La "strada della morte" in Calabria...

La S.S. 106 in calabrese, dal '96 ad oggi con oltre 600 vittime e circa 24.000 feriti costituisce la più grande strage di Stato dell'Italia repubblicana.

Una strada rimasta ferma nel passato.

La strada Statale 106 ionica è stata concepita negli '20 dal fascismo: da allora è rimasta grosso modo invariata!

Sui guard-rail cippi funerei ovunque!

Come un ricordo indelebile che non si può scordare, come un monito a chi resta affinchè qualcosa possa cambiare!

Una strada che impedisce il progresso.

Sulla strada dello sviluppo la S.S. 106 da sempre costituisce per la Calabria un divieto, un impedimento!

Onorare la memoria delle vittime...

L'Ammodernamento della S.S. 106 in Calabria mai come oggi è necessario soprattutto per onorare la memoria delle tante, troppe vittime...

martedì 10 novembre 2015

La Signora Laura Ferrara del M5S conferma le responsabilità del suo partito




In riferimento all’ultimo comunicato stampa della Signora Laura Ferrara preciso che firmo i comunicati che scrivo senza problemi (esattamente come in questo caso).

Allo stesso modo l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, che non riceve alcuna paga per l’impegno che spende in favore dei cittadini e pratica il volontariato, firma i propri comunicati e pertanto merita rispetto.

La Signora Laura Ferrara mente quando afferma – da donna di Partito – che il Movimento 5 Stelle “non ha mai preso posizione” sul 3° Megalotto della S.S.106. Basterebbero, infatti, gli interventi pubblici (peraltro presenti sul web), del parlamentare penta stellato Cioffi anche componente della Commissione Trasporti per smentirla clamorosamente atteso che lo stesso per nome e per conto del partito/movimento politico cui appartiene ha preso posizioni nettamente contrarie all’opera.

Ovviamente assumo per vere le affermazioni della Signora Laura Ferrara: ciò al fine di poter affermare che se il Pd (e non solo), con i suoi parlamentari a Roma è stato tra i maggiori responsabili della ormai definita e clamorosa fine dell’ammodernamento della “strada della morte” nell’alto jonio in questo, disastroso risultato, ha anche e certamente le sue profonde responsabilità il maggior partito di Opposizione che per le stesse affermazioni della Signora Ferrara, appunto, “non hanno mai preso posizione”.



Fabio Pugliese
Presidente dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale”

lunedì 9 novembre 2015

3° Megalotto della S.S.106: sconfitta devastante per la Calabria, con questo Pd era inevitabile



È ormai chiaramente delineato il quadro drammatico con il quale il Presidente dell’Anas Spa (nominato da Renzi in persona), ha deciso ed attuato con intelligenza e cinismo la fine del progetto del 3° Megalotto della S.S.106 nell’alto jonio. Il neo presidente amministratore dell’Anas Spa Gian Vittorio Armani, “telecomandato” dal Presidente del Consiglio in persona, ha infatti ormai deciso che essendo disponibili sull’opera solo 960 milioni di euro dei 1.460 necessari si dovrà realizzare un nuovo progetto che sia in linea con le risorse attuali.

Ovviamente questa è pura fantascienza. È evidente che una riprogettazione costerebbe almeno 6 anni, la riapertura della conferenza dei servizi e, soprattutto, sancirebbe la definitiva soppressione di un’opera i cui fondi attualmente disponibili (960 milioni), non solo sono già pronti da tempo ma da tempo sono pronti a finire in parte in altre opere del Nord Italia ed in parte nelle tasche del contrante generale Astaldi-Impregiro che senza fare nulla incasserebbe per la legge obiettivo la grassa penale di un bando vinto e mai realizzato.

A tal proposito l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” intende ricordare che nel 2013 proprio il contraente Generale Astaldi-Impregiro presentò ad Anas Spa un progetto per la nuova S.S.106 nell’alto jonio di 1.060 milioni di euro. Solo 100 milioni di euro più costosa dei fondi attualmente disponibili.

A seguito della presentazione del progetto e della successiva pubblicazione online sul sito web del Ministero all’Ambiente sullo stesso pervenivano delle osservazioni che furono denunciale solo e soltanto dalla Nostra Associazione che chiarì come esse fossero strumentali. Il 100% delle osservazioni, infatti, presentavano al massimo 5 formati, gli stessi ed identici contenuti ed, inoltre, pervenivano al 73% da persone non residenti e non aventi proprietà nell’alto jonio e, come se non bastasse, di questi il 68% erano tutti turisti di Ferrara.

