numero di incidenti in Italia è diminuito del 3,7% con una flessione del 9,8% del numero di decessi, tradotto in numeri 368 vite umane “risparmiate”.

Nella nostra regione, nel 2013, sono stati rilevati 2773 incidenti che hanno provocato 4721 feriti e 98 vittime. Un dato che pone, ancora una volta in “continuità” dal 2011, la Calabria al secondo posto (dopo il Molise), nella classifica delle regioni con più alto tasso di mortalità stradale. Tra queste 98 ben 21 sono vittime della S.S.106 che da sola, quindi, fa registrare il 21,42% delle vittime della strada in Calabria nel 2013. In particolare, la Calabria presenta un indice di mortalità stradale di 3,5 decessi ogni 100 sinistri, mentre la media nazionale si ferma al 1,9%. Davanti alla Calabria c'è solo il Molise con un indice ancora più alto (5,1%). 

Nel 2013 in Calabria pertanto ogni settimana siamo stati costretti a registrare 2 vittime per soli incidenti stradali. Rispetto al 2012, durante il quale si è registrato un indice di mortalità pari a 4,4%  (il più alto degli ultimi 4 anni), il numero degli incidenti non è variato, sono diminuite le vittime del 20% e il numero dei feriti è rimasto pressoché costante (+ 0,5%).

Le strade calabresi con il più alto indice di mortalità (6,6 ogni 100 sinistri) sono le Strade Comunali Extraurbane, seguite dalle Statali (5,7) e dalle Provinciali (4,4). La nostra regione, è attraversata dalle due strade statali più pericolose d'Italia: al primo posto c’è la S.S.106 (conosciuta come "strada della morte") prima nella classifica (ISTAT) delle strade con il più alto indice di mortalità e la S.S.18 Tirrenica Inferiore che si pone al terzo posto della triste classifica.

Purtroppo i primati negativi non finiscono, tra le strade extraurbane più pericolose d'Italia, al primo posto troviamo il raccordo autostradale di Reggio Calabria (impressionante il dato: 14,8 incidenti per km a fronte di una media italiana di 0,68).

Dai dati 2013 analizzati è possibile risalire anche alla dinamica dei sinistri: la maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli; lo scontro più diffuso è quello frontale-laterale con 948 incidenti, seguito dal tamponamento 475 incidenti, scontro laterale (269) e sconto frontale (180).

Nel 2013, il maggior numero di vittime si è registrato nella provincia di Cosenza con ben 47 morti, seguita da Reggio 25, Crotone e Catanzaro 9 e Vibo Valentia 8. In particolare, negli ultimi 4 anni la Provincia di Cosenza ha avuto sempre un numero di vittime superiore a 40. Su questo dato, incidono principalmente la SS106 e SS18 che, rispettivamente, attraversano la provincia per circa 100 km.

Tra i comuni capoluogo di provincia, la città di Cosenza ha un altissimo indice di mortalità 10,5 (6 morti su 57 incidenti avvenuti), quattro volte in più rispetto Catanzaro che segue con 2,7.

L'obiettivo posto dall'Europa nel 2001 di dimezzare il numero di vittime da incidente stradale entro il 2010 non è stato raggiunto dall'Italia fermatasi al 42%. Su questo dato hanno sicuramente inciso le regioni, come la Calabria, che hanno avuto una diminuzione del numero di vittime poco significativa.

Il nuovo obiettivo europeo è quello di dimezzare ancora del 50% entro il 2020. La Calabria è ancora lontana da questo risultato, il confronto delle vittime tra il 2010 ed il 2013 lascia registrare un -28%, con la provincia di Cosenza che però, in controtendenza, registra addirittura un +14,6%. Unica provincia calabrese ad avere un aumento delle vittime rispetto al 2010.

Ad oggi non si registrano in essere progetti e/o programmi strutturati di medio e lungo termine inerenti alla sicurezza stradale al livello regionale. In assenza di interventi pianificati e mirati, il dato statistico fin qui analizzato può intendersi puramente casuale registrando, in ambito regionale, un trend di mortalità stradale che può supporsi, di fatto, di tipo fluttuante.

