Viaggio senza filtri sulla “strada
della morte” nella puntata del Crosia Social Club di domani sera
LA SS 106 SOTTO ACCUSA: IL VODCAST CHE SQUARCIA IL SILENZIO DELLA
CALABRIA
NEL
PRIMO VODCAST LIVE DELLA CALABRIA, IL CROSIA SOCIAL CLUB PORTA IN SCENA UN ATTO
D’ACCUSA DURISSIMO SULLA SS 106: TRA RESPONSABILITÀ ISTITUZIONALI,
INDIFFERENZA, DOLORE E LA RICHIESTA DI STRADE SICURE PER SALVARE IL FUTURO DEL
SUD
Domani sera, 14 gennaio
alle ore 21:00, andrà in onda la puntata
integrale del Crosia Social Club, e non sarà una semplice
trasmissione. Sarà un atto pubblico di accusa. Un documento crudo. Una presa di
posizione netta su una delle ferite più profonde e irrisolte della Calabria: la
Strada Statale 106, la famigerata “strada della morte”.
Il primo vodcast live della Calabria entra finalmente
nel cuore della questione, senza filtri e senza sconti. Dal palco del Palateatro “G. Carrisi” di Crosia, il confronto
serrato tra il Prof. Francesco Lavia
e l’Ing. Fabio Pugliese, direttore operativo
dell’Organizzazione di Volontariato “Basta
Vittime Sulla Strada Statale 106”, si trasforma in una vera e
propria indagine giornalistica. Una dissezione impietosa di responsabilità,
omissioni, ritardi, silenzi istituzionali.
Ne emerge una
verità che fa male: sulla SS 106
si muore di burocrazia e indifferenza. Un’accusa diretta ad Anas S.p.A., colpevole – secondo quanto denunciato
– di aver lasciato che il tempo, l’inerzia e i timbri mancati diventassero
complici della morte. Ma l’atto d’accusa si allarga anche alla politica
nazionale, con un riferimento esplicito al Ministro
Matteo Salvini, impegnato a inseguire il mito di tre chilometri
di Ponte mentre, lungo la Jonica, “l’asfalto
continua a bere il sangue di ragazzi di vent’anni”.
Eppure questa
puntata non è solo rabbia. È anche coscienza
civile. Perché accanto alla denuncia c’è il richiamo forte e
necessario al rispetto del Codice della Strada,
alla responsabilità individuale, alla fine dell’indifferenza collettiva. Il
messaggio è chiaro, netto, inequivocabile: “La Calabria non può più restare a
guardare. Il talento e il futuro di questa terra non possono finire contro un
guardrail per colpa di un timbro mancato.”
A rendere
ancora più potente questo racconto è una produzione che rompe gli schemi. La
regia, la scenografia e la direzione artistica di Michele
Amentea, il lavoro tecnico di Danilo
Graziano (regia e video) e Giuseppe
Graziano (audio e luci) costruiscono un impianto narrativo
moderno, essenziale, senza retorica. A colpire allo stomaco è soprattutto il rap di Southology, che per l’occasione ha inciso
un brano di denuncia sociale sulla SS 106:
parole dure, viscerali, che trasformano la musica in testimonianza e accusa.
Quella del Crosia Social Club è una puntata che va oltre il formato pulp: è un inno civile alla sopravvivenza, dove la SS 106 diventa metafora del destino del Sud. Difendere la Calabria, emerge con forza, non significa costruire cattedrali nel deserto, ma pretendere strade sicure, diritti concreti, vite salvate. Non a caso, la domanda che lo staff del Crosia Social Club lancia al pubblico è semplice e devastante: “Tu da che parte stai?”
Nel finale, l’Ing. Fabio
Pugliese rilancia l’appello più importante: l’invito a tutti i familiari delle vittime della Statale 106
a partecipare all’iniziativa di domenica 18
gennaio, presso la Sede
Operativa di Corigliano-Rossano (CS). Un momento di incontro,
memoria e lotta, perché questa battaglia non può restare confinata a uno studio
o a uno schermo.
L’Organizzazione di Volontariato “Basta
Vittime Sulla Strada Statale 106” invita l’intera comunità
calabrese a seguire domani sera, 14 gennaio
alle 21:00, la puntata integrale sul canale
YouTube del Crosia Social Club. Perché la SS 106 Jonica non è solo una strada: è una ferita aperta che attraversa la Calabria. E
continuare a ignorarla significa diventarne complici.


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