Tali osservazioni – sulla quale dovrebbe indagare la procura della repubblica come ha giustamente proposto il segretario della CGIL Angelo Sposato nella conferenza stampa di venerdì 6 novembre a Roseto – hanno avuto il “merito” di far aumentare i costi dell’opera che da 1.060 milioni è passata a 1.460.

Se il Governo Renzi che “manovra i fili” dell’Anas Spa e di Gian Vittorio Armani avesse davvero una volontà politica chiara nel voler ammodernare il 3° Megalotto della S.S.106 avrebbe inserito nella legge di Stabilità presentata a suon di trombe neanche 15 giorni fa inserito i 500 milioni che mancano per l’opera. Oppure avrebbe più semplicemente imposto ad Anas Spa di realizzare il primo progetto presentato da 1.060 milioni di euro. O più semplicemente avrebbe imposto ad Anas Spa il rispetto delle regole e, quindi, l’avvio immediato dei cantieri per un’opera che ha già il finanziamento del primo stralcio e che è stata approvata da tutti gli Enti coinvolti nell’ambito di una Conferenza dei Servizi conclusa il 28 luglio del 2014 e, soprattutto, di un iter procedurale definitivamente concluso addirittura con il parere favorevole (e non vincolante), del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Tutto ciò, invece, non è avvenuto.

Queste le ragioni per la quali l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ritiene che questo risultato – per come è maturato – non può che essere addebitato alla politica calabrese. Un tempo avevamo Mancini e Misasi ma oggi, a Roma, c’è davvero il nulla. Anche per questo riteniamo che un risultato di questa portata sancisce la devastante sconfitta di tutti i rappresentanti parlamentari a Roma (sempre troppo litigiosi e divisi e poco disponibili a fare squadra per difendere gli interessi generali della Calabria) ed in particolare quelli di maggioranza; del Pd calabrese inebetito dalle diatribe interne a tal punto da non riuscire ad affrontare con determinazione e serietà i problemi più importanti della Calabria ed incapace, inoltre, di dire anche una sola parola sulla S.S.106 lasciando a Nicodemo Oliverio ed a Stefania Covello la possibilità di aver promosso contro il progetto una interrogazione firmata insieme ad Ermete Realacci; della Regione Calabria che pur avendo un Presidente Oliverio che si è battuto per ottenere l’opera per come ha potuto deve rassegnarsi alla più colossale sconfitta nella storia registrata fino ad oggi da una amministrazione regionale in Calabria anche per profonde e marcate responsabilità additabili esclusivamente ai rappresentanti del Pd a Roma.

sabato 7 novembre 2015

Sul cadavere della Nuova S.S.106 nell’alto jonio, gli avvoltoi del Movimento 5 Stelle




Il dibattito di mercoledì pomeriggio a Trebisacce voluto fortemente dall’europarlamentare calabrese del M5S Laura Ferrara con l’intendo di aprire un dibattito con quanti non vogliono l’attuale progetto della S.S.106 e che a differenza dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” sono stati invitati ha prodotto il risultato voluto: una serie di castronerie prive di alcuno studio serio ed attendibile dove – slide e grafici alla mano – si dimostra che un nuovo progetto che prevede il raddoppio della S.S.106 esistente nell’alto jonio è meno costosa ed ha un minor impatto ambientale.

L’europarlamentare del nulla – perché oltre a non sapere di cosa parla non ha ottenuto nulla per la Calabria evidenziando nel caso specifico superficialità, impreparazione e pressapochismo – dovrebbe sapere almeno tre cose che purtroppo ignora:

La prima: il progetto che lei vorrebbe far approvare ai cittadini è già stato approvato dai Comuni (ovvero dai sindaci che rappresentano la maggioranza dei cittadini residenti nell’alto jonio cosentino), dal Governo regionale (che rappresenta la maggioranza eletta dai cittadini Calabresi atteso che l’opera NON è assolutamente d’interesse territoriale), e dai ministeri dell’Ambiente, dei Beni culturali e delle Infrastrutture. Quindi un progetto approvato da tutti già c’è!

