La "strada della morte" in Calabria...

La S.S. 106 in calabrese, dal '96 ad oggi con oltre 600 vittime e circa 24.000 feriti costituisce la più grande strage di Stato dell'Italia repubblicana.

Una strada rimasta ferma nel passato.

La strada Statale 106 ionica è stata concepita negli '20 dal fascismo: da allora è rimasta grosso modo invariata!

Sui guard-rail cippi funerei ovunque!

Come un ricordo indelebile che non si può scordare, come un monito a chi resta affinchè qualcosa possa cambiare!

Una strada che impedisce il progresso.

Sulla strada dello sviluppo la S.S. 106 da sempre costituisce per la Calabria un divieto, un impedimento!

Onorare la memoria delle vittime...

L'Ammodernamento della S.S. 106 in Calabria mai come oggi è necessario soprattutto per onorare la memoria delle tante, troppe vittime...

lunedì 30 novembre 2015

Anas e Governo nel vergognoso teatrino delle approssimazioni sulla S.S.106




Nei giorni scorsi abbiamo appreso notizie circa i diversi investimenti previsti dal Piana Pluriennale Anas 2015-2019. Si tratta di 20 miliardi di euro per le infrastrutture e di questi 1,5 sono destinati alla S.S.106. Su internet è stata pubblicato il video della conferenza stampa di presentazione (sito Ministero delle Infrastrutture): 38 minuti e 42 secondi in cui imperversa il nulla assoluto.

Armani, che a Ciucci non è degno neanche di legare i lacci delle scarpe, ha indetto una conferenza stampa per non comunicare niente! Non ha detto quanti soldi impegnerà anno per anno (dal 2015 fino al 2019): avremmo voluto sapere quanti dei 1500 milioni di euro previsti per la S.S.106 saranno impegnati da Anas Spa nel 2016, nel 2017, nel 2018 e nel 2019! Avremmo voluto capire se i 970 milioni già disponibili per il 3° Megalotto della S.S.106 sono compresi in questi 1500 milioni di euro oppure sono un’altra cosa! Avremmo voluto sapere se questi 1500 milioni di euro saranno impiegati per iniziare l’ammodernamento della S.S.106 nella nostra regione oppure se, invece, intende investirli per la pulizia dell’erbetta al bordo di una strada che in Calabria si estende per 415 chilometri.

Quello che però non è stato detto nella conferenza stampa e che nel CIPE del 6 agosto scorso il Governo ha deciso di realizzare il 3° lotto costruttivo dell’opera ferroviaria del “Terzo valico dei Giovi”, con un costo di 607 milioni di euro in Liguria; di assegnare circa 76 milioni di euro per i porti di Genova, Trieste e La Spezia; di destinare al collegamento autostradale Bre.Be.Mi 260 milioni di euro; di approvare il progetto definitivo del collegamento ferroviario Arcisate-Stabio (in Lombardia), del costo aggiornato di 261 milioni di euro e che nel CIPE del 16 ottobre ha determinato la Copertura finanziaria del concorso al risanamento della finanza pubblica della Regione Sicilia e la Riqualificazione dei Porti di Bari; mentre è sempre rimasto fuori l’ammodernamento del 3° Megalotto della S.S.106 nonostante l’iter procedurale era concluso già al 30 luglio con il parere favorevole (e peraltro non vincolante), del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici.

In buona sostanza, per restare alla S.S.106, accade ciò che Armani aveva già da tempo anticipato in una intervista sul numero 42 del 2015 dell’Espresso quando disse che sulla “strada della morte” l’intendo è quello di “mettere in sicurezza con la manutenzione straordinaria i tratti che hanno più bisogno”. Quindi si passa dall’eliminazione dell’ammodernamento del 3° Megalotto della S.S.106 che avrebbe collegato Sibari a Roseto ed avrebbe finalmente sancito l’inizio della Nuova S.S.106 in Calabria già ultimata e presente in Puglia ed in Basilicata all’ennesima rovinosa e disastrosa distribuzione a pioggia di denari che forse serviranno a “tappare” le falle di una arteria viaria che versa in uno stato comatoso da ormai circa un secolo.