Pertanto, l’auspicio del Centro Analisi e Ricerca dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” e dell’Ing. Antonio Cioni è quello di vedere presto in campo risorse, idee e progetti necessari al fine di ridurre con costanza vittime e feriti sulle strade calabresi.

giovedì 11 dicembre 2014

LA NUOVA S.S.106 UNICO ATTO PER ONORARE LE VITTIME


L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” e tutti i suoi iscritti insieme al Gruppo “Basta Vittime Sulla S.S.106” (che ha ormai abbondantemente superato i 21.000 iscritti), e tutti gli Amministratori esprimono soddisfazione e gioia circa il parere favorevole espresso dal Ministero dei Beni Culturali sula 3° Megalotto della S.S.106 che collegherà Sibari a Roseto.

Siamo convinti e certi che questo importante risultato sia anche frutto della spinta dal basso che i cittadini hanno provocato attraverso la condivisione e la partecipazione ad un processo fortemente voluto e sentito e che vuole, fortemente vuole, una Nuova Strada Statale 106 sulla jonica in Calabria!

Sottolineiamo, a tal proposito, i tantissimi giovani che hanno creduto e continuano a credere nel riscatto di una regione che è il fanalino di coda dell’Europa soprattutto per colpa di una strada, la S.S.106, incivile, indecente ed assassina che costituisce il fallimento storico di più di una generazione di politici calabresi incapaci di determinarsi affinché essa sia Ammodernata!

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ed il Gruppo “Basta Vittime Sulla S.S.106” ritengono che l’Ammodernamento della S.S.106 sia l’unico ed il solo atto significativo per onorare la memoria delle tante, troppe vittime della “strada della morte” e per le loro Famiglie e ritiene che da oggi, in Calabria, si inizierà a scrivere una Nuova Storia.

Il bello deve ancora venire!

SI ACCENDONO LE LUCI SULLA NUOVA S.S.106




L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” informa, con grande soddisfazione, che è finalmente pervenuto il parere favorevole sul 3° Megalotto della S.S.106 tra Sibari e Roseto del Ministero dei Beni Culturali. L’Associazione, ha appreso la notizia, grazie alla cortese telefonata della funzionaria del Ministero dei Beni Culturali Dott.ssa Montano atteso che da giorni il Presidente dell’Associazione Ing. Fabio Pugliese contattava quotidianamente il gabinetto del Ministro per apprendere le ragioni dell’incredibile ritardo riportato da questo Ministero tale d’aver superato persino i termini di legge previsti (90 giorni dal il 25 agosto scorso), entro i quali avrebbe dovuto esprimere il parere sul 3° Megalotto della S.S.106.

Il parere favorevole del Ministero dei Beni Culturali arriva dopo quello del Ministero dell’Ambiente, della Regione Calabria e degli otto sindaci dei comuni dell’alto jonio. Pertanto ora resta solo il CIPE, l’ultimo scoglio che certamente – ce lo auguriamo – sarà superato con una delibera che sancirà l’inizio del progetto esecutivo e, quindi, la data dell’inizio dei lavori per l’ammodernamento della S.S.106 tra Sibari e Roseto.

«Quello che è accaduto oggi – dichiara Fabio Pugliese presidente dell’Associazione – è qualcosa di atteso e di straordinario: finalmente tutti sono favorevoli alla Nuova S.S.106 tra Sibari e Roseto! Sono favorevoli i sindaci dei comuni interessati poiché hanno lavorato anche loro affinché il progetto venisse migliorato e diventasse meno impattante per il territorio. È favorevole la Regione Calabria che sull’approvazione del progetto ha avuto – soprattutto in sede di conferenza dei servizi – grandissimi meriti. È favorevole il Ministero dell’Ambiente che non ha ritenuto un “disastro ambientale” il progetto ma, anzi, lo ha approvato con un solo voto contrario. È favorevole il Ministero ai Beni Culturali poiché il progetto non recherà nessun danno al patrimonio archeologico sul territorio».

«Credo – continua Pugliese – che tutto ciò, lo ripeto, sia straordinario e ci permette di poter affermare con certezza e con il cuore colmo di speranza che adesso si accendono le luci sulla Nuova S.S.106! Non solo, quindi, sul 3° Megalotto che collegherà Sibari a Roseto ma anche sul Megalotto 8 e sul Megalotto 9 che collegano rispettivamente Sibari a Mandatoriccio e quest’ultimo a Crotone. È evidente, infatti, che con i sindaci di questi territori occorre immediatamente iniziare un confronto necessario affinché si apra al più presto una conferenza dei servizi che veda l’Anas Spa, il Governo regionale e nazionale disposti e convinti a reperire le risorse (anche relative ai fondi comunitari), necessarie per l’ammodernamento della S.S.106».