La seconda: è stato ampiamente dimostrato dal proponente che è Anas Spa che il raddoppio dell’esistente è molto più costoso della realizzazione di un tracciato ex-novo atteso che il raddoppio dell’esistente implica costi di distruzione, smaltimento ed esproprio estremamente onerosi.

La terza: non serve il genio della lampada per capire che sul piano dell’impatto ambientale il raddoppio del tracciato esistente rappresenterebbe una catastrofe. Perché se da un lato avremmo diverse abitazioni con un balcone che affaccia sulle quattro corsie della nuova S.S.106 dall’altra – come l’alluvione dei giorni scorsi a Locri ci ha insegnato – avremmo una nuova infrastruttura soggetta alla distruzione dei fiumi e del mare. Mentre – sempre nella locride – la Nuova S.S.106 che la Ferrara ignora, non ha subito neanche un danno perché è stata opportunamente costruita in collina esattamente come si voleva costruire la nuova S.S.106 nell’alto jonio.

Tuttavia, ciò che colpisce l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” non è solo l’incapacità politica, l’impreparazione e la totale superficialità con cui l’eurodeputata del nulla del M5S parla della nuova S.S.106 ma il fatto che il movimento politico che rappresenta si appiattisce sulle posizioni di chi non vuole l’opera nell’alto jonio e finge, invece, di volerla sostenendo che però ne serve una diversa che prevede il raddoppio della S.S.106 esistente: stiamo parlando di quei potentati che pur di non far avviare l’opera hanno fatto di tutto non escludendo di inviare sul progetto delle osservazioni al Progetto Definitivo dove emergeva che la somma dei “cittadini interessati alla tutela del territorio” con i “turisti” è pari al 73% e di queste ben il 67%  arrivano da Ferrara e Provincia mentre i Format del 100% delle osservazioni erano riassumibili in tutto in 5 tipologie.

Roba non solo da far “accapponare la pelle” ma grave a tal punto che il segretario della CIGL Sposato ha giustamente sostenuto nella conferenza stampa di venerdì che su questi fatti che hanno determinato la fine della realizzazione della S.S.106 (altro che “si va verso la revisione del progetto!”), dovrà esprimersi la procura della repubblica che potrebbe certamente ascoltare i turisti di Ferrara per capire se veramente hanno scritto quelle osservazioni e, soprattutto, potrebbero ascoltare l’eurodeputata del nulla per capire se parla di un progetto che conosce e che ha studiato oppure se, invece, discute di un’opera importantissima senza però conoscerne…..nulla!

giovedì 5 novembre 2015

Invitiamo pubblicamente il territorio ad aprire una lotta civile e giusta contro i Tutor




L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ritiene doveroso entrare nel merito dell’iniziativa del Comune di Cariati d’installare e rendere operativo un Turor per il rilevamento della velocità sulla S.S.106 tra il chilometro 305 ed il chilometro 306 all’interno del proprio territorio comunale.

Abbiamo appreso che l’intervento nasce dal legittimo tentativo dell’Amministrazione Comunale di Cariati di attenuare l’incidentalità e la mortalità atteso che – come ci viene riferito dallo stesso Ente – dal 2008 al 2012 (in cinque anni), nel tratto di “strada della morte” considerato abbiamo avuto: 52 incidenti con feriti e di questi 3 mortali. Inoltre, si rende necessario ordinare attraverso il controllo elettronico della velocità la viabilità in quanto è stata rilevata una velocità superiore a quella consentita dalla segnaletica imposta dall’ANAS, oltre ai sorpassi azzardati nei tratti con strisce continue.

È bene sottolineare che i dati riportati dall’Amministrazione Comunale di Cariati relativi all’incidentalità e la mortalità nel tratto di strada oggetto dell’installazione del Tutor non sono così distanti dai dati degli altri chilometri della S.S.106 in Calabria che, proprio per questa ragione, è tristemente nota come “la strada della morte” ed in più da cinque anni detiene il triste primato di strada più pericolosa d’Italia (Istat). Motivo per cui non capiamo le ragioni per le quali tutti i Comuni della jonica calabrese non installano un Tutor.

Vogliamo ricordare, inoltre, che il tratto di strada rettilineo da oggi soggetto a rilevazione del Tutor è stato oggetto di un intervento da parte di Anas Spa che un anno fa mediante l’installazione dei nuovi guard-rail ed il restringimento della carreggiata hanno indotto gli automobilisti – peraltro già da mesi – ad abbassare la velocità per evidenti ragioni di sicurezza determinando – fino a prova contraria – una totale riduzione dei sinistri.