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” pertanto evidenzia le responsabilità di una azienda, l’Anas Spa, che da oggi ha scelto di non realizzare il 3° Megalotto della S.S.106 insieme ad un Governo che ha da sempre dimostrato nei fatti una volontà politica chiara nel non voler iniziare in Calabria la Nuova S.S.106; l’incapacità e la mancanza di peso politico di tutti i rappresentanti politici calabresi che, a tutti i livelli, non sono riusciti ad ottenere infrastrutture che, invece, altre regioni hanno ottenuto; l’immobilismo ed il silenzio di quegli amministratori locali che davanti all’ennesimo scippo invece di intraprendere azioni eclatanti hanno scelto il silenzio.

Ricorderemo tutto ciò quando sulla “strada della morte” sarà purtroppo versato altro sangue per l’irresponsabilità, il menefreghismo e l’incompetenza di questi signori!

mercoledì 25 novembre 2015

Presentato a Terranova da Sibari “Chi è Stato?”, il libro sulla famigerata S.S.106




Si è svolta ieri a Terranova da Sibari la presentazione del libro denuncia “Chi è Stato?” di Fabio Pugliese organizzata dal Movimento Civico “Io, Artefice del mio futuro” con la collaborazione dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ed il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Terranova da Sibari.

L’incontro, che si è svolto nella Sala Consiliare ed ha visto la partecipazione attiva delle scuole medie, è stato egregiamente coordinato dal Prof. Francesco Cassiano ed ha registrato, dopo i saluti del Sindaco di Terranova da Sibari Luigi Lirangi, gli interventi di Fernando Romeo (presidente “Io Artefice del mio futuro”), Simona Di Stasi (Assessore alle Pubblica Istruzione e Cultura), Gennaro De Biasi (Titolare Scuola guida “Genny”), e Fabio Pugliese (autore del libro e presidente dell’Ass. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”).

Interessanti gli spunti emersi dall’iniziativa che ha coinvolto i giovani studenti delle scuole medie i quali hanno avuto modo di leggere i propri interventi sul tema della sicurezza stradale, della mortalità e dell’incidentalità stradale.

Pugliese nella sua presentazione del libro “Chi è Stato?” ha lungamente parlato soprattutto ai ragazzi invitandoli a leggere il libro (è gratuito e si può scaricare da internet dal sito www.chiestato.it), ricordando loro quanto sia necessario guidare con prudenza e nel rispetto del codice della strada su tutte le arterie viarie della nostra regione e, soprattutto, sulla “strada della morte”.

“Anche a Terranova da Sibari – ha esordito Pugliese – abbiamo avuto vittime sulla “strada della morte”, io oggi sono venuto qui per ricordarle insieme a voi e per dirvi che il mio ruolo, oggi, è quello di farvi riflettere sulla possibilità che anche in questo comune in futuro nessuno possa mai più perdere la vita sulla famigerata “strada della morte”.

Pugliese, infine, ha ringraziato “il Movimento Civico “Io Arteficie del mio futuro, l’Amministrazione Comunale di Terranova da Sibari e tutti gli intervenuti poiché non sono molti coloro i quali organizzano, favoriscono e partecipano ad iniziative che puntano a evidenziare, approfondire e sottolineare i temi legali alla S.S.106, alla mortalità ed all’incidentalità ed alla sicurezza stradale.

lunedì 23 novembre 2015

Petizione contro i Tutor con limite di velocità a 60 Km orari: invitiamo tutti all’adesione




Nelle scorse settimane l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” è stata l’unica e la sola ad intervenire sulla stampa entrando nel merito dell’iniziativa del Comune di Cariati d’installare e rendere operativo un Turor per il rilevamento della velocità sulla S.S.106 tra il chilometro 305 ed il chilometro 306 all’interno del proprio territorio comunale.