«Quella di oggi – conclude Pugliese – è una giornata storica perché vede la Calabria ad una svolta storica: manca, in pratica, l’ultimo passo verso l’ammodernamento di un tratto considerevole della S.S.106 nell’alto jonio cosentino! Aspettiamo questo momento, è bene ricordarlo, dai tempi del Fascismo! Quest’opera, intendo ricordarlo, onererà la memoria di quelle tante, troppe vittime della indecente e tristemente nota “strada della morte”! Finalmente. Era ora!»

mercoledì 10 dicembre 2014

L’Associazione scrive al Prefetto di Crotone: intervenire subito sulla S.S.106 a Poggio Pudano - Crotone




L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” in data odierna ha inviato una comunicazione tramite posta certificata al Prefetto di Crotone e per conoscenza alla Direzione Generale di Anas Spa, al Compartimento di Catanzaro di Anas Spa, al Dipartimento delle Infrastrutture del Ministero alle Infrastrutture, alla Procura della Repubblica di Crotone ed al Comune di Crotone.

L’Associazione, nella missiva, richiede un intervento immediato in Località Poggio Pudano Km 242+580 della S.S.106 Dir. Qui emerge una estrema pericolosità accompagnata dall'inerzia degli Enti preposti ad intervenire che pure sono stati sollecitati da più tempo al fine di evitare eventuali danni all'incolumità delle persone. In questo tratto, infatti, accade costantemente, anche a seguito di piccole piogge, che una massa di acqua e fango proveniente della Via Santa Lucia si deposita sulla sede viaria della strada Statale 106 costituendo un grave rischio all’incolumità di quanti percorrono con il proprio automezzo la suddetta strada.

L’Associazione, inoltre, ha inteso ricordare che nel gennaio del 2010 la procura di Crotone ha avviato un’indagine sulla pericolosità e sulle criticità della strada Statale 106 Ionica e che l’inchiesta, aperta e seguita direttamente dal procuratore della Repubblica di Crotone Raffaele Mazzotta, fu avviata poiché era risultato evidente che una responsabilità oggettiva doveva essere riconducibile anche alla strada e, soprattutto, alla pessime condizioni nella quali la stessa versava e continua a versare tutt’oggi.

L’Associazione ha altresì ricordato che la strada Statale 106 ionica in Calabria è la strada più pericolosa d’Italia ed in provincia di Crotone solo nell’anno corrente ha provocato quattro vittime (Vincenzo Fiorita di 68 anni l’1 febbraio a Strongoli, Bruno Lepori di 45 anni il 15 agosto a Crotone, Silvana Catania di 49 anni il 24 agosto a Crotone e Adrian Bodgan di 24 anni il 5 settembre a Isola di Capo Rizzuto), e cinque vittime nel 2013 (Jonel Parus di 32 anni l’1 gennaio 2013 a Isola Capo Rizzuto, Antonio Perrone di 52 anni il 29 aprile 2013 a Isola Capo Rizzuto, Bruno Frustace di 84 anni il 13 giugno 2013 a Strongoli, Antonietta Vigile di 61 anni il 20 luglio 2013 a Strongoli, Angelina Borelli di 47 anni il 26 luglio 2013 a Steccato di Cutro e Domenico Grillo di 38 anni il 19 agosto 2013 a Cirò Marina).

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106 pertanto, alla luce di quanto scritto, ha invitato il Signor Prefetto di Crotone a segnalare alle autorità preposte l’invito ad intervenire immediatamente affinché le acque siano perfettamente raccolte insieme al fango in Via Santa Lucia al fine di evitare in futuro esondazioni pericolosissime sulla strada Statale 106 a Crotone.

«Non è più tollerabile – scrive l’Associazione – che in quel punto continuino ad esistere straordinarie criticità che ledono la sicurezza dei passeggeri senza che nessuno interviene per compiere il proprio dovere quanto meno attraverso una adeguata messa in sicurezza dei luoghi. A tal proposito La informo – conclude l’Associazione – che questa nostra missiva ha valore squisitamente precauzionale atteso che ove mai dovesse malauguratamente accadere l’ennesimo incidente la nostra Associazione non esiterà nell’intraprendere le vie legali costituendosi parte civile nell’assoluto rispetto dei diritti dei cittadini che non possono e non debbono rischiare la propria vita per le incredibili ed evidenti disattenzioni di quanti devono fare il proprio dovere».

domenica 7 dicembre 2014

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” contro l’illegalità presenti sulla S.S.106




L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” informa di avere ricevuto ieri una comunicazione ufficiale della Direzione Generale per le Infrastrutture Stradali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nella persona del Direttore Generale Arch. Ornella Segnalini.