Proprio quest’ultima considerazione insieme al limite di velocità imposto per il controllo di velocità che riteniamo troppo basso e, quindi, inaccettabile ci spinge ad avere seri dubbi circa il vero intendo dell’Amministrazione Comunale di Cariati ed, inoltre, ci permette di svolgere una riflessione circa le difficoltà che i cittadini tutti che usufruiscono della S.S.106 nel nostro territorio sono costretti a dover tollerare.

Il vero intendo dell’Ente, a nostro avviso, è certamente quello di fare cassa unendo l’utile (sicurezza stradale), al dilettevole: soldi freschi per le casse comunali che peraltro molto spesso non sono utilizzati come prescrive la legge ma vengono impiegati in altri modi. Non a caso gli unici comuni sulla fascia jonica cosentina che hanno impiegato il Tutor sono Trebisacce con un limite di 90 chilometri orari e poi Crosia e Cariati con un limite di 60 chilometri orari (questi ultimi due comuni sono rispettivamente in Pre-Dissesto Economico il primo ed il secondo ha una in itinere una procedura di Pre-Dissesto Economico da tre anni peraltro già oggetto addirittura di una interrogazione parlamentare).

In questo contesto gli automobilisti sono costretti a viaggiare in una sorta di terno a lotto per evitare multe e verbali tra autovelox mobili e spesso imboscati, posti di blocco, Tutor a Cariati ed a Crosia. Invischiati tra limiti di 60 chilometri l’ora, gli automobilisti debbono anche decifrare, o conoscere, qual è il sistema di rilevamento e la sua funzionalità.

Per questa ragione l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” intende lanciare una proposta chiara: eliminazione dei Tutor oppure, in alternativa, il mantenimento di questi apparecchi ma a patto che il limite di velocità sia fissato a 90 chilometri orari. Sulla nostra proposta, inoltre, invitiamo pubblicamente tutte le forze sociali e sindacali, le associazioni, le forze politiche ed i cittadini del territorio e le silenti associazioni in difesa dei consumatori ad unirsi a noi in una battaglia di civiltà e giustizia che restituisca al territorio un diritto alla mobilità più giusto ed, insieme, una corretta ed efficace messa in sicurezza della S.S.106.

mercoledì 4 novembre 2015

Questo è, nei fatti, lo Stato Italiano Assassino che uccide i calabresi sulla S.S.106




Il Pre-CIPE di ieri restituisce l’ennesima prova dell’amara realtà: addio alla Nuova S.S.106

QUESTO È, NEI FATTI, LO STATO ITALIANO ASSASSINO CHE UCCIDE I CALABRESI SULLA S.S.106

GOVERNO ED OPPOSIZIONE CHIARAMENTE UNITE IN UN DISEGNO DI INDEBOLIMENTO DELLA CALABRIA: NON SARÀ REALIZZATA LA NUOVA S.S.106 NELL’ALTO IONIO. LA CALABRIA PERDE UN’OPERA IMPORTANTISSIMA

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” rende noto che ieri, 3 novembre 2015 alle ore 15.00, ha avuto luogo la riunione preparatoria del CIPE presso la sede in Roma a via della Mercede, 9 nella sala 32. Evidenziamo che neanche ieri era presente nell’ordine del giorno l’ammodernamento del 3° Megalotto della S.S.106 tra Sibari e Roseto Capo Spulico.

Tutto ciò permette alla Nostra Associazione di sottolineare il totale ed assoluto disinteresse del Governo Renzi nei confronti della Calabria: nei fatti il Pre-CIPE di oggi anticipa il CIPE che si avrà a Roma nella prossima settimana dopo oltre tre mesi dall’ultimo (6 agosto 2015), nel merito del quale furono approvate solo e soltanto tutte le infrastrutture del Nord.

Ribadiamo che l’opera non sarà più realizzata anche grazie all’opera della disinformazione diffusa ad arte da parte di chi è fortemente interessato a far saltare per aria il progetto: associazioni pseudo culturali, gruppi di potere, pseudo comitati cittadini costituiti da turisti di Ferrara che hanno utilizzato argomenti fuorvianti (ad esempio il raddoppio dell’esistente), per sostenere che il progetto attuale della Nuova S.S.106 non andava bene.