In quella nota argomentavamo le ragioni per le quali, a nostro giudizio, l’intervento punta squisitamente a fare casse e non, invece, a ridurre l’incidentalità e mortalità stradale nell’ambito di un tratto di S.S.106 dove è già stato effettuato un intervento di sicurezza stradale da circa un anno con un restringimento della carreggiata, dovuto all’adozione dei nuovi guard rail a norma, che di fatto, costringono gli automobilisti a diminuire la velocità in quel tratto.

L’Associazione, evidenziava inoltre, la propria contrarietà non solo rispetto al limite di velocità del Tutor di Cariati ma anche rispetto a quello già esistente da anni di Crosia: gli unici due comuni che nello jonio cosentino hanno adottato questo strumento con un limite di velocità fissato a 60 Km ma anche gli unici a versare in condizioni economiche estremamente complicate (sono rispettivamente in Pre-Dissesto Economico).

Abbiamo descritto quanto tutto ciò costringe gli automobilisti e, soprattutto i turisti, a viaggiare in una sorta di terno a lotto per evitare multe e verbali tra autovelox mobili e spesso imboscati, posti di blocco, Tutor a Cariati ed a Crosia. Invischiati tra limiti di 60 chilometri l’ora, gli automobilisti debbono anche decifrare, o conoscere, qual è il sistema di rilevamento e la sua funzionalità ed alla fine invitavamo tutte le forze sociali e sindacali, le associazioni, le forze politiche ed i cittadini del territorio e le silenti associazioni in difesa dei consumatori ad unirsi a noi in una battaglia di civiltà e giustizia che restituisca al territorio un diritto alla mobilità più giusto ed, insieme, una corretta ed efficace messa in sicurezza della S.S.106.

Non avendo ricevuto nessun riscontro intendiamo avviare una Petizione da inviare al Capo Compartimento dell’Anas Spa della Calabria ed al Signor Prefetto di Cosenza ai quali chiediamo di mantenere vive le installazioni dei Tutor atteso che la Nostra Associazione non è assolutamente contraria (anzi!), ma di provvedere all’adeguamento di un più consono limite di velocità: riteniamo che a Crosia ed a Cariati possa andar bene 80Km. Tale limite, infatti, risulterebbe un ottimo compromesso tra l’indecenza dei 60 chilometri orari che servono, appunto, ai comuni per fare cassa ed una velocità più alta che, a nostro giudizio, aumenterebbe, nei tratti considerati, l’incidentalità e la mortalità.

Pertanto, l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” invita le forze sociali, i sindacati, le forze politiche del territorio, le associazioni, ecc. ad esprimere la loro adesione convinta alla Nostra proposta di Petizione e, soprattutto, la loro disponibilità ad attivarsi insieme a noi per una raccolta firme utile a far capire alle Istituzioni preposte che è necessario unire alla sicurezza stradale anche un po’ di buon senso e di ragionevolezza.

Aspettiamo adesioni pubbliche per l’organizzazione e l’avvio della raccolta firme su tutto il territorio. Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Associazione all’indirizzo: info@bastavittime106.it

mercoledì 18 novembre 2015

Senza la Nuova S.S.106 più emigrazione, spopolamento, disoccupazione, povertà e sottosviluppo





L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” invia l’articolo dal titolo “La Calabria che verrà senza più la Nuova S.S.106” scritto dal presidente Ing. Fabio Pugliese e pubblicato dal settimanale “L’Eco dello Jonio”. L’articolo nasce dall’incrocio tra i dati Istat sull’emigrazione interna, il rapporto dell’ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo) del 2015 ed i dati del Rapporto Svimez del 2015 ed ambisce ad indicare quella che sarà la prospettiva dell’alto jonio cosentino (che comunque non divergono dalle prospettive dell’intera regione), per i prossimi 15 anni.