Nella nota viene recepita la denuncia avanzata dalla nostra Associazione relativa alle precarie condizioni di stabilità delle barriere di protezione del ponte Molinello sulla strada Statale 106 a Cariati ed in considerazione dell’effettivo stato di vetustà di dette barriere si impone la sistemazione degli impalcati laterali, la cui esecuzione – recita la nota – “è improcrastinabile”.

La nota, in pratica, è stata inviata all’Anas Spa e per conoscenza alla nostra Associazione ed invita formalmente il gestore stradale a porre in essere con urgenza “tutte le attività e gli interventi necessari al fine di garantire la fruibilità, in sicurezza, dell’utenza pedonale e veicolare”.

A consolidare la posizione della nostra Associazione, inoltre, vi è anche la nota del 18 novembre 2014 del Comune di Cariati nella persona del Funzionario Responsabile Geom. Antonio Dell’Anno il quale, senza mezzi termini, bolla la struttura “in netta difformità con le normative in materia stradale che prevede barriere zincate su appositi guarda-rail a tripla onda e possibilmente per l’altezza del ponte l’inserimento di reti zincate di protezione”.

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” pertanto si riserva di attendere al più presto l’inizio dei lavori dell’Anas Spa per il ripristino della legalità sul ponte Molinello sulla strada Statale 106 a Cariati ribadendo la propria assoluta intransigente posizione circa un eventuale azione legale nell’assoluto rispetto dei diritti dei cittadini che non possono e non debbono rischiare la propria vita per le incredibili ed evidenti disattenzioni di quanti devono fare il proprio dovere!

venerdì 5 dicembre 2014

Resoconto dell’incontro alla prefettura di Catanzaro sulla S.S.106




L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ha preso parte all’incontro indetto dal Signor Prefetto di Catanzaro Dott. Raffaele Cannizzaro avente per oggetto la strada Statale 106. All’incontro, oltre alla nostra Associazione, hanno partecipato Anas Spa, Polstrada, Carabinieri e Sindaci e Commissari dei comune del catanzarese attraversati dalla S.S.106.

L’Associazione informa che l’Anas Spa rispetto alla tratta della “strada della morte” che attraversa la provincia di Catanzaro ha assunto l'impegno di avviare prossimamente i lavori per migliorare la viabilità dei ponti Alacao, Gallipari, Vodà, Ponzo e Munlta. In pratica tutti i ponti (obsoleti e risalenti all'epoca fascista), che vanno da Soverato a Badolato saranno leggermente allargati ed illuminati. Inoltre, saranno eseguiti lavori di manutenzione su tutto il tratto di S.S.106 relativo alla provincia di Catanzaro. L’Anas Spa, infine, ha fatto rilevare con rammarico quanto le risorse relative alla manutenzione della S.S.106 di cui dispone siano decisamente inferiori rispetto a quelle necessarie e, quindi, insufficienti per poter realizzare anche altri interventi seppure necessari.

Le forze dell’ordine, invece, con grandissima precisione hanno evidenziato gli aspetti relativi alla condotta degli autisti sul tratto di S.S.106 considerato. È stato rilevato, infatti, quanto una condotta irregolare da parte dei conducenti del mezzo influisce non poco – soprattutto in determinati punti critici – sull’incidentalità ed avanzando la proposta di intensificare i controlli stradali e di procedere con l’istallazione di autovelox necessari, appunto, a sensibilizzare gli autisti ad una condotta sobria soprattutto nei “punti critici” presenti sulla S.S.106 nel tratto relativo alla provincia di Catanzaro.

I sindaci dei comuni che hanno aderito hanno sollevato le specifiche problematiche che la S.S.106 presenta nei loro territori ed hanno avanzato svariate soluzioni: istallazioni semaforiche, interventi per canalizzare le acque piovane che puntualmente allagano la sede stradale, rotonde, ecc.