Costoro sono, insieme allo Stato, gli assassini morali delle vittime della S.S.106 in Calabria insieme alla euro parlamentare Ferrare del Movimento 5 Stelle che, insieme all’On. Cioffi, non essendo politicamente capace di ottenere nulla di buono per la nostra regione nei rispettivi ambiti (parlamento nazionale ed europeo), sposano anch’essi l’idea che l’opera debba essere realizzata a partire dal raddoppio della corsia esistente.

Questi personaggi che l’Associazione definisce a buona ragione politicamente ignoranti ed incapaci buoni ad ottenere il nulla non considerano due aspetti. Il primo: non ci sarà nessuna prospettiva per la S.S.106 nell’alto jonio atteso che è ormai chiara ed evidente la volontà politica del Governo di non investire più sulla realizzazione del 3° Megalotto della S.S.106 nell’alto jonio anche grazie al loro pessimo operato di psuedo-opposzione.

Il secondo ed anche il più importante: la S.S.106 nella locride è stata letteralmente spazzata via dalle fiumare. Tuttavia, è stata spazzata via la vecchia S.S.106! Perché l’unico tratto ammodernato di S.S.106 tra Roccella e Locri realizzato in collina (esattamente come sarebbe dovuta essere realizzata la Nuova S.S.106 nell’alto jonio), non ha subito il minimo danno e non ha provocato alcun disagio alla viabilità.

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” non esiterà a partecipare, aderendo, a qualsiasi forma di mobilitazione, di protesta e di disobbedienza civile verrà intrapresa nell’alto jonio dai sindaci, dalle forze sociali o da chiunque ed invita i cittadini alla massima adesione e partecipazione alla protesta contro lo Stato, il Governo e la pseudo-opposizione assassina che uccidono i calabresi sulla S.S.106 rafforzando la propria posizione attraverso la Campagna “NO S.S.106 – NO VOTO”: noi non votiamo più nessuno!


4 Novembre 2015

martedì 3 novembre 2015

Lo Stato è stato spazzato via in Calabria dal maltempo.




L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” esprime grande solidarietà alle popolazioni colpite nella locride dal maltempo dei giorni scorsi. Le immagini che da giorni riceviamo mediante internet sono indicative dei danni che quel territorio ha subito non solo nelle proprietà private ma anche e, soprattutto, nel patrimonio pubblico e, nello specifico, infrastrutturale.

L’Associazione intende ringraziare i volontari, i simpatizzanti e tutti i coloro i quali già dalle prime ore ci hanno fornito informazioni dettagliate sull’accaduto. Riteniamo, anche grazie ai contributi pervenuti alla Nostra Associazione che le colpe principali di quanto accaduto siano da imputare certamente agli oltre 600 millimetri d’acqua caduti in circa 48 ore su un territorio fragile.

Vogliamo altresì ricordare che in quel territorio (ma più in generale nell’intera Calabria), non c’è stato di recente alcun investimento da parte dello Stato in termini di prevenzione idrogeologica così come è giusto sottolineare che in quel territorio esiste – così come nel resto della Calabria – un accentuato e spesso, purtroppo, incontrastato abusivismo edilizio.

Così come è giusto evidenziare questi aspetti riteniamo, tuttavia, che sia altrettanto opportuno riflettere sui danni enormi che il maltempo ha provocato sulla rete infrastrutturale locridea dalla rete ferroviaria interrotta in più punti ed in alcuni casi smembrata dalle acque dei fiumi e del mare così come per la strada Statale 106 che in alcuni tratti è stata letteralmente trascinata via dalle acque.

È inutile ricordare che sulla rete stradale e su quella ferroviaria lo Stato non interviene con gli investimenti necessari almeno da cinquanta anni. Inutili e sporadici interventi a pioggia – spesso inficiati da fenomeni devastanti di corruzione – hanno purtroppo molto spesso peggiorato la rete infrastrutturale jonica (la locridea in particolare), determinando la devastazione, senza precedenti in Italia, a cui abbiamo assistito nei giorni scorsi a Bova Marina, Brancaleone, Ardore, Bovalino, Caulonia, Locri, ecc.