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La Calabria nel 2015: Le strade sono sempre state sinonimo di civiltà, progresso ed economia florida. La Calabria ed alcuni calabresi (cittadini ma, spesso, anche politici), non possono pensare di fare un turismo degno di questo nome senza creare infrastrutture stradali, portuali ed aeroportuali. La strada si deve fare! Si deve fare per il lavoro che manca e che ora potrebbe ripartire. I comuni dell’alto jonio avranno 30 milioni di euro da spendere in opere compensative, manodopera della zona, possibilità di crescita per le imprese locali, ecc…
La Calabria nei primi mesi del 2016: È ufficiale: abbiamo perso un'opera nevralgica per lo sviluppo economico, turistico, socio-culturale della zona. E poi ci lamentiamo che non c è economia e lavoro. C’è almeno una buona notizia: abbiamo salvato i "pianori" (nonostante il tracciato passasse in 7 Km di galleria).
La Calabria nel 2025: Le prime pagine dei quotidiani locali sono dedicate alla devastante alluvione avvenuta nell’alto jonio cosentino. Oltre 600 millimetri d’acqua hanno dato vita ad una azione dirompente del mare e dei fiumi: spazzata via in diversi punti la linea ferroviaria e la strada Statale 106. Sembra di essere tornati all’ottobre 2015 quando una precipitazione analoga colpì la locride. Il sindaco di Amendolara (città più colpita), dichiara: “una sola nota positiva. Per fortuna non abbiamo costruito la nuova S.S.106 raddoppiando l’esistente altrimenti ora sarebbe in mare”.
La Calabria nel 2030: Interessante lo speciale della RAI andato in onda ieri sera sul primo canale e dedicato all’alto jonio cosentino. È un miracolo: finalmente i media nazionali si occupano di noi e parlano di ciò che oggi c’è in questa fetta di Calabria. Ho ascoltato con attenzione le parole del sindaco di Trebisacce: “l'emigrazione giovanile, in questa area, ha ormai raggiunto il 90%; l’ospedale di Trebisacce è definitivamente chiuso ma, almeno grazia alla nostra amministrazione, sono state confermate le uniche tre fermate dei treni nella nostra stazione (chissà ancora per quanto!), e siamo l’unico comune ad avere ancora un ufficio postale attivo tutto l’anno e non solo nella stagione estiva. Inoltre le nostre scuole hanno perso tre classi ma per fortuna resta vivo il plesso scolastico anche se tutto ciò che oggi c'è, domani rischia fortemente di non esserci più e la colpa, non c’è dubbio, non è nostra ma di chi ci ha preceduti”.
Avremmo dovuto puntare sul turismo di buona qualità - aggiunge il sindaco di Roseto Capo Spulico – che da noi non cresce anche per via della carente rete infrastrutturale mentre cresce a dismisura nelle regioni vicine. L’eccellenza a Castellaneta (Puglia), e poi a Policoro e Scanzano (Basilicata), dove ogni anno si registrano maggiori presenze turistiche anche di provenienza internazionale mentre da noi, anche per l’assenza di ferrovie e strade non solo non arriva più nulla da anni ma quello che abbiamo ogni anni continua a diminuire: segno evidente che anche il turismo cede il passo...”.
Eloquente anche l’intervista al dirigente dell’istituto omnicomprensivo: “l’alto jonio negli ultimi 5 anni ha perso 5 comuni nelle aree interne, ha un’età media per abitanti tra le più alte d’Italia e gli ultimi giovani sopravvissuti, quelli che quest’anno vanno per la maturità, appena conseguiranno il diploma andranno via per non ritornare mai più se non per qualche periodo dell’anno: le vacanze per le feste comandate e qualche giorno ad agosto fino a quando qui resteranno in vita i genitori. Credo di poter dire, che tra altri 5 anni, sarà difficile per le nostre scuole poter resistere in una terra di vecchi dove non nascono più giovani.”.