La riunione odierna è stata aggiornata al prossimo mese. Il Signor Prefetto, infatti, ha richiesto una ispezione congiunta della Polstrada e dell’Anas Spa sul tatto di S.S.106 della provincia di Catanzaro in modo da poter individuare le migliori strategie ed i rimedi più efficaci per tutelare la circolazione e salvaguardare l’incolumità degli utenti della strada.

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, infine, intende ringraziare il Signor Prefetto di Catanzaro Dott. Raffaele Cannizzaro per la sensibilità e la grande competenza dimostrata sulla problematica della S.S.106 attraverso la realizzazione di un incontro che riteniamo molto produttivo e dal quale nelle prossime settimane ci aspettiamo quelle azioni concrete necessarie a migliorare la sicurezza stradale nel tratto di S.S.106 relativo alla provincia di Catanzaro.



mercoledì 3 dicembre 2014

Mario De Gennaro ultima vittima della S.S.106 nel silenzio omertoso dello Stato!




Mario De Gennaro di 62 anni è deceduto ieri 2 dicembre 2014 a Rossano (CS) dopo l’ennesimo tragico incidente sulla strada Statale 106 ionica in Calabria. L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” è, ovviamente, addolorata per l’ennesima vittima sulla “strada della morte”, la dodicesima del 2014.

Vogliamo sottolineare, tuttavia, che Mario De Gennaro è anche la terza vittima nell’anno corrente della S.S.106 a Rossano dopo Egidio Aloisio di 19 anni (23 febbraio), e Ion Stelea di 46 anni (14 novembre). A loro, purtroppo, occorre aggiungere Aldo Spina di 59 anni (3 agosto), nella vicina Corigliano Calabro.

Intendiamo ricordare questi nostri fratelli caduti sull’asfalto della più pericolosa strada d’Italia, la famigerata e tristemente nota S.S.106, che vanno purtroppo ad incrementare le dimensioni già enormi della più grande strage di Stato della storia repubblicana! Intendiamo farlo perché crediamo che non siano più ammissibili distrazioni, dimenticanze o, peggio, sottovalutazioni da parte delle Istituzioni dello Stato.

Per questa ragione, oggi più che mai, chiediamo al sindaco di Rossano Dott. Giuseppe Antoniotti di sollecitare i sindaci del comprensorio affinché approvino la delibera sulla S.S.106 e si vada prima delle feste natalizie ad un nuovo incontro per rilanciare il tema dell’ammodernamento e della messa in sicurezza subito della S.S.106. Occorre rilanciare subito l’impegno del nostro territorio per chiedere alla Regione Calabria, al Governo ed all’Europa i fondi per ammodernare il Megalotto 8 ed il Megalotto 9!

Auspichiamo altresì che al prossimo incontro possa partecipare anche S. E. Mons. Giuseppe Satriano poiché riteniamo che anche il mondo della Chiesa non può più tacere davanti ad una mattanza che attenta da sempre al valore della vita! La nostra Associazione da S. E. Mons. Giuseppe Satriano si aspetta parole chiare che rompano il silenzio inquirente in cui è caduta la Chiesa calabrese sulla “strada della morte”!

All’Amministrazione di Corigliano Calabro, inoltre, chiediamo di invertire l’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale: è vergognoso che non solo non abbiano ancora approvato la delibera ma che abbiano inserito la sua approvazione all’ultimo punto dell’ordine del giorno della prossima seduta di consiglio! Evidentemente non riescono a capire l’importanza della problematica della S.S.106!

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, infine, intende rivolgere sentimenti di vicinanza e di cordoglio sincero nei confronti della Famiglia De Gennaro, dei parenti e degli amici tutti. Noi non dimenticheremo questa ed, insieme, tutte le altre vittime della S.S.106 e non rinunceremo mai a batterci affinché la “strada della morte” possa essere ammodernata anche per onorare la memoria delle tante, troppe vittime della S.S.106, e nel rispetto delle loro Famiglie.

lunedì 1 dicembre 2014

Aderiamo all’invito del Sign. Prefetto di Catanzaro per discutere della S.S.106




L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” rende noto che parteciperà alla riunione prevista per il prossimo venerdì 5 dicembre alle ore 12:00 presso la Prefettura di Catanzaro avente per oggetto la strada Statale 106.

L’invito, pervenuto in data odierna da parte del Signor Prefetto di Catanzaro Dott. Raffaele Cannizzaro, è gradito all’Associazione che non esiterà a contribuire ad una riflessione congiunta circa alcune problematiche inerenti alla sicurezza stradale della strada Statale 106 nel tratto di della provincia di Catanzaro.