Quanto accaduto per l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” dimostra in modo inequivocabile che ad essere stata spazzata via non è stata, nella Locride così come nella Calabria, la S.S.106 ma ogni idea possibile di Stato! È lo Stato che è stato spazzato via in Calabria dal maltempo! Quello Stato che investe in infrastrutture solo al Nord e che nella Legge di Stabilità approvata appena una settimana fa ha stanziato un investimento in infrastrutture in Calabria 20 volte inferiore a quello della Lombardia e ben al di sotto degli investimenti stanziati negli anni precedenti.

Così assistiamo basiti ed increduli alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio che dal 2014 (“Istituita la Cabina di Regia per risolvere i problemi della Calabria”), al luglio del 2015 (“I dati del rapporto Svimez parlano chiaro: investiremo sul Sud e sulla Calabria”), fino alle più recenti promesse non mantenute per l’alluvione di Rossano – Corigliano Calabro dello scorso agosto è abile a conquistare le prime pagine sulla stampa calabrese che pubblica tutto senza però, mai verificare gli impegni o ricordare il tradimento di chi, lo Stato spazzato via in Calabria dal maltempo, lo rappresenta!

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” auspica che alle parole ed alle promesse mai mantenute questa volta possano seguire immediatamente i fatti e coglie l’occasione per esprimere nuovamente la massima solidarietà alle popolazioni colpite.


lunedì 2 novembre 2015

Nessuna vittima della S.S.106 in Calabria sarà mai dimenticata!




Nel giorno in cui si ricordano i defunti l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” intende ricordare tutte le vittime della famigerata e tristemente nota “strada della morte” con la poesia di Fernando Pessoa: “La morte è la curva della strada, morire è solo non essere visto”.

Perché seppure le vittime della S.S.106 nessuno le vede più “oltre la curva”, noi continuiamo a ricordarle sempre e nel loro nome ed appunto nel loro ricordo sempre vivo continuiamo imperterriti ed a “muso duro” la nostra battaglia per l’ammodernamento e la messa in sicurezza subito di una importante arteria che diventa sempre più letale e sempre più disseminatrice di morte.

Il ricordo, soprattutto per chi non c’è più, è importantissimo: anche per questa ragione abbiamo voluto creare un'area della memoria e del ricordo sul sito internet della Nostra Associazione chiamato “L’Angolo della Memoria” nella quale ognuno può aiutarci a ricostruire l'elenco completo ed ufficiale delle vittime della tristemente nota "strada della morte" in Calabria.

Oggi vogliamo ricordare tutte le vittime della S.S.106 e, soprattutto, quelle degli ultimi cinque anni. Dal primo gennaio del 2011 fino ad oggi abbiamo avuto esattamente 110 vittime: 28 nel 211, 26 nel 2012, 21 nel 2013, 14 nel 2014 e 21 nel 2015 fino ad oggi.

Tra queste vogliamo ricordare fra le altre: Bruno Vetere (21 anni), Giuseppe Cassano (24), Marcella Tridico (27), Francesco Palamara (17), Cosimo Bevilacqua (27), Steve Chiarotti (26), Francesco Iurato (20), Francesco Pasquale (30), Edoardo Tiripicchio (33), Ivan Siciliano (21), Ramona Arcuri (26), Pietro Alfonso Sacco (32),  Francesco Graziano (29), Marco Montoli (30), Raffaele Sbarra (21), Giuseppe Sottile (31), Jonel Parus (32), Valentina Fiore (21), Teresa Fiore (25), Domenico Iacino (21), Leonardo Gualandris (12), Domenico Grillo (38), Matteo Battaglia (12), Raffale Caserta (38), Egidio Aloisio (19),  Nicola Renda (28), Adrian Bogdan (24), Andrea Mandile (25), Matteo Brigandì (38), Sing Jaswinder (36), Antonio Pugliese (24), Ilaria Geremicca (22), Francesco Paparo (24) e Claudio Modafferi (33).

Questi sono solo alcuni tra i più giovani deceduti sulla S.S.106 negli ultimi 5 anni.

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ricorda tutte le vittime della famigerata e tristemente nota “strada della morte”. Esprimiamo, nel giorno del ricordo dei defunti, la nostra vicinanza a tutte le Famiglie, i parenti e gli amici delle tante, troppe vittime della S.S.106 in Calabria e li stringiamo tutti in un sincero abbraccio ideale con la promessa solenne che nessuno dei loro cari sarà mai dimenticato dall’ Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”!