Il servizio della TV si chiude con una immagine eloquente: un sindacalista che urla e protesta con quattro vecchi in piazza Rinaldo Chidichimo, mentre il sindaco del M5S viene rimproverato per non aver rimesso la fascia nelle mani del Prefetto dai propri cittadini-attivisti (tutti uguali questi: una volta conquistata la sedia non la mollano e si dimenticano degli impegni presi!), e poco distante un deputato del Pd avanza promesse, rasserena tutti e dice “devo scappare a Roma” mentre sulla strada, un bambino, osserva un cippo funereo che ricorda una vittima della S.S.106: aveva 15 anni ed era uno dei tantissimi turisti di Ferrara.

martedì 17 novembre 2015

II° Rapporto sull’incidentalità e la mortalità stradale: Calabria e S.S.106 maglia nera d’Italia.




Nel 2014, secondo il rapporto ACI-ISTAT presentato a Roma il 3 Novembre, si sono registrati in Italia 177.031 incidenti stradali che hanno causato la morte di 3.381 persone ed il ferimento di 257.147. Rispetto al 2013, il numero di incidenti in Italia è diminuito del 2,5% con una flessione dello 0,6% del numero di morti ed un aumentato del 16% dei feriti gravi. Il costo sociale dei sinistri stradali è stato di circa 18 miliardi di euro. La fascia di età più a rischio resta sempre quella dei giovani tra 20 e 24 anni con 268 vittime, ma aumentano i decessi tra gli over 75 che fanno registrare un +11,1%.

Dall’analisi del medesimo rapporto emerge che sono state 101 le vittime della strada in Calabria nel 2014. Esse fanno rilevare un indice di mortalità stradale di 3,8 decessi ogni 100 sinistri, in leggero aumento rispetto al 2013 con 3,5 decessi; pari al doppio della media nazionale (1,91%). Il numero totale degli incidenti sulle strade Calabresi è pari a 2.659 che hanno provocato 4.428 feriti.

In Calabria, rispetto al 2010, anno di riferimento dell’obiettivo ONU per il dimezzamento del numero di vittime sulla strada, si è avuta una diminuzione del 27% del numero di morti. Le strade calabresi con il più alto indice di mortalità (7,14 ogni 100 sinistri) sono le Strade Comunali Extraurbane, seguite dalle Statali (6,4) e dalle Provinciali (6,64).

Nel 2014, rimane pressoché invariato il numero di vittime nella provincia di Cosenza con ben 42 morti, seguita da Reggio 24, Crotone 14, Catanzaro 11 e Vibo Valentia 10. Negli ultimi 5 anni la Provincia di Cosenza non è mai andata al di sotto delle 40 vittime per incidente stradale. Dei 42 decessi in provincia di Cosenza, 7 sono quelli dovuti ad incidenti avvenuti sulla Strada Statale 18 e 6 sulla Strada Statale 106.

La S.S. 106 rimane l’arteria che fa registrare il numero più alto di incidenti con danni alle persone, ben 345 nel 2014, che hanno provocato 14 morti e 672 feriti. Entrando nel dettaglio dello studio eseguito sulla “strada della morte”, emerge che tra le province calabresi che attraversa, quella di Crotone presenta il più alto indice di mortalità (8,5 decessi ogni 100 incidenti), seguita da Cosenza (8,1), Catanzaro (2,4) e Reggio Calabria (1,4). Corigliano risulta essere il comune con il più alto numero di incidenti (30) e feriti (75).

Tra tutti, il dato più allarmante, è il seguente: il 44% degli incidenti avviene con uno scontro frontale-laterale, senza dubbio riconducibile agli innumerevoli accessi lungo l’infrastruttura o da uno scontro frontale-laterale che provoca l’80% degli incidenti mortali.