All’incontro – che ha l’obiettivo di individuare strategie e rimedi efficaci per tutelare la circolazione e salvaguardare l'incolumità degli utenti della strada – parteciperanno, inoltre, i sindaci dei comuni che sono attraversati dalla S.S.106 nel tratto ricadente nella provincia di Catanzaro, il Capo Compartimento Anas Spa Regione Calabria, il Sig. Comandante Provinciale dei Carabinieri ed il Sig. Capo Compartimento della Polizia Stradale di Catanzaro.

«Sono convinto – dichiara Fabio Pugliese Presidente dell’Associazione – che l’iniziativa prevista il prossimo venerdì sia molto importante ed, inoltre, contraddistingue l’impegno ed anche la grande sensibilità che il Signor Prefetto di Catanzaro Dott. Raffaele Cannizzaro ha sempre avuto e continua ad avere nei confronti di uno dei maggiori problemi della Calabria in termini di viabilità».

«Solo attraverso il confronto – continua Pugliese – serio e propositivo è possibile, a mio avviso, dare vita ad un processo che possa vedere in un primo momento la messa in sicurezza subito ed in un secondo momento l’ammodernamento della famigerata “strada della morte”».

«Spero – conclude Pugliese – che gli attori principali di questo processo ormai non più rimandabile che sono certamente i cittadini, non restino indifferenti ed estranei ma, voglio augurarmelo, possano finalmente decidere di sostenere, apprezzare e, soprattutto, favorire tutte le istituzioni che intendono lavorare seriamente affinché sia tutelata la circolazione e sia salvaguardata l’incolumità di tutti gli utenti della S.S.106».  

giovedì 27 novembre 2014

Stigmatizziamo la sottocultura dell’intolleranza sulla S.S.106





L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” da più tempo, tra le diverse cause del mancato ammodernamento della S.S.106, denuncia una mancata crescita culturale ed, insieme, l’esclusione dalla modernità. Tutto ciò, ovviamente, non è solo quanto riscontriamo quotidianamente dal nostro particolare osservatorio ma trova assoluto riscontro nei vari indicatori (Svimez, Istat, ecc), che vedono sempre più la Calabria fanalino di coda nella cultura e nella modernità del vecchio continente e dell’Italia.

Non intendiamo, in questa sede, argomentare – per ragioni di sintesi – le relazioni che esistono tra una strada obsoleta ed indegna di un Paese che si dice civile e la perdita culturale di una regione pur ribadendo che esistono e, anzi, sono chiarissime! Però intendiamo decisamente rimarcare questa mancata crescita culturale che si manifesta, soprattutto, nei più giovani i quali, purtroppo, non dimenticano, per fortuna solo in pochi e solo in qualche circostanza, di evidenziarla.

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” da più giorni riceve diverse e svariate segnalazioni da parte di chi – attraverso l’invio di screenshot, messaggi, e-mail, foto, ecc. – denuncia diversi sgradevoli commenti pervenuti in merito alle ultime tre vittime della “strada della morte” in Calabria:  Ion Stelea, 46 anni, di nazionalità rumena deceduto il 14 novembre 2014 a Rossano (Cosenza), ed i fratelli Aziz Mohamed di 49 anni e Aziz Habdel Kadez di 48 anni, di nazionalità indiana deceduti lo scorso 25 novembre 2014 a Melito Porto Salvo (Reggio Calabria).

Si legge di tutto. Soprattutto, si legge chiaramente una sottocultura che purtroppo anima molti giovani che, naturalmente, non promette nulla di buono per il futuro della Calabria. Per questa ragione l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” stigmatizza quanto accaduto ed auspica che il mondo della scuola ed, insieme, le famiglie di questi ragazzi possano concorrere ad una crescita culturale ed educativa necessaria affinché questi giovani riescano finalmente a concepire il valore della vita come un valore universale: che va oltre la nazionalità, il colore della pelle, l’appartenenza religiosa e politica, ecc.

Nel mese di novembre sulla S.S.106 purtroppo non sono deceduti solo un rumeno e due indiani! Purtroppo sono deceduti tre uomini, tre nostri fratelli, tre lavoratori, tre persone, tre appartenenti alla razza umana. Questo, senza ombra di dubbio, deve semplicemente addolorarci tutti.