Nell’anno 2014 la SS106 in provincia di Cosenza ha registrato un numero totale di incidenti stradali pari a 89. Tra questi abbiamo avuto 6 incidenti mortali che hanno provocato 6 vittime, 52 incidenti con feriti che hanno provocato 131 feriti e 31 incidenti che hanno provocato danni a cose.

Rispetto all’anno precedente nel 2014 si ha avuto una leggera diminuzione del numero di incidenti stradali pari a solo 2 incidenti (-2,2%), più rilevante, invece, il dato sugli incidenti mortali che sono pari all’anno precedente, con un aumento del numero di incidenti con danni a cose che cresce dell’82,4%.

I mesi dell’anno più critici perché presentano gli indici di mortalità e gravità con valori notevolmente alti sono: Agosto e Dicembre, invece per l’indice di lesività è Ottobre.

Considerando la data dei sinistri, si possono analizzare i giorni della settimana in cui si registra il più alto numero di incidenti stradali, essi risultano essere il Mercoledì e la Domenica.

Il Costo sociale medio per incidente mortale rappresenta il danno economico subito dalla società, e derivante dall’evento incidente stradale mortale. Si tratta della quantificazione economica degli oneri principali che a diverso titolo gravano sulla società italiana per un incidente mortale. Dai calcoli effettuati si osserva che il numero di incidenti avvenuti nel 2014 ha causato alla comunità un costo sociale che ammonta all’incirca a 15,5 milioni di euro.

Analizzando i tratti con maggior numero di incidenti risulta evidente che i “punti critici” sulla S.S.106 nella provincia di Cosenza li abbiamo:
 dal km 12 al km 16 che è localizzato nel tratto stradale del comune di Corigliano Calabro;
 dal km 5 al km 6 che riguarda un tratto nel comune di Rossano Calabro;
 dal km 23 al km 25 che comprende il comune di Cassano allo Ionio.

venerdì 13 novembre 2015

Giustizia per Franco Nisticò eroico presidente del Comitato per la S.S.106




L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” apprende con grande soddisfazione il dispositivo della sentenza relativa al processo per la morte del compianto Franco Nisticò, eroe calabrese ed indimenticato Presidente del primo Comitato per la S.S.106 in Calabria, ma anche di ex Sindaco di Badolato (CZ). L’Associazione abbraccia idealmente la Famiglia Nisticò e gioisce insieme a loro per una sentenza che finalmente ridà giustizia ad una delle vicende più tristi della storia della Calabria dopo una lunga fase processuale durata quasi 5 anni.

Rimaniamo addolorati solo per aver dovuto constatare che il Tribunale di Reggio Calabria ha riconosciuto l’impianto accusatorio e, quindi, ha confermato che Franco Nisticò, un uomo che ha trascorso la vita a lottare per l’interesse generale di tutti i cittadini calabresi, è deceduto per colpa dell’incomprensibile rifiuto di un operatore sanitario – oggi condannato per delitto colposo – che avrebbe potuto salvargli la vita semplicemente adoperandosi al meglio nel fare il suo dovere al quale però è venuto meno nonostante fosse stato tempestivamente e ripetutamente sollecitato da un Vigile Urbano.

Questa vicenda non può lasciarci indifferenti: Franco Nisticò, conosciuto da tutti per la passione politica e per le battaglie combattute in favore dell’ammodernamento e della messa in sicurezza della S.S.106 e dei diritti e dei bisogni delle popolazioni del Sud è deceduto per colpa di quella che notoriamente è vista dall’opinione pubblica come “la Calabria peggiore”. Fatta di superficialità, di irresponsabilità e, molto spesso, di sofferenza nei confronti del proprio lavoro.

Resta, infine, il rammarico per ciò che Franco Nisticò avrebbe potuto dire e dare oggi alla Calabria ed a chi – come noi – lotta per una nuova e sicura S.S.106, quali considerazioni e riflessioni avrebbe espresso sulle condizioni in cui versa oggi la strada Statale 106 nella locride e nel resto della Calabria jonica e, soprattutto, quale manifestazione avrebbe suggerito di organizzare per far capire al Governo Renzi che il Ponte sullo Stretto non serve perché nella nostra regione abbiamo priorità infrastrutturali più urgenti.  

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ricorda con commozione Franco Nisticò, esulta per una sentenza che da giustizia anche a chi, come noi, sente di aver perso il più valido e preparato punto di riferimento nelle battaglie per una S.S.106 diversa e migliore e conferma la massima stima ed il rispetto più assoluto per l’operato di un uomo che ha condotto una battaglia dura ma necessaria creando le condizioni necessarie affinché anche altri oggi potessero continuare il suo percorso nel suo esempio.

giovedì 12 novembre 2015

Basta Vittime Sulla Strada Statale 106: al Movimento 5 sberle




Non accettiamo che i diversi Meetup del Movimento 5 Stelle diano lezione in materia di confronto civile e propositivo mentre l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” è quella che “offende ed insulta” perché nei fatti avviene esattamente il contrario atteso che sia il nostro sodalizio che il presidente (quest’ultimo sul piano squisitamente personale), ed, insieme, tutto ciò che riteniamo di rappresentare, sono ormai da diversi giorni oggetto di critiche ed insulti che sono sulla linea sottile della querela.

Ovviamente il senso altamente democratico della Nostra Associazione ci impone di evitare di rivolgerci alla Procura della Repubblica per queste ragioni: perché normalmente agli organi di giustizia ci rivolgiamo per fatti ben più importanti e che riguardano la tutela dei diritti del cittadino.

Siamo convinti che il problema vero del M5S è semplicemente e squisitamente politico: sono ormai drammaticamente contrari ad una Associazione che non solo ha fatto della Campagna “NO S.S.106 – No VOTO!” una propria bandiera ma che conta ad oggi oltre 5.000 adesioni e continua imperterrita a crescere di numero.

Così come siamo convinti che fa male al M5S la verità che l’Associazione ha semplicemente dichiarato informando come sempre e bene i cittadini spiegando loro che il Signor Cioffi (parlamentare penta stellato), ha preso posizioni nettamente contrarie al 3° Megalotto in Commissione Trasporti e Lavori Pubblici mentre la Signora Laura Ferrara ha addirittura ammesso che il M5S non ha mai “preso posizione” su una infrastruttura per la quale invece avremmo voluto che proprio questo partito, che si dice diverso, avrebbe intrapreso una battaglia di civiltà, di progresso e di buon senso prima ancora che politica.

Sorvoliamo, infine, sull’incapacità degli autorevoli Meetup del territorio di ricevere una critica – soprattutto quando essa è evidentemente fondata – a differenza di altre forze politiche che Blog e comunicati alla mano di critiche dalla Nostra Associazione ne hanno subite di più e con più costanza: restiamo impalliditi dalle reazioni così violente nei confronti della Nostra Associazione da parte di chi sostiene di essere a favore del cittadino e nel mentre, sul tema della S.S.106, non ha assolutamente mai fatto nulla di concreto proprio per difendere i diritti e gli interessi dei cittadini.

A tal proposito l’Associazione intende esprimere solidarietà e rispetto al Presidente Ing. Fabio Pugliese per le critiche e le offese ricevute dagli “attivisti” del Movimento 5 Stelle (alcune delle quali riportiamo in allegato), ai quali ricordiamo che senza le azioni, l’impegno ed i fatti concreti di quest’uomo, dell’Associazione che presiede e di tutti gli iscritti la strada Statale 106 non sarebbe, oggi, oggetto di lavori di messa in sicurezza (rotatorie, allargamenti, ponti, guard-rail, ecc.), e più in generale in uno stato di interventi diffusi in più parti ed in diverse province dopo 50 anni di immobilismo e di silenzio.